Palazzolo-Messina, una questione di dignità

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Pubblicato il 1 novembre 2017 in Primo Piano

La migliore medicina rimane quella di tornare in campo. Il calendario aiuta il malatissimo Messina di Giacomo Modica con un turno infrasettimanale da non fallire. Trasferta di Palazzolo per una squadra reduce da cinque schiaffoni umilianti, pagina finale nel libro delle vergognose prestazioni di tanti dei calciatori giallorossi. Il tecnico è stato chiaro sin dal suo arrivo, adesso l’attesa spasmodica rimane quella per vedere rotolare le prime teste. La partita con la Vibonese ha lacerato ulteriormente i rapporti tra squadra e tifoseria: l’amore per i colori è troppo grande per sopportare simili prestazioni, dopo aver attaccato duramente (e giustamente) la proprietà il mirino finisce logicamente su un gruppo troppo lontano dal suo stesso valore. Gli alibi li ha portati via il campo, giudice inesorabile che accartoccia qualsiasi voglia di analisi. Nessuna vittoria in nove gare era impensabile all’inizio, rimane inspiegabile con novembre alle porte e sicuramente influirà definitivamente sul cammino finale. La promozione è sfuggita come la beffa più atroce dopo le promesse estive, la dignità è stata calpestata con una dose insopportabile di presunzione e di ignavia.

INFORTUNATI – Ancora fermo il portiere Prisco, con lui rimangono in infermeria anche Carini, Cassaro e Tricamo. Ad aumentare il lavoro dello staff sanitario ci pensa l’ivoriano Dezai: per l’attaccante ex Siracusa problema fisico nell’ultimo allenamento e stop da valutare. Qualche acciacco anche per l’altro portiere, quel Federico Gagliardini finito al centro della critica dopo l’ultima prova gravemente insufficiente. A Palazzolo dovrebbe, comunque, essere lui a difendere la porta giallorossa. Non ci sono altre defezioni in vista della sfida di mercoledì pomeriggio, per mister Modica le scelte non saranno semplici dato il precario stato fisico di tanti protagonisti. Difficile chiedere tre partite in una settimana a tanti dei calciatori, la rotazione potrebbe regalare nuove chance a calciatori finiti in soffitta. Convocati i giovanissimi Fofana e Doukouré.

CALIBRO – Formazione da equilibrista quella che il tecnico renderà nota solo a ridosso del fischio di inizio. I problemi di Gagliardini potrebbe spalancare le porte al giovanissimo Meo (classe 2000), in quel caso sarebbe risolto in parte il discorso under, già complicato dalla squalifica di Polito. In difesa Colombini potrebbe accomodarsi a riflettere in panchina, con il confermato Manetta possibile rientro per Bruno. Sulle corsie Cozzolino è certo del posto a sinistra, mentre il dirimpettaio potrebbe essere il jolly Lia. Senza Meo tra i pali quasi sicuro il ritorno tra i titolari di Fabio Bossa: turno di riposo per Maiorano con Pezzella che potrebbe far rifiatare Lavrendi per un centrocampo nuovo di zecca. In avanti il rebus è complicatissimo: Rosafio sembra imprescindibile, discorso simile ma per motivi regolamentari va fatto per Mascari. La terza maglia la contendono Cocuzza e Ragosta, il capitano parte con una leggerissima percentuale di vantaggio.

PALAZZOLO (4-2-3-1) Ferla; Boncaldo, Lomasto, Esposito, Carpinteri; Doda, Palmisano; Fichera, Cannavò, Riela; Tiboni. All. Strano

MESSINA (4-3-3) Gagliardini; Lia, Manetta, Bruno, Cozzolino; Bossa, Migliorini, Pezzella; Rosafio, Mascari, Cocuzza. All. Modica

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