Savoia-Messina, l’eterno ritorno dell’uguale

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Pubblicato il 7 Dicembre 2019 in Primo Piano

Un anno dopo, forse anche due. Il dicembre in casa Messina fa rima con rivoluzioni ed emergenze. Il calciomercato è partito a rilento, restando impantanato nell’impossibile impresa di rimangiarsi contratti firmati con assoluta leggerezza.

IL PRECEDENTE – “Vedi, noi sappiamo ciò che tu insegni: che tutte le cose eternamente ritornano e noi con esse, e che noi siamo stati già, eterne volte, e tutte le cose con noi. Tu insegni che vi è un grande anno del divenire, un’immensità di anno grande: esso, come una clessidra, deve sempre di nuovo rovesciarsi, per potere sempre di nuovo scorrere, per potere sempre di nuovo scorrere e finire di scorrere”. (Così parlò Zarathustra, Friedrich Nietzsche). La scorsa stagione – precisamente il 9 dicembre – il Messina scendeva sul campo della Nocerina in condizioni, purtroppo, simili a quelle di oggi. Tra calciatori messi da parte, ceduti e svincolati, mister Biagioni tirava fuori un undici capace di piegare i campani con l’acrobazia di Arcidiacono. Un precedente che buttiamo lì, quasi a cercare l’esorcismo giusto in un momento di abbondante confusione. L’11 dicembre è il limite entro il quale presentare la lista di svincolo: unica e non correggibile, da mezzanotte e un minuto non sarà possibile svincolare più nessuno e comunque chi non farà parte di quella lista non potrà essere svincolato, solo ceduto ad altro club. L’addio, l’unico, è stato quello del trasparente Forte – tornato alla Fidelis Andria -, restano in attesa Giordano, Ott Vale, Esposito, Siclari e Coralli. Difficile stracciare – in assenza di offerte da altri lidi – accordi pesantissimi per calciatori che, ricordiamo, non guadagnano comunque come Cristiano Ronaldo. Già partita la grancassa dei difensori di Sciotto (gli stessi che 365 giorni fa dicevano altro) per far passare i calciatori come mercenari o, peggio, senza la dignità di andar via. Nella vita – ma questo è tema per chi conosce educazione e rispetto – chi firma un accordo non può pretendere di stralciarlo per miserabile convenienza. Indubbio – e da queste pagine avete letto critiche e sentenze definitive su tanti calciatori – il rendimento insoddisfacente dei protagonisti citati, questo non può diventare però motivo per scacciare come invasori gli stessi osannati (solo per parvenza) il giorno del loro arrivo. Giusto e necessario separare le strade, schifosamente sgradevole affibbiare i ruoli delle vittime e dei carnefici.

IL TANTO CHE RIMANE – Difficile collezionare acquisti senza prima chiudere i rapporti precedenti. I nomi girano, ascoltano ma poi viaggiano altrove trovando accordi con altre squadre. L’ultimo è un Manfrellotti già con Pasquale Leonardo ad Acireale, oggi nuovo attaccante del Nardò. Forse un grosso peccato, la verità la dirà il nome che verrà tirato fuori per il ruolo di numero 9 titolare. Nel frattempo mister Zeman prepara la sfida del Giraud contro la vice-capolista Savoia. Difficile – per carattere – che il tecnico palermitano possa abbattersi per la situazione, tanto più che rispetto alla vittoria con il Nola sarà il solo Coralli a non essere presente per questioni di mercato. Sampietro si riferma per un fastidio muscolare, mentre per Orlando si attende l’esito della risonanza magnetica, anche se le sensazioni restano negative. Non è Karel Zeman il tecnico che possa aver timore di giocare con qualche ragazzo in più, anzi è probabile che qualche coniglio dal cilindro verrà tirato fuori. Il 4-3-3 non si tocca, con Crucitti che agirà da falso nove o vero trequartista, insomma una posizione centrale per cucire attacco e centrocampo. Lui e Lavrendi – inseparabili amici – saranno i leader dei reparti più complicati di questo Messina, con Bruno e Ungaro a guardare le spalle. Una colonna centrale che dovrà garantire un Messina che, classifica alla mano, non può permettersi teatrini di mercato con la zona playoff lontana un punto. Torre Annunziata apre il trio di sfide che chiudono il 2019: Palmese e Giugliano prima delle feste, che peccato sarebbe affrontare il tutto senza la giusta concentrazione.

IL SAVOIA – Una sola sconfitta in campionato (a Cittanova a fine settembre), poi serie positive di 9 partite con 6 vittorie e 3 pareggi, tra cui spicca quella del Barbera di Palermo. Le vittorie ma soprattutto le sole due reti subite (unica pesante quella del Fc Messina che sancì l’1-1 finale) – con addirittura una striscia di 6 partite consecutive senza subire gol -, sintomo di una squadra solida e difficile da scalfire. Non si lascia influenzare dalle voci sul mercato messinese mister Parlato: da Torre Annunziata risuonano le sue parole che pretendono una squadra che alzi il livello delle prestazioni, chiara indicazione che non c’è nessuna intenzione di sottovalutare la gara. Formazione di ottimo livello tecnico, con un cammino influenzato da tre pari consecutivi (Fc Messina, Corigliano e Biancavilla) ad aver allungato il distacco dal Palermo. Un 3-5-2 che lascia poco spazio alla ricerca estetica: concretezza, verticalità e una capacità difensiva di squadra a complicare i piani di ogni avversario.

LE SCELTE – Calciatori lasciati ai margini non a disposizione, decisione che Zeman subisce e che si aggiunge all’indisponibilità di Sampietro e Orlando. Undici quasi obbligato: Fragapane ha smaltito la febbre e ci sarà, in mezzo Lavrendi andrà in regia con Buono e Cristiani ai fianchi. Detto di Crucitti punta centrale, ai suoi lati torna Saverino con l’esordio dal primo minuto di Manfrè a completare il terzetto. Il calciomercato poteva essere gestito diversamente, le strategie pensate per il bene del campo prima che dei conti, a mister Zeman poteva essere dato quanto richiesto in tempi più celeri. Poi c’è il campo: quello che rispecchia, spesso, la realtà ma che sa sorprendere come pochissime cose al mondo.

SAVOIA (3-4-1-2) Coppola; Poziello, Dionisi, Guastamacchia; Rondinella, Gatto, Tascone, Oyewale; Osuji; Cerone, Diakite. All. Parlato

ACR MESSINA (4-3-3) Avella; De Meio, Bruno, Ungaro, Fragapane; Buono, Lavrendi, Cristiani; Manfrè, Crucitti, Saverino. All. Zeman

*foto tratta dalla pagina Facebook ufficiale dell’Acr Messina

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