Messina-Taranto, gran varietà

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Pubblicato il 20 marzo 2017 in Primo Piano

Un innocuo cortocircuito mediatico impedisce al tecnico Lucarelli di chiarire quali siano le sue intenzioni future per la mediana giallorossa: nessuna squalifica per Mancini, l’uragano che ha devastato il Taranto potrà tornare soluzione utile già da Matera. Resta il dubbio legato a Musacci, assente al San Filippo per squalifica. Un interrogativo da non sottovalutare, poiché si parla di un titolare inamovibile, capitano della truppa giallorossa sin dal ritiro di Fiuggi. Da Silva, Mancini, Sanseverino, Foresta: in questo breve rosario di nomi la chiave del successo sugli ionici, il tecnico livornese (voto 7) centra in pieno il bersaglio con il centrocampo più dinamico e talentuoso mai visto in stagione.

Berardi 6,5: prezioso in opposizione ad un tiro ravvicinato di Magnaghi. Non può nulla, invece, sulla pregevole acrobazia di Emmausso.

Grifoni 6,5: fondamentali i suoi recuperi in area di rigore, segno di una ritrovata concentrazione e di un’invidiabile visione di gioco.

Rea 6: il Taranto spinge poco, i centrali limitano il proprio gioco all’ordinaria amministrazione.

Maccarrone 6: vale il discorso fatto per Rea. Bada al sodo senza gli inutili arabeschi che avevano condizionato le sue prestazioni nel girone d’andata.

De Vito 6: la sua pressione su Viola è una delle chiavi tattiche di Lucarelli per spegnere i propositi offensivi rossoblù.

Da Silva 7,5: un poeta.

Mancini 7: regista da kolossal. Giganteggia a centrocampo smistando decine di palloni giocabili ai compagni. (dal 22’ s.t. Capua 6: si divora un rigore in movimento prima di fornire a Milinkovic l’assist per il tris)

Sanseverino 6: solo all’apparenza l’anello debole della mediana. Poco visibile in campo, si rende utile in tutte le zone con puntualità e dedizione alla causa. (dal 37’ s.t. Palumbo sv)

Foresta 7,5: un gol da cineteca come acuto di una prova perfetta. Elegante nelle due fasi, si rivela trequartista moderno al di là di tutte le perplessità iniziali. (dal 46’ s.t. Bruno sv)

Anastasi 6,5: coraggioso in occasione del vantaggio, supporta la squadra con un costante gioco di sponda a beneficio dei diversi schemi offensivi provati in settimana.

Milinkovic 6,5: il solito incorreggibile sprecone fino al 90’, quando realizza la più complessa tra le opzioni capitategli.

TARANTO Maurantonio 5; De Giorgi 5,5 (dal 18’ s.t. Balzano 5,5), Altobello 5, Stendardo 5, Som 5,5; Maiorano 5, Guadalupi 6 (dal 34’ s.t. Cobelli 6), Lo Sicco 5,5; Viola 5,5, Magnaghi 5, Potenza 5 (dal 12’ s.t. Emmausso 7). All. Ciullo 5.

NOTA A MARGINE – Per una semplice scelta editoriale questa rubrica non ha mai evidenziato le prestazioni pur meritevoli degli avversari. Un’eccezione doverosa per il giovane tarantino Michele Emmausso (classe ’97): in tempi di età media e ardite alchimie anagrafiche, raramente si è potuto ammirare un elemento di tale strabiliante personalità. L’attaccante di proprietà del Genoa tiene da solo in partita una squadra abulica e sfilacciata, realizza un gol da campione e sorprende per idee e facilità di gioco. Applausi.

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