Pordenone-Casertana, così lontani così vicini

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Pubblicato il 13 maggio 2016 in Tattica

Un primato gustato per tanti mesi, quando sembrava che le corazzate Benevento, Foggia e Lecce non riuscissero a tenere il passo della meravigliosa creatura di Nicola Romaniello (Casertana, scritta e diretta da Nicola Romaniello), poi il calo con lo sciagurato esonero del tecnico fino al suo ritorno e la conclusione del campionato al quarto posto, col terzo scappato per un rigore di troppo della Paganese. La Casertana è la migliore delle quarte dopo un campionato di altissima classifica, nel quale la delusione non deve fare capolino visti programmai iniziali e mercato. Romaniello ha lavorato con attenzione imponendo idee e gioco, Mangiacasale e Mancosu sono le armi segrete della stagione, anche se il grave infortunio del primo squilibra piani e sistemi. Di fronte ci sarà una delle squadre più belle della terza serie, il Pordenone di Bruno Tedino battuto solo da un Cittadella in modalità Serie B sin dagli esordi della stagione. La squadre friulana gioca un calcio veloce e tatticamente preciso, un 4-3-3 abbastanza tipico senza grosse alchimie ma applicato con cattiveria e risolutezza. A Pordenone già ad inizio anni 2000, fino all’esperienza nella Nazionale Under 17 ed il ritorno la scorsa estate sulla panchina friulana. Coppia di centrali solidi, con Ingegneri guidato da un Mirko Stefani tornano ad alti livelli dopo la stagione pessima di Messina. Pederzoli in regia a dettare tempi ed elargire esperienza e sapienza tattica. In attacco a gennaio è arrivato Emanuele Berrettoni per completare un reparto tradito da un Beltrame meno prolifico del previsto. Martignago scheggia sulla destra mentre Strizzolo è centravanti di movimento e intelligenza. Pillole tattiche su due squadre diverse nei moduli e nella programmazione, con in comune due tecnici giovani e pieni di idee, una su tutte: il bel gioco. Domenica al Bottecchia si gioca uno spareggio senza possibilità di errore.

TRIDENTE  IN ARMONIA – Trasferta di Pavia per il nostro frame, siamo nell’azione che porta al gol vittoria di Martignago. Non vogliamo certamente raccontarvi un’intera stagione con un singolo frame, proviamo però a comprendere alcuni concetti del gioco di Tedino. In azzurro abbiamo evidenziato il movimento di Martignago che è l’uomo che inizia e conclude l’azione. Pallino azzurro per indicare da dove parte lo scarico su Berrettoni (cerchio arancione), taglio da sinistra al centro per lui che controlla e ragiona, lancio (freccia gialla) a premiare l’allungo di Martignago (freccia rossa) che potrà battere il portiere avversario e trovare tre punti essenziali per blindare il secondo posto. In alto vedete come Strizzolo abbiamo allargato il suo raggio d’azione portandosi dietro il centrale di destra e costretto l’esterno ad abbassarsi, Berrettoni sostanzialmente è libero da marcature e coperture grazie al taglio interno. Martignago attacca la profondità completando il perfetto movimento di un tridente che lavora l’uno per l’altro.

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FATTORE MANCOSU – Sguardo sulla Casertana adesso, squadra che abbiamo analizzato parecchie volte in stagione. Riproponiamo due frame che spiegano quanto basta del calcio secondo Romaniello. La partita è Casertana-Catanzaro, l’azione è quella della rete del momentaneo 2-1 di Jefferson. Decisivo Mancosu nello sviluppo dell’azione, oltre ad un ottimo movimento senza palla in attacco della profondità di Marano. Lavorano molto bene le due mezze ali della Casertana, in giallo Mancosu porta palla a testa alta. Perfetta lettura dei movimenti e scarico su Marano (in rosso), palla in mezzo a premiare il movimento di Jefferson (cerchio azzurro) e Grandi è battuto. Azione alla mano della squadra di Romaniello, la scelta di Mancosu come intermedio di centrocampo è utile per questi tipi di strappi offensivi il resto è fatto da un movimento continuo, in basso vediamo la presenza di Mangiacasale che diventa opzione in più nello sviluppo dell’azione.

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APPLICAZIONE – Fase difensiva dei campani, siamo nel match vinto dalla Casertana sulla Fidelis Andria con un gol di Negro ad inizio partita. Nel nostro frame siamo in una fase di possesso palla dell’Andria e vediamo come la Casertana si difenda con il massimo dell’applicazione. In giallo la linea difensiva composta da cinque uomini, si abbassano infatti i due esterni di centrocampo andando a comporre un muro solido con il terzetto arretrato. Mangiacasale e Pezzella hanno gamba e intelligenza tattica, l’assenza del primo peserà tantissimo nelle scelte di Romaniello. Torniamo alla nostra immagine: in azzurro abbiamo segnato la coppia di interni di centrocampo, Matute e Capodaglio nell’occasione, in pressing sul portatore con Mancosu (cerchio rosso) che rincorre per allinearsi ai compagni. Come per Mangiacasale, anche Mancosu ha sposato le idee tattiche di Romaniello sacrificandosi nella doppia fase di gioco. Un po’ intermedio e un po’ trequartista alle spalle delle punte. La cosa più importante e non rimanere mai fermi a guardare.

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