Progetto giovani: l’identikit dei nuovi acquisti del Messina

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Pubblicato il 12 luglio 2016 in Primo Piano, Storie

Ritiro dalle porte girevoli quello di Fiuggi: un nugolo di confermati, giovani di belle speranze in prova con quattro prestiti dalle blasonate primavere di Genoa, Bologna, Sampdoria (via Cremonese) e Roma. Nomi già al vaglio dei tifosi da diverso tempo che andranno ad allargare le scelte di Bertotto in ossequio ai premi legati all’utilizzo degli under in terza serie. Dalla difesa all’attacco, l’identikit dei primi volti nuovi del Messina per la stagione 2016-17.

 Lorenzo-Paramatti-con-la-maglia-dellInter-e1467485428462-550x364LORENZO PARAMATTI – Difensore classe 1995 proveniente dal settore giovanile del Bologna, Lorenzo Paramatti è figlio d’arte di Michele, a lungo bandiera del club felsineo e campione d’Italia con la Juventus nella stagione 2001-02. Ambidestro, forte fisicamente (185 cm per 75 kg), Paramatti può agire indifferentemente come centrale o su entrambe le corsie di gioco nel ruolo di terzino: dopo una breve parentesi all’Inter (nell’ambito dell’operazione Taider), il jolly difensivo è poi tornato al Bologna, dove aveva svolto con profitto l’intera trafila del settore giovanile. Nella passata stagione, la prima da professionista, 15 presenze in campionato con la maglia del Siena cui è necessario aggiungere le 5 apparizioni con 3 reti (una decisiva, su rigore, contro l’Arezzo e due nella fortunata trasferta di Ancona) nella Coppa Italia di Lega Pro.

SIMONE RICOZZI – Il più giovane della compagnia: Simone Ricozzi (’97), originario di Genzano, è un mediano dalle grandi doti fisiche (alto 186 cm) che all’occorrenza può essere impiegato anche come difensore centrale. Simone RicozziCresciuto nella gloriosa Lodigiani, il centrocampista laziale si è poi formato nel settore giovanile della Roma prima del trasferimento a titolo definitivo al Genoa. Abile nella conclusione dalla lunga distanza, Ricozzi deve ancora migliorare in dinamismo e rapidità quando è chiamato ad operare sulla linea di centrocampo.

JACOPO FERRI – Ex capitano della Primavera della Roma, Jacopo Ferri (’95) è il classico giovane prospetto chiamato immediatamente al riscatto dopo la prima, deludente, stagione tra i professionisti. Ala destra brevilinea (171 cm per 65 kg), può agire anche come falso nueve in un 4-3-3: profilo interessante, cresciuto per dieci anni nel settore giovanile capitolino sotto l’attenta guida di Bruno Conti e Alberto De Rossi prima dell’amara esperienza con la SPAL. Poche presenze (7 in tutto, con un gol all’attivo contro la Lupa Roma) in una squadra proiettata sin dalle prime giornate verso la trionfale vittoria del campionato: rare le occasioni per mettere in mostra il proprio potenziale, apprensione e paura in coda per l’incidente stradale che lo ha visto coinvolto nel mese di marzo. Un’esperienza da dimenticare, dunque, per un talento che ha potuto fregiarsi del titolo di capocannoniere italiano (34 reti) quando militava nei Giovanissimi Nazionali guidati da Vincenzo Montella. Oltre all’attuale allenatore del Milan, Jacopo Ferri ha potuto annoverare tra i propri estimatori anche Andrea Stramaccioni, oggi allenatore del Panathinaikos.

Nicola CicconeNICOLA CICCONE – Lo score poco invidiabile sotto porta di Nicola Ciccone (’96, 180 cm per 78 kg) sembra la cartina al tornasole dei dubbi maturati in seno alla tifoseria messinese: 26 presenze (solo 4 nell’ultimo campionato) e nessuna marcatura in due stagioni per l’attaccante lombardo con la maglia della Cremonese, numeri inequivocabili anche se in presenza di una seconda punta di movimento chiamata ad aprire gli spazi ai compagni di reparto. Per Ciccone, in passato, anche una breve parentesi nelle giovanili della Sampdoria (25 apparizioni con 3 gol) prima del pronto ritorno in grigiorosso.

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