Messina, tempus fugit

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Pubblicato il 19 maggio 2017 in Primo Piano

Il maggio calcistico è pronto ad accendersi con l’arrivo degli scontri salvezza e l’inizio della fase clou dei playoff, un mese quello che porterà alla finale fiorentina per la promozione in Serie B che scriverà il futuro della terza serie italiana. Tante le società già in vacanza e con la mente rivolta al prossimo anno, tra queste il Messina. La salvezza strappata con forza sul campo della Vibonese ha raddrizzato una stagione a tratti drammatica, addolcita dal passaggio di proprietà ma che non ha schiarito le nubi sul futuro del calcio messinese. Il campionato dei conti rimane al centro dei pensieri del presidente Proto e del dg Manfredi: troppo ampio il debito ereditato per dirottare al campo le priorità. Un mese alla finale playoff, tempo simile quello che porterà le società al ritorno alle carte bollate e fideiussioni per la nuova iscrizione al torneo. A quella data il Messina vuol arrivare con le idee chiare e le sorprese azzerate: l’elenco dei creditori si è allargato in maniera maggiore rispetto alle aspettative di marzo, il tutto per rendere ancora più complicato il lungo lavoro di commercialisti e avvocati. Le ultime parole del presidente Proto e del dg Manfredi raccontano una Messina meno assopita, tanto che le voci su aiuti da parte di imprenditori locali sono sempre più rumorose. L’allusione evidente a Francesco Barbera è arrivata dallo stesso Manfredi nella conferenza di Palazzo Zanca, mai pronunciato il suo nome ma proprio il magnate della torrefazione potrebbe essere il collante per uno sviluppo finanziario più ampio.

IL NODO CELESTE – Passaggio essenziale per la programmazione futura sembra essere il ritorno al Giovanni Celeste. Intreccio con la politica obbligato: porte aperte da parte degli amministratori cittadini alla società giallorossa, adesso si aspettano i passi fatidici della burocrazia. La ristrutturazione del Celeste è basata su una cifra vicina ai due milioni di euro da dividere tra credito sportivo e contributo privato. Nessun costo per il Comune che adesso dovrà esaminare il progetto della società giallorossa per la concessione pluriennale degli impianti: primo step quello riguardante l’approvazione in giunta, dopo il passaggio alla ragioneria generale toccherà alla commissione allo sport dare il suo benestare, infine sarà il consiglio comunale ad approvare in maniera definitiva il progetto. Non stimabili anticipatamente i tempi, soprattutto in commissione sport e consiglio potrebbero arrivare richieste di modifica rispetto all’originale presentato dal Messina. La speranza è quella di chiudere la pratica istituzionale entro il mese di luglio. Non ancora presentato ufficialmente il nuovo Celeste, le prime indicazioni raccontano di un restyling che punta verso la modernità: panchine incorporate nella tribuna centrale come nel più classico dei modelli inglesi, rimodernamento della sezione stampa con l’aggiunta di box ad hoc per radio e tv. Lavori anche in gradinata dove saranno collocati seggiolini numerati così come chiede il regolamento, sempre in gradinata sarà organizzato il GOS. Novità anche per il settore ospite, non ci sarà l’obbligo di tornelli in caso di una capienza non superiore ai 7500 posti.

IL LUNGO ADDIO – Imprenditori e stadi in cima ai pensieri della società giallorossa. Rimane sullo sfondo l’aspetto sportivo, inutile programmare in maniera concreta il piano tecnico se non si conosceranno risorse e impianti. La conferenza stampa di arrivederci di Cristiano Lucarelli è sembrata da subito un commiato alla città dell’allenatore livornese. Nessun addio con rottura ma tanta sincerità. Logica la presa di coscienza che tempi e modi non potranno coincidere: conti e burocrazia le priorità della società giallorossa che ad oggi non può fornire le garanzie tecnico-sportive richieste da Lucarelli. Alzare l’asticella è il ritornello che al momento stona con la pianificazione finanziaria per l’azzeramento del monte debitorio, solo dopo ci si potrà gettare a capofitto sulla costruzione di una rosa in grado di puntare alla zona playoff. Attesa che Lucarelli non sembra potersi permettere viste le importanti offerte arrivate sul suo tavolo. A Catania c’è Pietro Lo Monaco che sfoglia la sua margherita di nomi e deve fare i conti con l’ambizione di Gianluca Grassadonia che piace anche a Pisa e Lecce e che potrebbe non avere voglia di ributtarsi tra le braccia del suo ex patron ai tempi di Messina. Il nome di Cristiano Lucarelli piace soprattutto al ds Argurio che vede nel tecnico livornese l’uomo di personalità in grado di riscrivere il futuro sportivo di una piazza sprofondata nella palude dell’anonimato in Lega Pro. Difficile dire oggi se Lucarelli sposerà il progetto Catania, rimangono vive le ipotesi Calabro e Gautieri a confermare come Lo Monaco ami giocare su più tavoli in tema di scelta degli allenatori. A Lecce la testa è rivolta al lungo playoff che potrebbe riportare i salentini in Serie B: detto di Grassadonia, al Via del Mare in tanti gradirebbero un ritorno in altra veste proprio di Cristiano Lucarelli. Il Messina attende senza fare drammi e lascia la porta aperta al suo ultimo tecnico, in caso di addio è al momento impossibile fare previsioni. Quasi banale il collegamento che porta a Gaetano Auteri visti i rapporti personali del tecnico con il presidente Proto e il ds Pitino, difficile però pensare all’attuale tecnico del Matera al momento. Piano sportivo che subirà uno stand-by fisiologico: il discorso allenatore fa rima con quello legato alla costruzione della rosa. Sei nomi sotto contratto ma non certi della riconferma, aspetti tecnici posticipati e quindi in secondo piano. Tutto è rimandato: pianificazione di rientro dal debito e iter per il ritorno al Celeste saranno i primi decisivi passi. Il tempo scorre veloce ma non preoccupa.

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