Monopoli-Messina, fine della corsa

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Pubblicato il 17 ottobre 2016 in Primo Piano

Storia di una resa. Al 40’ del primo tempo il Messina è già in prossimità del capolinea, al Monopoli il solo compito di amministrare senza affannarsi. Nel rettangolo verde del Veneziani tutto quello che tormenta da mesi l’ambiente giallorosso: superficialità, approssimazione, confusione tattica, inspiegabile rilassatezza. Ammainata la bandiera Marra (voto 4), restano sul tavolo tutte le incognite di un organico arricchito da troppi doppioni e insensatamente scoperto in alcuni ruoli chiave.

Berardi 5,5: la mole offensiva del Monopoli non si traduce in un tiro a bersaglio. Incolpevole sul gol di Montini, non appare impeccabile sul preciso fendente dai 25 metri di Genchi.

Palumbo 5: tornato nel suo ruolo naturale di terzino, si rivela ostacolo troppo morbido per le folate degli attaccanti pugliesi.

Rea 4: atteso come il salvatore della patria, l’esperto centrale diventa il protagonista di un pomeriggio da incubo. Partecipa colpevolmente ad entrambe le marcature che condannano il Messina con errori di sconcertante banalità. (dal 44’ s.t. Maccarrone sv)

Bruno 4: srotola a Montini il tappeto rosso delle grandi occasioni. Troppo ingenuo al cospetto di avversari sicuramente più ispirati.

De Vito 5: dal suo lato un minimo di raziocinio in entrambe le fase di gioco.

Musacci 4: spostato da play ad interno il risultato non cambia. La minore responsabilità si traduce in un lento scivolare nell’anonimato.

milinkovicBramati 5: spaesato per 40’ prima del cervellotico cambio che ridisegna un Messina a trazione anteriore. (dal 39’ p.t. Milinkovic 4: quando il solista entra in campo, gli orchestrali hanno già posato gli strumenti)

Foresta 5: l’unico a mostrare un’idea, a dispetto di tutto. Emarginato in un contesto sfilacciato.

Mancini 4: non spende il fallo tattico su Genchi nell’azione che conduce al raddoppio del Monopoli. Lento, abulico, copre troppe porzioni di campo per mantenere un minimo di lucidità. (dal 1’ s.t. Madonia 5: un lampo a tempo scaduto rischiara parzialmente una prestazione avvolta nelle tenebre)

Pozzebon 4: sulla falsariga di Catania, assistito dal solo Foresta nelle rare proiezioni oltre la metà campo avversaria. Inspiegabile il tocco di mano del secondo giallo che gli costa una giusta espulsione.

Ferri 4: ancora una volta preferito a Milinkovic, l’ex enfant prodige delle giovanili della Roma resta travolto dalle ambiguità tattiche che Marra disegna nel corso della partita.

MONOPOLI Mirarco 6; Ricucci 6, Esposito 6,5, De Vito 6, Pinto 6,5; Sounas 6, Nicolini 6,5, Franco 6,5 (dal 42’ s.t. Mavretic sv); Gatto 6,5; Genchi 7 (dal 32’ s.t. D’Auria sv), Montini 6,5. All. Zanin 6,5.

* foto Lapresse

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