Paceco-Messina, meritare attenzione

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Pubblicato il 9 dicembre 2017 in Primo Piano

Un punto in due partite. Il pizzico di entusiasmo creato che subito viene svilito, ambiente amareggiato da una stagione che sembra volgere verso il più drammatico dei risultati: l’anonimato. Questo Messina non coinvolge, non trova la continuità di risultati e prestazioni buona per attirare quel piccolo zoccolo di pubblico e critica. Difficile seguire con attenzione una stagione tanto grottesca: dalla presidenza fino al campo il filo comune è quello della incoerenza. Scritto e riscritto di Pietro Sciotto, l’uomo buono per strappare facili sorrisi e niente più. L’obiettivo si è spostato da qualche settimana solo sulla parte tecnica: l’attesa per il mercato è stata avvilita dai risultati, come ovvio un paio di negatività hanno reso meno forte la posizione del ds Lamazza agli occhi del presidente più invadente della storia del Messina. Sul campo gli alti e bassi rimangono il ritornello che accompagna il lavoro (stimabile) di Giacomo Modica. Contro la Sancataldese la sconfitta è da ascrivere, in alta percentuale, al tecnico mazarese per scelte estreme e il ritorno di una fastidiosa fragilità psicologica. Il mercato ha portato uno sconosciuto brasiliano e un buonissimo attaccante duttile dal Roccella. Poco? No, perché conta sempre il confronto con chi si va a sostituire. Granado e sopratutto Yeboah daranno sicuramente di più di quanto fatto vedere dall’acerbo Mascari e dallo stanco Cocuzza. L’ex Roccella è il profilo perfetto per un attacco fatto di ripartenze veloci e imprevedibilità: con Rosafio, e un Mascari dirottato sull’esterno, sarà possibile ritrovare un gioco spietatamente verticale.

LACRIME – Remare nella stessa direzione. Rimane questa una delle frasi più stupide mai sentite nel mondo del calcio. Pubblico e critica non giocano, non corrono e non segnano. Inutile denunciare una scarsa compattezza come scusa per i risultati negativi, in nessun lavoro “l’ambiente” viene così colpevolizzato come in quello calcistico. I risultati non arrivano? Lavorare di più, non serve altro e ogni parola fuori dal recinto del proprio mestiere è sprecata. Contro il Paceco il Messina deve ritrovare una vittoria gettata al vento sul campo della Palmese e mai meritata contro la Sancataldese, l’arrivo dell’Isola Capo Rizzuto nell’ultima giornata prima della pausa invernale favorisce i giallorossi verso un Natale fatto di 6 punti e qualche sorriso. La pressione? Non scherziamo, a Messina in Serie D non può esistere pressione negativa se si chiede di battere le ultime due della classifica. Praticamente un obbligo, con buona pace di fini psicologi e piagnoni di professione. Mister Modica perde Maiorano operato all’avambraccio, in dubbio anche Damiano Lia colpito da una fascite plantare.

ESORDI – La pessima prova di Rinaldi contro la Sancataldese mette un tarlo nella mente di Modica, per il ruolo di portiere si apre una sfida a tre con Meo e Prisco che sperano in un ritorno dal primo minuto. La clamorosa alternanza tra i pali è uno degli indizi di quanto sciatta sia questa stagione giallorossa. La possibile assenza di Lia (comunque convocato) potrebbe consegnare le corsie esterne a Polito e Cozzolino, con Manetta spera in una maglia da titolare Cassaro, tanto dipenderà dalla presenza di Mascari in attacco. Se il ragazzo di Termini Imerese dovesse accomodarsi in panchina sarà ancora Bucca a far coppia con Manetta. A centrocampo Migliorini e Lavrendi ritrovano Pezzella a completare il trio, in avanti Rosafio e uno tra Mascari e Ragosta saranno le ali al fianco del nuovo centravanti Yeboah.

PACECO (3-5-2) Pizzolato; Yoboua, Marino, Terlizzi; Lo Bue, Di Peri, Ferraù, Nocera, Bulades; Terranova, Giannusa. All. Di Gaetano

MESSINA (4-3-3) Prisco; Polito, Manetta, Cassaro, Cozzolino; Pezzella, Migliorini, Lavrendi; Rosafio, Yeboah, Mascari. All. Modica

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