Messina, distrazione fatale: con la Vibonese è pari al novantesimo

Pubblicato il 9 Novembre 2025 in Primo Piano

Finale amaro. Primo tempo brutto e bloccato, nella ripresa il Messina passa quando Saverino sorprende la difesa della Vibonese. Reazione calabrese confusa, ma al novantesimo disattenzione giallorossa e pari firmato Lagzir. Messina a quota 3, sempre ultimo in classifica ma a -6 dalla zona playout.

DIESEL – Sofferenza. Almeno nella prima parte. Un Messina imballato, spesso sorpreso dal ritmo alto voluto dalla Vibonese. Inizio gara nella quale Lagzir calcia due volte provando i riflessi di Sorrentino. Portiere confermato nonostante l’arrivo di Giangregorio – convocato ma non in distinta al pari di Ruffino -, davanti a lui torna Clemente con Bosia che si accomoda in panchina. Cambi anche in mediana dove tornano Tesija e Aprile. Un Messina che, quindi, cerca maggior capacità di costruire e attaccare anche col pallone tra i piedi. Funziona poco, perché la Vibonese alza l’intensità e la linea difensiva così da schiacciare la squadra di Romano. Pallone sempre tra i piedi dei calabresi, giallorossi che capiscono che è tempo di soffrire e non si tirano indietro nei contrasti. L’ex Bucolo tiene per mano i suoi, ma è bravo Garufi a staccarsi per andare a pestargli i piedi presto. Sempre Lagzir pericoloso ma impreciso, dall’altra parte Roseti è ben marcato da Marafini mentre Toure aspetta solo il pallone giusto per scappare. Dicorato ne soffre la presenza ma i compagni lo servono poco. Non appena viene innescato, ecco che i giallorossi si fanno vivi dalle parti di Marano: costruzione da sinistra a destra, Toure che lascia sul posto il marcatore e la mette di prima con Roseti che viene contenuto da Caiazza. Seconda parte di primo tempo più equilibrata, anche per una Vibonese che cala vistosamente. Solo Lagzir pare crederci più degli altri, ma Sorrentino è attento. In generale, a questo Messina, manca qualità. Tatticamente la squadra lascia a desiderare soprattutto quando tende a spaccarsi in due, a lasciare un buco in mezzo al campo incomprensibile. Difetto che rientra, però, nella natura stessa di una squadra più offensiva delle richieste di Romano. La carenza qualitativa, invece, non si corregge con qualche accorgimento, magari con maggiore applicazione. Troppi passaggi sbagliati quando non si dovrebbe, esecuzione ritardata di frazioni di secondo che consentono agli avversari di arrivare prima. Serve di più.

RIPRESI – La partita è stata brutta. Poco da dire. La ripresa prosegue su quella scia. Perché il Messina fatica troppo in costruzione e la Vibonese pare accomodarsi sull’idea di controllare il possesso. Ritmi più bassi, fasi di gioco che raccontano poco e partita che si stagna in un ibrido da cui pare difficile uscire. Esposito fa partire le operazioni di cambio cercando maggiore freschezza con Di Gilio per Carnevale; Romano risponde con Saverino per uno spento Tesija. Ricerca di un passo diverso, di attacco degli spazi, non pervenuti fin qui. Funziona, perché il calcio resta episodico: Trasciani salva da una ripartenza potenzialmente pericolosa di Musy, pallone che torna in possesso del Messina che torna a costruire; coinvolto Maisano che alza la testa e premia l’affondo di Saverino; controllo perfetto e destro incrociato su cui Marano non può mai arrivare. Messina in vantaggio. Meritato? Poco importa, perché la partita è di quella brutte, sporche e cattive. Fuori Maisano, acciaccato, dentro Ivan. Risponde la Vibonese con Dick e Marsico. Seconda metà di tempo che diviene teatro della reazione dei calabresi e del contenimento giallorosso. Schiacciarsi è vietato, serve restare comunque propositivi e capaci di ripartire. E infatti la squadra di Romano resta alta, colpisce con Ivan e rischia poco. Vibonese che non riesce a ricucire la propria trama dopo la rete subita, forse sorpresa da uno svantaggio arrivato in una partita che si era illusa di controllare. Fuori Roseti, dentro Fravola e file serrate. Una disattenzione aveva lanciato il Messina, un’altra lo condanna: Marano riparte da Dick, palla a sinistra per Di Gilio che mette dentro nel traffico del cuore dell’area di rigore; Musy tocca servendo quasi involontariamente Marsico che rimette in mezzo dove la deviazione di Clemente diventa assist perfetto per Lagzir che col sinistro scarica in rete. Parità. Messina che aveva tenuto bene, ma che tra linee un po’ troppo basse e distrazione al primo episodio utile paga il conto salato della rimonta. Recupero che serve solo a metabolizzare l’amarezza. Finisce così. Giallorossi che salgono a quota 3 in classifica.

MESSINA – VIBONESE 1-1

MARCATORI Saverino (M) al 20′, Lagzir (V) al 44′ s.t.

MESSINA (3-5-2) Sorrentino; Clemente, Trasciani, De Caro; Maisano (dal 26′ s.t. Ivan), Aprile, Garufi, Tesija (dal 15′ s.t. Saverino), Orlando (dal 32′ s.t. Bosia); Toure, Roseti (dal 37′ s.t. Fravola). (Paduano, Zucco, Azzara, Elia, Bombaci). All. Romano

VIBONESE (3-5-2) Marano; Caiazza, Marafini (dal 38′ s.t. Kingsley), Dicorato; Castillo, Carnevale (dal 12′ s.t. Di Gilio), Bucolo, Balla (dal 26′ s.t. Marsico), Bonotto (dal 26′ s.t. Dick); Lagzir, Musy. (Ferilli, De Salvo, Fragalà, Keita, Marramao). All. Esposito

ARBITRO Mascolo di Castellammare di Stabia

NOTE Spettatori 1500 circa. Ammoniti De Caro, Aprile e Clemente. Corner 2-2. Recupero 0′ e 5′.

*foto copertina: Acr Messina – Facebook ufficiale

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