Fc Messina, Barcos: “Porto esperienza, vince sempre il gruppo”

Pubblicato il 30 Ottobre 2020 in Primo Piano

Il giorno di Barcos è arrivato. Tanto atteso in casa Football Club Messina, a chiudere una trattativa lunga e insistita: la fine del rapporto in Bangladesh e la volontà di società e calciatore.

ACCORDO IMMEDIATO – Proprio la rescissione con il Bashundhara Kings a rallentare tutto, un accordo arrivato in ritardo rispetto le speranze di Rizzieri e Arena che, però, non hanno mai mollato: “Con il Football Club Messina la trattativa è stata velocissima, mi è bastato parlare col presidente Arena e Grabinski – che si presta nel ruolo di traduttore per l’occasione (ndr) – e abbiamo chiuso. Appena risolto il contratto in Bangladesh sono volato in Italia”. Tutto come già raccontato, nulla di nuovo, a differenza delle motivazioni che spingono il classe 1984 ad accettare la Serie D: “Non ho mai avuto paura delle sfide, in carriera ho sempre giocato in campionati di massima serie ma, questo, non è importante. La motivazione arriva da un gruppo voglioso di far bene e stimolante, quando manca quello allora cambia tutto. In più, poi, le motivazioni devono nascere dentro di te, sennò non puoi andare avanti”.

ESPERIENZA – Una carriera tra Sud America e resto del mondo, una traccia in ogni Paese come rivela il grande seguito social di un calciatore che – immediatamente – racconta un carisma misto a tranquillità: “Non sono qui per salvare nessuno, da soli non si fa la differenza, ma so cosa posso dare. Voglio aiutare, soprattutto i più giovani ai quali spero di lasciare qualcosa. La squadra è forte, l’ho vista giocare domenica e – ammette – potevamo fare meglio, ma la gara era difficile e vincere significa molto. La settimana di allenamenti mi ha fatto capire che il gruppo è forte, l’allenatore ha idee chiare e può darci molto”.

IL PIRATA – Un soprannome accettato quasi per caso, perché – come racconta – in Sud America indica una vita sregolata: “Quando giocavo in Ecuador mi hanno chiamato così, più per una questione fisica che altro. In Sud America, però, i pirati sono quelli che amano la vita notturna. Non mi ci rivedevo proprio. Poi, in Brasile, dopo un gol ho esultato – istintivamente – imitando la benda all’occhio e da quel momento ho accettato il soprannome”. Un ritorno in Europa per lui, dopo le esperienze di Portogallo e Serbia, una nuova pagina da affrontare: “Ho ottimi ricordi del calcio europeo, in generale tutti i Paesi in cui ho giocato mi hanno lasciato qualcosa. In Italia sarà lo stesso, anche se questo è un gruppo internazionale, dove trovo anche altri argentini. La nazionalità, però, non è importante. La cosa fondamentale è il gruppo”.

TRANSFER – Qualche chiacchiera fuori dai microfoni con la società non chiarisce le tempistiche. Nessuna data, neanche sbilanciandosi visti gli obbligati passaggi burocratici da rispettare: permesso di soggiorno, residenza e transfer come prassi vuole nei trasferimenti extra europei. Impossibile previsione, ma qualche settimana sarà lecita attenderla.

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