Messina, scatto salvezza: Milinkovic firma il blitz in Puglia

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Pubblicato il 1 aprile 2017 in Primo Piano

Andria campo amico. Lo dicono la storia, la cabala, i numeri: il Messina coglie il colpo esterno decisivo per gestire con armonia gli scontri diretti del Franco Scoglio, la prestazione – opaca, a dire il vero – è semplice nota che poco aggiunge al sapore dell’impresa. Milinkovic crea, Berardi cura, il secondo acuto stagionale lontano dalle correnti dello Stretto ha i riflessi di una patina d’oro.

UN REGALO – Nel silenzio di una settimana da profilo basso, Lucarelli studia un rivoluzionario 3-5-2 che profuma di ritorno al passato. Bencivenga la novità eclatante nell’undici titolare, mentre Palumbo viene ripescato per un terzetto difensivo orfano dell’acciaccato Rea. In cabina di regia è il turno di Mancini dopo il deludente rientro di Musacci a Matera; entrambi diffidati, il loro utilizzo segue i ritmi di un perdurante singhiozzo. Messina assente per l’intero arco del primo tempo: nonostante i ritmi bassi, pur in presenza di un avversario scarsamente motivato. L’acquisto più recente firmato dal ds Pitino è costretto a lasciare il campo dopo appena nove minuti, l’ingresso di Grifoni non sposta gli equilibri di una squadra travolta dalle violente folate degli ispirati Cianci e Minicucci. Berardi protegge il fortino, l’arbitro Guida grazia Bruno per un intervento al limite ai danni di Cianci. Mediocrità assoluta fino al lampo che sconvolge il match: De Vito scappa sulla sinistra, Milinkovic semina il panico fino allo scavetto rimpallatto che beffa Cilli. Fischi al Degli Ulivi, il Messina interpreta col sorriso un concetto singolare di meritocrazia.

LA CURA – Tre punti e la soluzione di un rebus nel secondo tempo di Andria. Poco o nulla sul taccuino in merito alle azioni in campo (Berardi attento sulle uscite alte, Anastasi e da Silva pericolosi in contropiede), la routine è confermata con l’eccezione del giallo che Guida sventola a Mancini: Musacci titolare con l’Akragas, dualismo momentaneamente rimandato. Tra accenni di rissa ed errori banali si concretizza il secondo successo esterno stagionale: il 25 settembre, a Catanzaro, l’unico acuto fin qui registrato. Dopo tanto penare, una luce in fondo ad un lunghissimo tunnel.

FIDELIS ANDRIA     0

MESSINA                   1

MARCATORE Milinkovic al 46′ p.t.

FIDELIS ANDRIA (4-4-2) Cilli; Annoni, Aya, Curcio, Tito; Volpicelli, Vasco (dal 35′ s.t. Paolillo) , Onescu, Minicucci (dal 18′ s.t. Cruz); Cianci, Croce (dal 31′ s.t. Fall). (Lullo, Pop, Allegrini, Caponero, Ippedico, Imbriola, Spinelli, Bottalico). All. Favarin.

MESSINA (3-5-2) Berardi; Palumbo, Bruno, Maccarrone; Bencivenga (dal 9′ p.t. Grifoni), da Silva, Mancini (dal 36′ s.t. Capua), Foresta (dal 46′ s.t. Sanseverino), De Vito; Anastasi, Milinkovic. (Russo, Benfatta, Faiello, Ferri, Musacci, Madonia, Ciccone, Akrapovic, Saitta). All. Lucarelli.

ARBITRO Guida di Salerno.

NOTE Spettatori 2000 circa. Ammoniti da Silva, Annoni, Volpicelli, Mancini, Onescu. Corner 7-3. Recupero 1′ e 4′.

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