Messina: Romano esonerato, per la successione il favorito è Feola
Pubblicato il 14 Gennaio 2026 in Primo Piano
Era nell’aria da settimane, è arrivato dopo il pari con la Sancataldese: Pippo Romano non è più l’allenatore del Messina. I numeri rivelano come il tecnico abbia fatto il suo, ma gli ultimi risultati dicono che era tempo di cambiare. Per la successione? Rosa ampia, ma in pole c’è Vincenzo Feola.
LE ULTIME QUATTRO – Il Messina si è spento. Il 4-0 di Palermo contro l’Athletic Club è stata una débâcle senza attenuanti. Non bastano l’1-0 all’Igea Virtus, vittoria sporca con poche occasioni create e il pari di Milazzo giocando a una porta sola, quella del Messina, con la squadra in apnea costante. Il pari casalingo con la Sancataldese mette un punto al rapporto tra Romano e la nuova proprietà: squadra appena rinforzata, ma ancora priva di una base di gioco capace di mettere sotto un avversario, sulla carta, ampiamente alla portata. Non difeso il vantaggio e sensazione di essere sulla gambe arrivata troppo presto. Romano sapeva anche lui che serviva qualcosa di diverso rispetto al suo granitico 3-5-2, ma la difesa meno battuta del torneo nel girone d’andata è diventata fragile dopo Palermo. E l’attacco? Sedici gol in totale, tanti quanti quelli subiti. Roseti capocannoniere a quota quattro, seguito da Touré e Saverino. Mancanza cronica di carne al fuoco davanti. Ma il vero cruccio è che la squadra ha smesso di somigliare al suo allenatore. Lui chiedeva sacrificio e corsa, la squadra non rispondeva più. I nuovi – Zerbo e Oliviero – hanno mostrato (soprattutto il secondo) spunti interessanti, ma l’atteggiamento generale di squadra non era più in linea con le esigenze di classifica.
LA VERA RAGIONE – Ma il punto centrale non è tattico. Romano era arrivato assieme a Martello, il ds che se n’è andato e a cui il tecnico rimarcava sempre la vicinanza. Vecchia gestione, vecchi uomini. Il Racing City Group di Justin Davis e Morris Pagniello ha un’altra visione. Nuovi proprietari significano nuove figure, sempre. Le riflessioni in corso erano partite già da quando è arrivata la nuova proprietà, il 4-0 di Palermo e il pari con la Sancataldese hanno solo accelerato un processo già scritto. Il comunicato ufficiale serve a salvare le forme, il “miracolo sportivo” è riconoscimento sincero ma anche modo elegante per chiudere un capitolo che andava chiuso. A Parisi e Bombara il compito di gestire il ponte, un paio di allenamenti.
FEOLA IN POLE – Tre nomi circolano per la successione, forse quattro. Emanuele Pesoli, giovane con esperienze tra giovanili e prime squadre. Walter Pandiani, ex attaccante del Deportivo La Coruña, suggestione esotica che piace alla proprietà per quel profilo internazionale che il Racing City Group cerca. Davide Moro, che però non sembra più al centro della questione, data anche la difficoltà nel rescindere il contratto con la Sanremese. E poi Vincenzo Feola, 58 anni, originario di Somma Vesuviana. Ed è lui il nome in pole. Feola conosce la Serie D, l’ha vinta con Savoia e Akragas. Ha guidato Casertana, Casarano, Cerignola, Racing Aprilia, ultima esperienza all’Atletico Lodigiani. Approccio condotto direttamente da Morris Pagniello, in città e pronto a incontrare il tecnico. Profilo dal curriculum concreto per gestire una categoria che conosce, in una condizione di classifica che, serve ribadirlo, resta di emergenza. Romano ha fatto quello che poteva con quello che aveva. Ha trasformato una squadra da -14 in una formazione competitiva per la salvezza, ha tenuto insieme un gruppo che avrebbe potuto disintegrarsi sotto il peso della penalizzazione. Gli va riconosciuto. Ha battuto Reggina e Igea Virtus. Ma le ultime uscite hanno certificato che serviva altro. La squadra è stata rinforzata – si attende la prova del campo anche per Kaprov, il gap con la zona salvezza si è ridotto a -5, il tempo per chiuderlo c’è ancora. Feola o chi sarà deve dimostrare subito. Perché se il miracolo di Romano è stato arrivare fin qui, il compito del successore è completare l’opera. E il tempo stringe.
*foto copertina: ACR Messina – Facebook ufficiale | ph. Francesco Saya