Messina, gioia spezzata: la Reggina pareggia nel finale
Pubblicato il 15 Febbraio 2026 in Primo Piano
Alla fine è una beffa. Perché il Messina che esce con un punto dal Granillo viene ripreso solo nel finale dalla rete di Palumbo. Primo tempo nervoso, acceso ancora di più dalla zampata di Tedesco. Nella ripresa la reazione della Reggina è confusa, ma prima del novantesimo arriva il pari amaranto.
L’UOMO IN PIÙ – La montagna che partorisce il topolino. Almeno da parte amaranto. Perché le velleità paventate da Torrisi nel pre-partita non trovano il riscontro del campo. Il primo tempo del Granillo non racconta nulla di eccezionale, almeno fino al tocco sotto misura di Giuseppe Tedesco. Quello che vale il vantaggio con cui il Messina chiude la frazione. Sì, la Reggina aveva bussato due volte con la traversa di Di Grazia da fermo e il sinistro sparato in curva da ottima posizione di Mungo. Due fiammate che, però, restano scintille innocue in una frazione ricca di tensione, errori tecnici e letture tattiche scolastiche. Feola – per la sua prima in giallorosso – studia un 3-4-3 con Saverino dirottato in corsia destra e Tedesco supportato da Oliviero e Touré in avanti. La Reggina risponde col suo sistema classico ma con Macrì in regia e Di Grazia nel trio offensivo preferito a Edera. Gli amaranto, come detto, si fanno vedere due volte dalle parti di Giardino e poi si spengono piano piano. Il Messina si fa notare solo per la grinta di Tedesco che punta Giuliodori e Adejo come nemici per una buona rissa. Barbetti ha maggiore personalità del più quotato La Penna e tiene i cartellini nel taschino. Il giallo lo usa solo quando Bosia stende Ragusa lanciato verso l’area giallorossa: poi calcia Di Grazia, ma alto. Feola vorrebbe giocarsela a viso aperto ma il suo Messina è copertissimo, attento negli uno contro uno laterali e incapace di innescare le tre punte. Oliviero mai servito, Touré cerca di attaccare la profondità ma i rifornimenti sono imprecisi. Risultato che non si sblocca e partita che, a dir la verità, diventa bruttina. Non c’è un Messina così pronto a ripartire – anche se sostanzialmente recita la parte che più gli si addice – e soprattutto non c’è la Reggina pugnace che Torrisi aveva promesso. Ma a parole è sempre facile. Basta così? Macché, perché il finale di tempo è un’altra storia: ripartenza feroce di Oliviero, cross rimpallato e corner. Orlando lo batte tagliato sul primo palo, palla che resta viva per Tedesco che brucia Adejo e insacca. Vantaggio giallorosso, grazie al suo “uomo in più”. La Reggina reagisce forte e prima spreca da buona posizione con Ferraro che spara altissimo – nonostante Giardino battuto – e poi ci prova con un gran diagonale di Di Grazia che il portiere giallorosso devia in angolo. Primi quaranta minuti nervosi e complessi, finale ricco di colpi di scena. Questo è un derby.
BEFFA AMARA – Fuori Bosia – ammonito e diffidato al pari di Trasciani, salteranno entrambi il Sambiase -, dentro Werner. Il Messina non cambia stile e atteggiamento, squadra che sa raccogliersi per poi provare ad appoggiarsi alle punte. La Reggina, inizialmente, non cambia e riparte dalla combinazione Di Grazia-Mungo che porta a un destro che Giardino ammortizza comodamente. La squadra di Torrisi non pare avere le idee chiare, i giallorossi ci vanno a nozze e possono fare densità e allungare gli avversari con la corsa di Touré, che calcia anche in porta ma centralmente. Fuori prima Mungo, poi Di Grazia e un pessimo Ragusa, dentro Sartore, Edera e Guida per giocare col doppio centravanti fisico. Pioggia di cross? Macché. E servirebbero, come il finale dimostrerà. La Reggina si banalizza e ormai cerca la palla vincente nella confusione. Trasciani alza il muro e guida una retroguardia capace di serrarsi ma anche di alzarsi per non restare in apnea. Non è un Messina che brilla, ma è la squadra pragmatica e “semplice” chiesta da oltre un mese. Conosce le proprie armi e soprattutto si nutre di sofferenza. La Reggina non lo capisce, non comprende che il Messina migliore è quello che deve lottare. Torrisi, va detto, è quello che ci ha capito meno di tutti: caricando il suo ambiente oltre misura, non comprendendo che, all’andata, quel Messina festeggiava per una vittoria che poteva rappresentare l’ultima dato che ogni giorno poteva essere quello buono per essere cancellati, e sopravvalutando la personalità della sua squadra che, come tutte quelle che rincorrono, viaggia sempre sul filo del precipizio psicologico. E infatti, la Reggina peggiore degli ultimi tre mesi è quella di questo derby. Non un caso, e il mea culpa di Torrisi andrebbe recitato già nel post. Il finale degli amaranto è nervoso, Granillo ammutolito e infastidito a ogni pallone sprecato. Non serve un Messina che fa le barricate, tutt’altro. Tanto che una ripartenza di Oliviero potrebbe portare al raddoppio, ma Lagonigro risponde con un bel riflesso sul diagonale potente dell’esterno giallorosso. Edera si stira, dentro Palumbo. Da una casualità, anche negativa, arriva la svolta amaranto: perché a pochi minuti dal termine la Reggina impatta proprio con Palumbo. Giro palla avvolgente, cross di Sartore – marcato a troppa distanza da Werner – e Palumbo che gioca col fisico per superare Saverino e Giardino. Beffa nettissima. Che sarebbe potuta essere peggiore se Giardino non avesse trovato un super intervento sul diagonale ancora di Palumbo in pieno recupero. Finisce in parità. Feola bagna il suo esordio con un risultato comunque positivo che vale sia per la classifica che per il morale. Parzialmente cancellato lo scempio visto con l’Enna? Presto per dirlo, perché il derby è un mondo a parte e anche perché questa squadra deve dimostrarlo sul campo di essere davvero continua. Però, ha fatto quello che doveva, lottato a dovere e dimostrato – se ce ne fosse bisogno – che sofferenza e semplicità sono le armi migliori a disposizione. Il pari è frutto anche di letture errate, che simboleggiano dove e come Feola dovrà lavorare. Giornata che, in fin dei conti, sorride dato che perdono Castrumfavara, Ragusa, Sancataldese (che cade a Paternò) e soprattutto Vibonese, così il distacco dalla salvezza diretta si accorcia a quattro punti.
REGGINA – MESSINA 1-1
MARCATORI Tedesco (M) al 39′ p.t.; Palumbo (R) al 43′ s.t.
REGGINA (4-2-3-1) Lagonigro; Giuliodori, Adejo, Girasole, Distratto; Fofana, Macrì (dal 46′ s.t. Salandria); Ragusa (dal 19′ s.t. Guida), Mungo (dal 10′ s.t. Edera e dal 33′ s.t. Palumbo), Di Grazia (dal 19′ s.t. Sartore); Ferraro. (Summa, Verduci, Lanzillotta, Laaribi). All. Torrisi
MESSINA (3-4-3) Giardino; De Caro, Trasciani, Bosia (dal 1′ s.t. Werner); Saverino, Aprile, Garufi, Orlando; Oliviero (dal 39′ s.t. Zerbo), Tedesco (dal 36′ s.t. Roseti), Touré. (Sorrentino, Pedicone, Zucco, Kaprof, Maisano, Bonofiglio). All. Feola
ARBITRO Barbetti di Arezzo
NOTE Spettatori 7500. Ammoniti Bosia, Tedesco, Trasciani, Orlando e Macrì. Corner 9-4. Recupero 2′ e 7′.
*foto copertina: ACR Messina – Facebook ufficiale | ph. Francesco Saya