Dopo una sconfitta del genere è impossibile che non accada nulla. Non è accettabile che si predichi calma e ci si nasconda dietro al chiedere scusa. La caduta del Messina contro l’Enna è rovinosa non solo per la classifica, ma per la serietà e la solidità del presunto progetto di Davis e Pagniello.
MA CHE FAI – Prima di andare dritti verso proprietà e dirigenza (anzi, dirigente, perché ce n’è solo uno) occorre parlare di campo. La sconfitta contro l’Enna non cade dal cielo, non è figlia della sola bravura avversaria (che c’è stata), ma è stata indirizzata dalle scelte oltre l’assurdo di Alessandro Parisi (voto 4). La formazione iniziale voluta dal tecnico palermitano è impossibile da giustificare. Non tanto gli 11, ma la disposizione. Ancora difesa a tre, poi Pedicone che si lancia nel tentativo di fare l’esterno destro a piede invertito. Maisano si sposta nel ruolo di mezzala, poi Oliviero a tutta fascia a sinistra ma sostanzialmente quinto di difesa. Sarebbe una specie di ala d’attacco. Fuori Tedesco per un acciacco, torna la coppia Roseti più Touré. Spiegare le scelte di Parisi è difficilissimo, anche perché il tecnico non parla nel post (ci torneremo) e non si può comprendere cosa ricercasse soprattutto da Pedicone e Maisano. Il focus va su loro due, perché sono gli anelli più deboli della squadra: il primo non riesce mai a muoversi in maniera naturale, è impacciato nell’uno contro uno e sbaglia ogni singolo movimento. Maisano fa anche peggio, perché il suo è un ruolo delicato e l’interpretazione resta sempre pessima. Garufi prova a guidarlo chiamando le uscite, ma si vede immediatamente che non ha tempi e comprensione degli spazi. Che dentro il campo sono diversi. L’Enna banchetta da quella parte, con il carico messo dalla giornata devastante di De Caro a cui non riesce un singolo intervento. Infatti esce all’intervallo. Ma non ci sono singoli buoni e cattivi. L’analisi si concentra sul blocco di destra del Messina per spiegare le idee confuse e confusionarie di Parisi. Distratto massacra i giallorossi con movimenti esterni e a tagliare in mezzo, imprendibile e perfetto in ogni scelta. L’Enna resta una squadra strana: dietro fragile – subisce due reti da questo Messina – ma in avanti c’è materiale per divertirsi. Un quartetto che non dà punti di riferimento, tecnico e rapido. Dove l’avevamo già visto? Ah sì, a Palermo. Stesso modulo, stesse caratteristiche, stesso finale. 9 gol subiti da attacchi simili. Un caso? Per chi crede al caso. Per chi crede, invece, che gli avversari si studino e serva lavorare sulle dinamiche anche in base alle proprie caratteristiche diventa palese come il Messina abbia preparato la partita senza la giusta dose di attenzione.
NESSUNA PEZZA – Parisi si fa trascinare da sé stesso nella marea ennese, non reagisce mai e non mostra l’umiltà necessaria per cambiare subito. E per subito si intende proprio immediatamente. Dopo pochi minuti era evidente che non funzionasse nulla. La rete di Bamba poteva essere il punto di non ritorno, e Parisi decide di non tornare sui suoi passi e crolla. Enna devastante e Messina in balia. Tutti. Bosia sulla prima rete va a stringere sul primo palo senza motivo, tanto che l’uomo più vicino a Bamba è Trasciani che sarebbe il centrale del trio. Poi esce su Tchaouna rompendo la linea senza motivo, avrebbe potuto assorbire l’inserimento di Diaz. La lista degli errori potrebbe proseguire, ma avrete capito il senso. Un disastro. Con alcune chicche presenti anche nella ripresa, come quando Oliviero a sinistra e Touré a destra “confezionano” la seconda rete giallorossa e Parisi che fa? Li inverte e loro si spengono. Calcare la mano solo sul tecnico forse non è neanche corretto, ma questa non è la debacle classica in cui la giornata è tanto storta che nulla riesce. In questo caso la mano in negativo del tecnico c’è stata e pesa. Come pesano, ovviamente, le prestazioni dei calciatori. E allora, parliamo di giocatori.
IL LIVELLO – Pippo Romano è stato esonerato giustamente, perché tra lui e la squadra sembrava essersi rotto il rapporto di simbiosi. Inoltre, non aveva digerito l’addio di Martello. Una cosa, però, Romano aveva capito: questa squadra deve soffrire, lottare e non fare mai il passo più lungo della gamba. Un concetto, quello della sofferenza, che abbiamo già toccato due settimane fa e che torniamo a citare: questa rosa non è scarsa ma non è brillante, non ha moltissima tecnica individuale ed è stata, sostanzialmente, costruita male. Non è armonica perché manca qualcosa. Romano ha allenato la versione pre-mercato, ma poco è cambiato in senso generale. Parisi parla spesso di una volontà diversa: di agire e non reagire, di costruire e non speculare. Di verticalità. Corretto, perché il calcio è anche questo. Peccato che non sia per questa squadra. Che ha caratteristiche che impongono di difendersi col blocco basso e di squadra, che le sue migliori cose può farle con la corsa e non il pallone. Che se crea spazi per inserirsi può calciare ma se cerca di palleggiare non calcerà mai. Parisi vuole fare un calcio troppo cervellotico per il livello, per la categoria e per il materiale. E soprattutto per il tempo a disposizione. La sensazione resta che cerchi di sembrare più preparato che pragmatico. Dai calciatori occorre aspettarsi di più, perché non vanno accettate prestazioni sciatte, disordinate e senza mordente. Se Garufi entra duro nei contrasti, Tedesco fa a sportellate e la butta dentro, allora tutti possono seguire l’esempio. Parisi non sarà il paravento di nessuno. Il tecnico ha sbagliato tutto, i calciatori pure. Perché l’Enna non è certamente avversario insormontabile. Sul campo ha conquistato 8 punti meno del Messina, quindi non può venire al San Filippo e segnare cinque reti che sarebbero potute essere otto.
JUSTIN E MORRIS – Presenti allo stadio Justin Davis e Morris Pagniello. Ancora una volta presissimi dal marketing all’anglosassone, con palloni sparati in Curva (ma chi è che ambisce a un pallone firmato da Justin Davis? Mah), con codazzo e ali di folla per accompagnarli in tribuna. Tutto bello. Tutto vuoto. Qualche settimana fa scrivevo “… ma il campo è sempre specchio del resto. Non esiste una società di calcio che può andare male o bene in un solo aspetto. Davis e Pagniello – che vanno citati sempre in coppia – hanno il credito di aver puntato sul Messina quando la bara era già stata interrata, ma non si vive di riconoscenza infinita. Per due motivi: il primo è che la vita sarebbe troppo comoda, il secondo – che è valso per chi li ha preceduti – non li ha costretti nessuno. È stata una loro scelta, imprenditoriale e sportiva. Quindi “grazie” si dice una volta, per educazione. Poi si valuta quello che viene fatto. Sì, c’era da ripartire da sotto zero – non solo come punti – ma questo non significa che si possa vivere di solo marketing…”. Il calcio non si fa così. Davis vive in Australia, Pagniello in Spagna, sono “ospiti” a Messina solo in qualche circostanza. In fase di presentazione avevano annunciato la creazione di un solido organigramma. Spoiler: mai visto. Il calcio non si fa così. Serve un direttore generale scafato, che conosce le categorie come Serie D e Serie C, un direttore sportivo a cui dare fiducia totale e a cui venga delegato mercato e scelta dell’allenatore. Altrimenti che lo paghi a fare? Evangelisti voleva completare la rosa diversamente, gli è stato negato. Difficile credere che Kaprof e Werner fossero sul suo taccuino. Se Pagniello pensa che Messina sia la vetrina per i suoi “pupilli” ha sbagliato indirizzo e contesto. Il calcio non si fa così. Martello si è dimesso, Romano è stato esonerato; la reazione della proprietà non è sufficiente rispetto all’ambizione di cui loro parlano. Loro. Parisi è stato scelto da Davis (?) dopo che Pagniello aveva incontrato Feola. Non è proprio bellissimo come scenario. Nel post gara è stato annunciato il silenzio stampa, poi quando una parte della stampa era andata via sono arrivati il ds Evangelisti e il capitano Garufi. Chi prende queste decisioni? Chissà. L’allenatore resta in silenzio, se viene il ds allora è per esonerarlo e invece gli ribadisce fiducia. In base a cosa? E poi, nel giorno in cui sono presenti Davis e Pagniello è obbligatorio – non possibile – che in sala stampa vengano loro due. Anzi, Pagniello. Vista la sua predisposizione per la cura della parte tecnica. Il calcio non si fa così.
Giardino 5
Inevitabili le prime due reti, poteva fare di più sulla terza, male sulla quarta.
De Caro 4
Giornata nerissima. Sempre fuori posizione, sempre battuto nell’uno contro uno e non indovina nemmeno una lettura sui movimenti avversari. Non sembra lo stesso giocatore cattivo e deciso del girone d’andata. (dal 1′ s.t. Tedesco 6,5: che carattere. Entra a partita finita, prova a riaprirla dal dischetto e lottando su tutti i palloni. Esempio da seguire)
Trasciani 5
Non il peggiore, ma anche lui balla parecchio. Ci mette un po’ di grinta e cattiveria. Sbiadito quando prova a contenere gli avversari.
Bosia 4
Male in ogni fase della partita, sulla prima rete stringe lasciando Bamba solo sul secondo palo, rompe sempre la linea cercando di accorciare sul pallone ma non fa altro che spalancare spazi enormi per gli avversari che segnano in serie. Inoltre, colleziona una miriade di duelli persi.
Pedicone 4,5
Fuori ruolo, sbaglia tutto. Quando torna a sinistra continua a sbagliare. Ci mette un pizzico di agonismo, ma pare sempre un pesce fuor d’acqua. (dal 42′ s.t. Werner s.v.)
Maisano 4
Mezzala disordinata, ma non è il suo ruolo, anche se maggiore applicazione sarebbe gradita. Garufi lo richiama a ogni movimento, ma non basta. Poi torna in fascia, cambia poco. (dal 42′ s.t. Bonofiglio s.v.)
Garufi 6
Lotta. Non è una prestazione soddisfacente, infarcita di passaggi poco convinti e imprecisione. Ma quando c’è da portare un contrasto la gamba resta bella tonica, almeno questo.
Saverino 4
Fuori fase da un paio di uscite, prestazione in linea col poco visto a Paternò. (dal 1′ s.t. Aprile 4: entra malissimo, subito nervoso e subito ammonito)
Oliviero 5,5
Arruffone. Non è il peggiore, neanche il migliore ma quello che ci prova di più. Deve sgrezzarsi per cominciare a fare la scelta giusta nel momento giusto. Azzoppato dalle mille mosse tattiche del suo tecnico.
Touré 5
Primo tempo senza alcuno spunto, nella ripresa si sposta sulla fascia e inizia a carburare ma senza lasciare il segno. Poi innesca l’autorete di Andelkovic ma è troppo poco. Condizione ancora lontana dalla perfezione.
Roseti 4,5
Impalpabile anche per colpa di una squadra che non lo serve quasi mai, quando il pallone arriva dalle sue parti non lo tratta come dovrebbe. (dal 20′ s.t. Kaprof 4: qualcuno, un giorno, spiegherà l’utilità di questo ingaggio. Giocatore che avrà anche qualità tecniche, ma calarsi in questa Serie D non è per tutti)
ENNA Loliva 5,5; Di Modugno 5,5, Occhiuto 6,5, Spina 6, Zerillo 6; Dadic 6,5, Fy. Tchaouna 6,5; Bamba 7 (dal 12′ s.t. Ruiz Tombesi 6), Diaz 7 (dal 24′ s.t. Rossitto 6), Distratto 8 (dal 31′ s.t. Andelkovic 5); F. Tchaouna 8. All. Cimino (Passiatore squalificato) 7,5
*foto copertina: ACR Messina – Facebook ufficiale | ph. Francesco Saya