Siracusa, casa dolce casa

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Pubblicato il 21 dicembre 2016 in Tattica

Un inizio di stagione drammatico, con soli tre punti in sette gare il Siracusa di Andrea Sottil sembrava la candidata principale al ruolo di squadra materasso del Girone C. La stagione trova la svolta contro il Matera, un 2-1 che regala la prima vittoria stagionale ma che, sopratutto, cambia l’aspetto mentale degli aretusei. Un altro paio di passaggi a vuoto e poi la definitiva inversione di rotta con ben quattro vittorie interne consecutive, su tutte quelle nei derby con Akragas e Catania, precedute dalla vittoria sul campo della Reggina. Qualche mese e diversi esperimenti dopo mister Sottil trova la quadra tattica: un 4-2-3-1 che garantisce copertura del campo e velocità nelle ripartenze. In avanti c’è un Filippo Scardina mai così bomber, la sua testata vincente contro il Catania potrebbe aver cambiato anche la sua stagione. Squadra volenterosa, che fa del gioco sugli esterni il suo punto di forza grazie anche alle svariate soluzioni a disposizione del tecnico. Emanuele Catania o Marco Palermo, il Valente che lo scorso anno sfiorò la B con la maglia del Pordenone e il brasiliano Cassini in prestito dal Palermo. Sono queste le armi offensive di Sottil, alle loro spalle l’esperienza di Giordano e Spinelli si è presa la titolarità sopratutto dopo l’addio di Baiocco finito alla succursale Palazzolo, società di Eccellenza presieduta dal fratello del presidente del Siracusa Cutrufo. Non una macchina da gol: l’unica goleada rimane quella contro l’Akragas, dopo lo 0-2 dei ragazzi di Lello Di Napoli è arrivato un poker unico nel genere. Per il resto è stata una ritrovata solidità a regalare le vittorie. Turati è leader difensivo, accanto lui Pirrello sembra convincere maggiormente rispetto ad altri ma è la difesa di squadra a fare la differenza.

SCARICO E DENSITÀ – Sfogare sugli esterni e riempire il cuore dell’area: questa una delle tattiche preferite dal Siracusa di Sottil. Filippo Scardina non è un attaccante dotato di grande tecnica individuale, a fare la differenza è la sua fisicità e forza fisica. Lo sviluppo esterno tende a premiarlo con cross mirati, il resto tocca a lui. Il derby col Catania lo decide un suo colpo di testa nella ripresa, nella prima frazione ecco la prova generale: Valente riceve a sinistra, lo sviluppo della manovra lo va a ricercare. Nel cuore dell’area il Siracusa attacca in maniera perfetta. Scardina attacca il palo lungo (cerchio blu) staccandosi dalla marcatura, Cassini e Catania occupano bene il campo e sono pronti ad attaccare tra centrali e terzini (frecce blu). Non arriverà il gol, poco importa dal punto di vista tattico dato che lo svolgimento della giocata è perfetto sotto tutti i punti di vista. Decisiva sarà sempre la tecnica individuale, tra un cross fatto bene e una palla pigra rimane tutta la differenza del mondo.

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DIFESA TOTALE – Siamo ancora nella sfida col Catania, passiamo alla fase di non possesso della squadra di Sottil: vediamo che sono nove i giocatori di movimento impegnati nel chiudere le avanzate degli etnei. Cerchio rosso per la catena di sinistra, esterno e terzino in aiuto nel chiudere sul portatore. In mezzo (riquadro giallo) vediamo come i due centrali di difesa trovino l’appoggio degli interni di centrocampo che raddoppiano e chiudono le linee di passaggio. Con la linea arancione vediamo che comunque il Catania porta pochi uomini in fase offensiva, questo però non muta l’atteggiamento di una squadra che ricerca solidità estrema grazie ad una difesa impostata sull’aiuto reciproco e la massa. Una punta di peso in avanti e due esterni bravi nel doppio ruolo, anche gli attaccanti sono scelti pensando alla fase difensiva perché ottimizzare le chance create non servirebbe a nulla senza la giusta applicazione nel non possesso.

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