Trapani, calcio made in Sicily

Pubblicato il 22 gennaio 2016 in Primavera

Sicilia: terra di suli, di mari e di ventu. Ma anche di calcio. Un po’ perché bisogna fare di necessità virtù, un po’ per filosofia: il Trapani ha visto nell’isola una fucina di talenti, con i quali costruire i successi di oggi e quelli di domani. Mariano Gabriele, coordinatore tecnico del settore giovanile granata, elenca pregi e difficoltà di una società, piccola e giovane realtà stretta fra Palermo e Catania, che sostiene con orgoglio il modello “made in Sicily”.

PARSIMONIA ECONOMICA – Rigorosamente low cost il budget che la società granata mette a diposizione del settore giovanile, non a discapito dei risultati: “Opportunamente parsimoniosi”, ribadisce più volte Mariano Gabriele. “Siamo attenti ai bilanci, non facciamo mai il passo più lungo della gamba; qualora dovessi dire che siamo coloro che spendono meno per il settore giovanile tra i professionisti non sarei un eretico”. Un solo campo a disposizione per gli allenamenti (“cerchiamo di ottenere il massimo con quello che ci viene messo a disposizione, che riteniamo comunque sufficiente”), budget e posti letto della foresteria ridotti, la “sfortuna” di trovarsi stretta tra il blasone del vicino capoluogo e la tradizione etnea. Ostacoli apparentemente insormontabili che però non hanno impedito di giungere a traguardi eccellenti: “Siamo stati l’unica società di serie B, due anni fa, a partecipare alle Final Eight di Chianciano nella categoria Giovanissimi e quasi tutti gli anni abbiamo delle sollecitazioni da parte della Nazionale Under 15 riguardo ai nostri ragazzi. Inoltre – aggiunge Mariano Gabriele – il 13 gennaio abbiamo visionato un giovane palermitano nel giro della stessa nazionale Under 15, al suo terzo raduno, già nel radar di alcuni club di serie A, fra i quali uno di grande calibro”. Dalla “cantera” granata sono stati esportati Giancarlo Di Cillo (’99) al Torino, Fabio Brasile (’99) al Palermo, Alberto Rizzo (’97) al Bologna, Luca Cosimo Pizzo (2000) al Novara. Solo questa estate.

DOVE TI PESCO – Il monitoraggio trapanese agisce prevalentemente nel meridione d’Italia, con particolare attenzione alla regione siciliana: “Seguiamo molto le rappresentative provinciali e regionali, è lì che andiamo a pescare insieme ai miei collaboratori, specie nel catanese. Quest’anno tornerà il Memorial Brucato, un’ottima occasione per valutare eventuali atleti da reclutare”.

DUE VECCHIE CONOSCENZE – Nicola Citro è una realtà consolidata nella prima squadra della società granata. L’attaccante salernitano, a quota sei gol in stagione, ha compiuto il salto di qualità dopo le esperienze con Marcianise e Città di Messina: “Nicola penso sia un esempio da seguire anche in futuro, al direttore Faggiano va il merito per aver attenzionato questo talento”. Più sfortunato il compagno messinese Samuel Portovenero, alle prese con un brutto infortunio ai legamenti: “E’ arrivato nel 2014, volevamo prenderlo già l’anno precedente. Ha fatto bene ma adesso ha avuto una ricaduta. Peccato”.

SPAZIO AL TALENTO – Anche Mariano Gabriele fa parte della scuola di tecnici-educatori abituati ad anteporre il talento: per tutto il resto c’è tempo e modo. “Creatività, estro e inventiva. Oggi si predilige la fisicità, la personalità e la corsa. Quando vado a Coverciano vedo tanti ragazzi che hanno una buona formazione tecnica, una buona fisicità e soprattutto grande personalità: costoro primeggiano su altri atleti che magari hanno più qualità ma meno capacità atletiche. Credo quindi che, dal momento in cui la sagacia tattica sia perfettibile nel tempo con gli allenamenti, qualità e personalità siano le caratteristiche principali. Su tutto il resto si può lavorare. Bisogna lasciare liberi i ragazzi di esprimere talento e fantasia”.

TAPPA ORLANDINA – L’ultimo colpo del Trapani, poi rimasto in canna, avrebbe potuto parlare messinese. Dalla città dello Stretto, in prima squadra, c’è già Pasquale Fazio, mentre sul radar granata aleggia ancora il nome di Antonio Carrello, attaccante classe 1998 in forza all’Asd Città di Sant’Agata dopo aver vestito la maglia del Free Time Capo d’Orlando: “Ho cercato invano, a fine stagione scorsa e anche quest’anno, di portarlo a Trapani ma non ho trovato la giusta predisposizione da parte di chi gestisce le prestazioni del ragazzo. So che sta facendo molto bene”.

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