Messina, tutto saltato per un dispetto

Pubblicato il 28 febbraio 2017 in Primo Piano

Il colpo di scena arriva alle 22.15 quando Giovanni Di Bartolo, socio di minoranza in quota Antares, decide di puntare i piedi e non porre la firma sul documento di rinuncia ai crediti. Motivo? La probabile pretesa che questa rinuncia ai crediti coinvolga anche Lello Manfredi. Una ripicca e nulla più, visto che Lello Manfredi è uno dei collaboratori di Franco Proto e che le sue pendenze col club riguardano, quindi, solo la proprietà subentrante. Non una questione economica al centro del mancato accordo per il passaggio dell’Acr Messina a Franco Proto.

DEBITI – Nel preliminare redatto lo scorso 18 febbraio il nodo più complicato era legato al monte debitorio della società giallorossa. L’accordo prevedeva che nel caso di un debito superiore ai 2 milioni e mezzo di euro, la parte in eccesso sarebbe stata a discapito dei soci uscenti. Proprio questo il piccolo scoglio del pomeriggio: quando il documento contabile aggiornato veniva presentato, ecco che la sorpresa per il gruppo Proto era servita. Tavolo di lavoro che si prolunga, con i quattro soci uscenti che tentano di trovare un punto d’accordo con gli acquirenti per una nuova discussione sulla divisione del debito. Tensione alta che si smorza nel giro di una lunghissima mezz’ora: le parti trovano un accordo che accontenta chi acquista. Tutto sembrava volgere verso la chiusura della trattativa, anche se la mano sul fuoco sembra non volerla mettere nessuno. Poi il colpo di scena firmato Giovanni Di Bartolo.

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