Paganese, cercare la quadra

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Pubblicato il 27 Agosto 2021 in Tattica

Tanti ex, ma il passato serve solo a perdere di vista il presente. Quello della Paganese riparte da mister Lello Di Napoli, l’uomo capace di strappare la salvezza per una manciata di punti. Lui, ma non solo perché la costruzione della rosa porta la firma di Cocchino D’Eboli.

MISURE DIFENSIVE – Poteva esserci esordio peggiore per il Messina? Certamente, ma pensare che i campani siano specchio fedele del diciassettesimo posto dello scorso anno sarebbe grave ingenuità. C’è la mano della nuova dirigenza, quella capace di scuotere il mercato dei giovani e pescare talento. Non solo, perché esperti come Tissone e Piovaccari sono gli ultimi colpi che si aggiungono ai vari Castaldo, Zito, Vitiello, Schiavi e Baiocco. Nomi, ma c’è di più con una struttura precisa e che mostra un Di Napoli in continua ricerca di qualcosa di nuovo. La sconfitta in Coppa Italia di Foggia dice due cose: la prima che il risultato è netto, la seconda che non è del tutto sincero. Un 2-0 che serve da antipasto stagionale, che mostra una Paganese che cambia in corsa e cresce. Qualche dettaglio lo analizziamo, superficialmente, grazie a un paio di immagini dello Zaccheria.

Il primo sullo schieramento: evidenza rossa – linea e rettangolo – per il quintetto difensivo degli azzurrostellati. Trio di centrali che resta ravvicinato, una densità che andrà perdendosi nell’arco della sfida. La colpa? Un po’ da ricercare sull’atteggiamento dei laterali: nel fermo immagine li vediamo andare a cercare l’uno contro uno con gli esterni del 4-3-3 di Zeman, un piccolo azzardo che costerà l’immediato vantaggio pugliese. Bastano 5’ ai rossoneri per trovare due triangoli sulla corsia mancina, muovere la difesa campana e segnare con Merkaj. Distanze perse e ritardi nelle uscite, il merito va cucito addosso agli uomini di Zeman, ma l’atteggiamento voluto da Di Napoli è arma a doppio taglio.

VOGLIA DI PRESSING – In un 3-5-2 il lavoro degli esterni resta fondamentale. In difesa, poi, diventa decisiva la capacità di muoversi dentro e fuori dalla zona centrale per andare a pareggiare l’ampiezza. Scelte. Perché, spesso, le difese a 5 decidono di aumentare la densità centrale e concedere qualche cross in più, consci che sulle sovrapposizioni mancherà sempre il raddoppio. Buon punto di partenza critica, questo, perché il Foggia banchetta sulle uscite obbligate di uno dei due mezzi del trio centrale. Le distanze fanno la differenza, diventando il tallone d’Achille di una squadra che mostra una preparazione della gara molto aggressiva.

Altra immagine: nei due ovali gialli vediamo i poli estremi dello schieramento, un undici che vuole restare corto (linea rossa) e portare pressing deciso sul portatore. Botta e risposta, perché un Foggia a trazione zemaniana va approcciato col giusto piglio. Funzionerà a tratti, soprattutto, quando muterà l’atteggiamento tattico.

PIÙ VOLTI – Dal 3-5-2 al 4-3-1-2 il passo non è così breve, ma Di Napoli lo sceglie per l’ultima parte di gara. Il risultato non lo premierà, col raddoppio del Foggia dopo una palla persa con leggerezza. Il cambio di sistema, comunque, mostra una Paganese che copre meglio il campo e alza il suo raggio d’azione.

Di Napoli pesca dalla panchina, ma gli interpreti contano meno, più interessante resta capire come i campani abbiano alternative e soluzioni già pensate dal tecnico. Con le linee rosse vediamo il “nuovo” trio offensivo, più in basso quello di centrocampo che cerca una compattezza decisiva. Parentesi da aprire sulla mediana: che sia difesa a 3 – a 5 se preferite – o rombo, quello che non viene modificato è il lavoro chiesto alla mezzali. Tanto fraseggio, tanto lavoro senza palla e attacco di profondità e spazi. In avanti la coppia è classica: Castaldo ci mette la stazza, Diop la velocità. Piovaccari andrà – in futuro – a calpestare le giocate di Castaldo, mantenendo questa volontà di lavorare anche per gli inserimenti.

Nell’immagine una breve dimostrazione: Castaldo – riquadro blu – esce per ricevere e smistare, in rosso abbiamo Cretella pronto a raccogliere. Lo sviluppo troverà il muro foggiano, ma l’intento della Paganese è chiaro. Solo piccoli esempi – troppo poco il materiale a disposizione a questo punto della stagione – per mostrare qualche pecca, alcune virtù e provare a capire che avversario sarà.

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