Messina-Troina, obbligo di dignità

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Pubblicato il 1 dicembre 2018 in Primo Piano

L’ulteriore rinvio della sfida contro il Castrovillari ha fatto fare qualche salto di gioia in casa Messina. Il campo pesante e rischioso, misto alla voglia di mettersi in mostra il meno possibile hanno dato, a un gruppo in scadenza, l’opportunità di spostare l’attenzione direttamente sulla gara con il Troina. La rivoluzione è iniziata: i primi tagli hanno riguardato il contorno più estremo, dato che il solo Cimino ha lasciato tracce tra quelli che hanno salutato. Gli arrivi del portiere Lourencon e del difensore Zappalà sono i primi passi verso un Messina tutto nuovo, probabilmente meno patinato e più di sostanza. La classifica piange, il San Filippo rischia di restare vuoto a lungo e non sarà una vittoria a rappacificare pubblico e società. Contro il Troina si scrive la pagina finale di un fallimento sportivo senza appello: la troppa confusione tecnica non poteva non portare a risultati del genere. Difficile ipotizzare che un gruppo tanto esperto potesse bucare la stagione in maniera tanto netta, oggi è facilissimo per tutti puntare il dito. Le colpe della dirigenza sono sempre le solite: la lentezza nell’individuare la linea tecnica da seguire, i pentimenti e le direzioni cambiate in maniera repentina. Da Cozza a Biagioni, con in mezzo un mare di calciatori che probabilmente non sono mai stati squadra, soffrendo di troppi complessi da solista. Sin dalla Coppa Italia la sensazione è stata chiara: poco gioco, troppe individualità e calciatori slegati che faticavano a essere una cosa sola. Il tempo non ha aiutato, anzi, i mancati risultati hanno acuito le distanze e scollegato sempre di più un gruppo che pare mal sopportarsi, in primis dal punto di vista prettamente tecnico.

L’ULTIMA – La prima sentenza del mercato è l’esigenza di affidare il ruolo di portiere a un over: Lourencon non arriva con il codazzo del grande nome, stesso discorso per Zappalà che si porta dietro una stagione e mezzo di quantità a San Cataldo. Primi due passi, il resto arriverà dopo l’ultima messa in scena del gruppo attuale. I nomi sono sempre gli stessi: in porta mantenere un under per ogni evenienza pare ovvio, in difesa invece Porcaro è l’uomo che mette i maggiori dubbi: la sua carriera parla per lui, le sue prestazioni dicono tutto il contrario. Recuperarlo o ammettere la sconfitta? Il discorso economico, da ambo le parti, sarà decisivo. Discorso diverso per Cossentino, Russo e Gambino che paiono lontanissimi da Messina, idem Traditi che avrebbe già l’accordo con la Lupa Roma. Cocimano e Rabbeni vogliono più minuti, mentre Petrilli è un altro nome sul piatto della bilancia. Difficile, in questo clima, preparare una partita che mette in palio punti pesantissimi: dove trovare le motivazioni? Banalmente nella professionalità, tanto dovrebbe bastare. In più c’è la posizione del tecnico: Biagioni non ha convinto, nessuna traccia di cambiamento è stata lasciata e le tre sconfitte consecutive arrivate poco prima del mercato sembrano essere l’ottima scusa per dirsi addio. Il calcio è spietato, e dovrà esserlo domenica sera: una società che vuol cambiare rotta deve avere il coraggio di esonerare il tecnico indipendentemente dal risultato contro il Troina, anche davanti a una vittoria travolgente.

SCELTE – Il tesseramento affrettato di Lourencon e Zappalà li avvicina a una maglia da titolare, gli altri nove vanno pescati tra coloro che hanno ancora gli stimoli giusti. Sarcone, Lundqvist e Bossa sono il pacchetto under sicuro di una maglia, il quarto nome potrebbe essere quello di Carini vista la squalifica di Biondi. Due nuovi e quattro ragazzi obbligatori: il resto delle scelte si fonderà su Genevier e Arcidiacono, sono loro i calciatori su cui sembra possibile ripartire. Al San Filippo arriva un avversario molto diverso dallo scorso anno, un Troina ridimensionato dai cambiamenti societari passato dallo spareggio per la C alla corsa per evitare l’Eccellenza. Portici e Palmese, però, hanno dimostrato come questo Messina soffra qualsiasi avversario subendo le reti più inverosimili mai viste. Gli addii in arrivo non siano una giustificazione, questa squadra ha meritato la sfiducia con largo anticipo e non avrà mai il diritto di rivendicare la pressione psicologica come buona scusa per fallire ulteriormente.

MESSINA (4-3-3) Lourencon; Sarcone, Zappalà, Porcaro, Lundqvist; Bossa, Genevier, Traditi; Petrilli, Arcidiacono, Carini. All. Biagioni

TROINA (3-5-2) Zummo; Ruano, Bonfini, Lo Cascio; Ceesay, Didiba, Piyuka, Saba, Sidibe; Adeyemo, Musso. All. Boncore

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