Valerio Bertotto, lo studioso in cattedra

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Pubblicato il 18 giugno 2016 in Tattica

Una trattativa infinita, più volte vicina a tramontare ma sempre accesa sotto la cenere. Alla fine la fumata bianca, Valerio Bertotto è il nuovo allenatore del Messina. Ex bandiera dell’Udinese, fascia da capitano al braccio nella cavalcata spallettiana verso una storica qualificazione in Champions League. Carriera da giocatore nota a tutti, diversamente dal cammino fatto una volta appesi gli scarpini al chiodo. Tecnico federale per qualche anno, alla guida della Rappresentativa Nazionale Lega Pro tanto lavoro con i giovani della terza serie italiana fino all’esperienza in Toscana con la Pistoiese. Solo quattro panchine, tre vittorie e una sconfitta che permettono agli arancioni di evitare un playout che sembrava scontato. Tanta teoria da applicare, un allenatore giovane che vuol vivere il suo tempo al massimo alla continua ricerca dello sviluppo delle metodologie di lavoro. La registrazione della gara è già il passato, nell’analisi video si mette dentro anche la settimana di lavoro. Gli errori si analizzano e correggono, non si allenano solo le gambe ma si cresce con un martellamento continuo su attenzione e concentrazione. Pistoia non sarà certamente cartina di tornasole dell’idee di Valerio Bertotto, perché quattro gare sono poche ma vi basterà osservare i toscani prima e dopo l’arrivo del tecnico torinese per capire l’impronta tattica scelta. Stiamo per entrare nel dettaglio, difesa e attacco sono collegati perché il calcio che vuole Bertotto è totale e intenso. Si lavora di insieme, i reparti devono muoversi all’unisono come in una fisarmonica che suona una musica fatta di ritmo. Tanto, anzi tantissimo movimento senza palla perché per ricevere devi muoverti. Zero punti di riferimenti offensivi e difesa alta e coraggiosa. Alla base del 4-3-3 di Bertotto deve esserci qualità tecnica. Fin qui è teoria, aspettiamo il campo. Intanto ecco una piccola analisi di quanto fatto vedere dalla Pistoiese nella gestione di Valerio Bertotto.

MAI ABBASSARSI – Partiamo dalla fase difensiva, siamo all’esordio in casa per Bertotto contro il Teramo. Nella prima sfida vittoria netta ad Arezzo per 0-3, al Melani la sofferenza è maggiore ma i tre punti arrivano puntuali. Si deciderà tutto nel primo tempo, la nostra analisi riguarda l’atteggiamento della linea difensiva in fase di non possesso: Teramo in possesso palla con Brugaletta pronto a servire il movimento dei compagni, possiamo subito notare come la Pistoiese non si abbassi a difendere dentro l’area. Reparto in linea con i due centrali (Pasini e Priola) e il terzino destro (Antonelli) che sembrano in controllo totale della situazione. L’intento è quello di rendere difficoltoso l’ingresso in area degli avversari, concedendosi anche il rischio di applicare la tattica del fuorigioco.

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TAGLI E MOVIMENTI – Secondo frame per entrare nel dettaglio della fase offensiva. Un giocatore su tutti è diventato presto chiave nel gioco di Bertotto: Domenico Mungo. Chissà se il classe ’93 potrà essere uomo mercato, certamente le sue caratteristiche da intermedio di inserimento risultano molto interessanti. Siamo sempre nella gara tra Pistoiese e Teramo, proprio Mungo ha da poco siglato la rete del nuovo vantaggio con un colpo di testa, pochi minuti e la scena si ripete. In rosso abbiamo evidenziato proprio il movimento di Mungo, intermedio di sinistra che è sempre pronto al taglio interno a sorprendere la retroguardia avversaria. La giocata è semplice ma efficace: movimento sul primo palo delle punte e spazio sul secondo da far attaccare all’uomo che arriva a rimorchio. Interessante soluzione, ribaltamento da destra a sinistra con attacco dello spazio. Movimento visto e rivisto nelle quattro uscite della gestione Bertotto, poco tempo ma ben speso.

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NESSUN RIFERIMENTO – Ultimo focus sulla Pistoiese di Valerio Bertotto. Passo indietro, siamo ad Arezzo nella partita di esordio del tecnico torinese. 0-3 il risultato finale, pochi giorni di lavoro ma da subito è possibile ritrovare quanto fatto vedere nell’intero mese di Bertotto in Toscana. Difesa dell’Arezzo rivedibile con ben 6 uomini all’inseguimento del solo Sinigaglia (evidenza azzurra) ma il movimento del trio della Pistoiese funziona. In arancio vediamo Vassallo che si allarga sulla destra, lo spazio centrale è attacco dal taglio di Sinigaglia con Colombo (in rosso) che molla il ruolo da attaccante centrale per occupare una posizione più ampia e facilmente servibile. Interscambio totale del tridente, gli esterni si incrociano o attaccano centralmente, la punta si deve sempre muovere ed essere utile sia nella fase di finalizzazione che in quella di assistenza ai compagni. Mai dare riferimenti fissi, ci vuole movimento continuo per muovere la difesa avversaria con l’attacco degli spazi sia delle punte che dei centrocampisti. Il Messina di Bertotto al momento non esiste, quello che possiamo immaginare è che sarà composto da calciatori dinamici e con buone doti tecniche. Qualità necessarie per applicare al meglio il calcio di Bertotto fatto di sovrapposizioni, attacco degli spazi e lavoro senza palla.

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