Palermo, modello Atalanta

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Pubblicato il 3 Settembre 2021 in Tattica

Ricerca della profondità, partecipazione a tutto campo, ampiezza e sostanza. Il Palermo di Giacomo Filippi: quello che cala il poker in Coppa contro il Picerno e vince – con sofferenza – alla prima in campionato con il Latina, quello che – nelle intenzioni – vorrebbe somigliare all’Atalanta di Gasperini.

LO STILE – Tra il dire e il fare, come in ogni cosa della vita, c’è in mezzo un mare di applicazione e lavoro. Ambizioso a tutti i costi questo Palermo: a dirlo è patron Mirri quando avverte che la Serie B sarebbe il porto sicuro dove far attraccare una società che non direbbe di no all’offerta giusta. Rifiutato l’attacco di Follieri – uno che nel calcio ci ha provato tante volte -, a sottolineare come Palermo non sia, però, terra di conquista a prescindere. Provare la scalata, allora, rimane l’obiettivo dei palermitani, anche se il campionato non sembra di quelli morbidi. Panchina affidata a Giacomo Filippi, prima vice di Boscaglia e poi capo allenatore dal febbraio scorso. Un cambio di marcia c’è stato, con in premio la possibilità di continuare sulla strada intrapresa. Perché Atalanta e Gasperini? Perché, a guardarlo bene, questo Palermo sembra voler tentare di solcare la scia di atteggiamento tattico dei bergamaschi. La categoria, ovviamente, mostra le differenze di qualità tecniche e fisiche, così questo Palermo rischia di non rubare e riempire l’occhio come riesce ai ragazzi di Gasperini.

CORRERE IN AVANTI – Vediamola sul campo la squadra di Filippi: siamo nella sfida contro il Latina, nella nostra immagine abbiamo fermato l’azione nel momento in cui Lancini (che vediamo in possesso palla) inizia la fase di costruzione. Modulo 3-4-2-1: nel cerchio rosso c’è Peretti – che gioca da mezzo destro della difesa – che si alza a destra per diventare uno scarico per il compagno e spostare le linee della sua squadra.

Il movimento dei laterali della difesa mostra l’atteggiamento che la squadra vuole imporre. La ricerca dell’ampiezza è chiara – e dopo la vedremo meglio -, ma spostiamoci nel cuore: linee gialle con cui possiamo vedere il movimento degli interni. De Rose – il più basso nell’immagine – accorcia sulla difesa, Luperini accompagna e Dall’Oglio lo segue. Nel riquadro viola c’è Floriano – l’altro trequarti insieme all’ex Catania -, che ci fa capire come per provare ad attaccare la profondità occorre rimanere corti sin dalla partenza dell’azione.

Immagine successiva, allora, per vedere come questa profondità venga attaccata: pallone recuperato, circolazione veloce – passaggio chiave di questo tipo di giocata – che conduce a Floriano (riquadro azzurro) e verticale su Brunori (evidenza gialla). Il numero 9 attacca lo spazio e calcia, ma senza fortuna.

PIÙ LARGHI – Dal lungo al largo, perché il Palermo ama sfruttare il campo e coinvolgere gli esterni. Siamo sempre nella gara con il Latina: fermiamo la nostra immagine e vediamo De Rose (cerchio giallo) – che ha ricevuto internamente – alzare la testa e scrivere sotto la dettatura di Giron (riquadro azzurro).

Guardiamo lo schieramento generale: la linea rossa ci aiuta a vedere la posizione di Peretti (terzo di destra del trio difensivo) e Almici (esterno destro), quest’ultimo ha stretto il campo per lasciare lo spazio laterale a Dall’Oglio. Con il numero 11 che è andato largo, ecco che De Rose ha campo da occupare per poter giocare a favore dei compagni.

L’ultima parentesi sull’ampiezza ci viene regalata da questa giocata: riquadro arancione per Dall’Oglio che si appoggia sul suo marcatore, gestisce e aspetta di poter scaricare sull’accorrente Giron (freccia azzurra). Vero, che il Latina era in inferiorità numerica, ma l’atteggiamento del Palermo pare essere chiaro: interscambio tra mediani e trequarti, fasce da attaccare fino al fondo da parte dei laterali.

ALTI, ALTISSIMI – Se non vi basta questo per rivedere un pizzico di Atalanta, forse, non vi abbiamo convinto. Per l’ultimo esempio ci viene data una mano dalla gara in Coppa Italia con il Picerno.

Abbiamo scelte le linee azzurre per evidenziare la posizione dei tre centrali difensivi: li vediamo alti, quasi sulla linea di centrocampo e senza paura di mettersi campo alle spalle. Squadra corta questo Palermo, nel cerchio rosso c’è Brunori per far comprendere in quanto poco campo sia schierato l’intero undici di Filippi. Squadra corta, linea alta, ampiezza, gioco sulle fasce e interscambio interno: in stile Gasperini.

*fonte foto copertina: pagina Facebook ufficiale Fc Palermo

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