Monterosi, voglia di lottare

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Pubblicato il 8 Ottobre 2021 in Tattica

Neopromossa, con addosso – pronostici alla mano – il marchio della squadra materasso. Il campo, però, racconta come il Monterosi guidato da David D’Antoni rappresenti una delle sorprese di questo inizio di stagione.

SULLA LAVAGNA – Bloccate sul pari Foggia, Palermo e Taranto, battuto – in inferiorità numerica per quasi un’ora – l’Avellino di Braglia. La dote che il Monterosi si porta dietro, allora, racconta di un gruppo capace di viaggiare a ritmi ben diversi rispetto a quello che la carta potesse suggerire. Per imparare a conoscere al meglio una squadra, il primo passo è quello di comprendere lo schieramento: siamo nella sfida pareggiata a Taranto – non abbiamo preso in considerazione quella con l’Avellino dato che l’analisi sarebbe stata falsata dall’espulsione, arrivata presto, di Polito -, una gara che ci aiuta a mostrare l’atteggiamento in trasferta della squadra di D’Antoni.

Siamo in fase di non possesso: evidenza blu per la difesa che, come possiamo vedere, diventa a 5 con i due laterali che si abbassano per andare in aiuto del trio centrale. In arancione c’è il trio mediano: vertice basso più due mezzali, in uno schieramento abbastanza classico. Come da manuale è la coppia d’attacco: prima e seconda punta, e occhio all’intensità di Rocco Costantino. Uno schieramento che ci spiega, allora, come i laziali siano squadra che ama difendere in superiorità netta, con una capacità di abbassarsi e resistere che, numeri alla mano, sta portando i suoi frutti.

ZONA PURA – Restiamo nell’ambito delle scelte di schieramento, ma passiamo a una situazione da palla inattiva: siamo ancora a Taranto, punizione laterale dei padroni di casa che ci racconta come gli uomini di D’Antoni vengano schierati con una marcatura a zona pura. Tutti dentro l’area, perché sono 11 – tra barriera, portiere e marcatori – i calciatori presenti negli ultimi 16 metri.

Tanto, che ben due giocatori del Taranto possono restare al limite senza alcuna pressione. Rischio calcolato quello del Monterosi – ma non meno rischioso – che decide di fare grande densità vicino alla porta e, in caso di respinta corta, uscire con velocità sul tiro e non preventivo sul possibile tiratore. Altro manifesto di come D’Antoni chieda grande compattezza al suo sistema difensivo.

SULLE SPALLE DI COSTANTINO – Non solo difesa, che resta il punto di forza di una squadra che ama lasciare il pallino agli avversari, perché in avanti il Monterosi – come accennavamo – può contare su un calciatore dalla grande fisicità e cattiveria agonistica. Lo abbiamo cerchiato di giallo, indicando pure come abbia dettato la profondità, subito premiata da un lancio lungo (freccia rossa). Rocco Costantino gioca da prima punta, ma svaria, lotta, prende botte ma sa anche darle. Vede la porta, sa giocare per i compagni, ma è chiaramente l’uomo da cui passa tutto il peso offensivo.

Polidori gioca in appoggio, non proprio una seconda punta, più un partner con cui dividere gli spazi. Nel frame, poi, possiamo notare la posizione degli esterni: li abbiamo visti bassissimi in fase di non possesso, adesso – con la linea arancione in alto – vediamo come Polito sia altissimo. In basso – riquadro arancione – abbiamo evidenziato Parlati: mezzala sinistra che prende ampiezza, perché l’esterno di quel lato (Cancellieri, tagliato nell’immagine) è già altissimo. Attenzione, quindi, alla fase di possesso – che comunque non presenta una grande qualità nella gestione del palleggio puro – dei laziali: profondità affidata a Costantino, ma manovra che viene accompagnata, anche per andare a caccia delle possibili seconde palle.

LO SPECIALISTA- L’ultima immagine non serve per un’analisi di tipo tattico, ma racconta un dato pesantissimo nelle ultime due giornate. Nel frame vediamo, infatti, il portiere Borghetto (in prestito dal Verona), respingere un rigore di Giuseppe Giovinco.

In una gara che si chiuderà sullo 0-0 non proprio un fatto secondario. Con una parata identica, una settimana dopo, il classe 1999 si ripeterà su Sonny D’Angelo nella sfida contro l’Avellino. Un para-rigori torna sempre utile.

*foto copertina: Monterosi Tuscia – Facebook ufficiale

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