Messina-Acireale, Parisi: «Lavorare in fretta sugli errori commessi»

Pubblicato il 24 Gennaio 2026 in Sala Stampa

Dopo la sconfitta di Gela, il Messina torna in casa per il decisivo incrocio diretto contro l’Acireale. Presenta la sfida mister Alessandro Parisi.

RIPARTIRE – «Non è stato l’inizio che sognavo, ma siamo ripartiti con serietà. Abbiamo lavorato sugli errori, tecnici e di personalità. Poi, abbiamo cercato di cambiare la testa di questo gruppo. Ci è mancato carattere nell’approccio. Sono rimasto sorpreso dalla reazione dei ragazzi, c’è gran voglia di ripartire. Questa è la strada che vogliamo intraprendere. Tatticamente cambiare non è facile in poco tempo, entrare nella testa dei giocatori e modificare il modo di pensare. Però, c’è voglia di fare modifiche sia nell’atteggiamento che sul campo. Dobbiamo stare attenti sul leggere e prevedere, abbiamo lavorato diversamente. Toure? Va sfruttato per le sue caratteristiche, ma deve essere la squadra intera a crederci e giocare in quel modo. Sa attaccare spazi e profondità, ma se non è seguito non andiamo da nessuna parte. Il tempo passato con la squadra mi sta insegnando molto, da giocatore hai una visione diversa perché eviti stress e paura, da questa parte sto interpretando diversamente il calcio perché capisco meglio tutte le cose che i miei allenatori mi dicevano. Alla squadra ho detto questo, che devono saper convivere meglio con lo stress. Va inserito già in settimana per poi essere preparati dentro la partita. Anche i dettagli fanno la differenza, non possiamo sottovalutare nessun aspetto e imparare a gestire il tutto ci farà rendere di più. A Gela ci è mancata la fame anche in superiorità numerica, questo fa parte dell’atteggiamento da cambiare. Come la superficialità da cui arrivano certi errori. Acireale? Non mi interessano le assenze, per me è come giocare con la prima in classifica e resta il fatto che dobbiamo esprimere quello che vogliamo fare. Quando un gruppo viene toccato cambiano gli equilibri, ma il gruppo era sano e chi è arrivato si è inserito in punta di piedi. Ma è chiaro che occorre ripartire quasi da zero, accettare pregi e difetti dell’altro e aumentare la fiducia. Così si crea un gruppo vincente, ma ci vuole tempo che non abbiamo. Dobbiamo bruciare le tappe, chi non lo farà rischia di restare indietro. Chi era fuori a Gela ha lavorato per rientrare, li stiamo portando a essere della gara, chi dall’inizio e chi in corsa. Personalmente vivo questa avventura in maniera diversa rispetto a quando giocavo, purtroppo ci vuole più distacco per restare lucidi. La gente ha solo la critica, positiva e negativa, per farsi sentire, noi abbiamo il compito di dimostrare per rispondere».

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