Messina, il dado è tratto: Racing City Group è il nuovo proprietario

Pubblicato il 14 Ottobre 2025 in Primo Piano

Ore 11:30, aula G del Tribunale di Messina, Maria Di Renzo ha formalizzato l’aggiudicazione provvisoria del ramo sportivo del Messina. Un solo nome sul tavolo: Racing City Group di Justin Davis e Morris Pagniello, affiancato dal fondo Global Capital. Nessun’altra offerta. Nessun altro imprenditore, locale e non. Solo loro.

I NUMERI DELL’OPERAZIONE – Base d’asta fissata a 210.000 euro, vista l’offerta sul tavolo del Racing City Group di 200 mila. Nessun rilancio, vale solo l’offerta giunta. Debito sportivo da coprire: circa 290.000 euro dopo l’escussione della fideiussione depositata dall’ex proprietario, originariamente 640.000. Totale: circa mezzo milione di euro per rilevare il club. I nuovi proprietari hanno 15 giorni per versare il saldo (150 mila euro). Se non lo faranno, decadrà tutto. Nel frattempo, un’ultima finestra: nei prossimi dieci giorni, se dovesse arrivare un’offerta superiore del 10%, si aprirebbe una gara tra Racing City e il nuovo offerente. Difficile, visto che nessuno si è fatto vivo fino ad ora. E sul tema resta la perplessità manifestata dall’avv. Raimondo Adamo, legale della nuova proprietà. Ma il bando sembrava parlar chiaro sul merito. L’aggiudicazione comprende denominazioni sociali, marchi, contratti con tesserati, dipendenti, sponsor e fornitori, beni mobili e attrezzature. Non include il titolo sportivo, che dovrà essere riconosciuto separatamente dalla FIGC. Un dettaglio burocratico che potrebbe nascondere insidie.

CHI SONO I NUOVI PROPRIETARI – Racing City Group Worldwide Limited è una società registrata a Londra il 20 gennaio 2021. Due i nomi forti: Morris Pagniello e Justin Davis. Quest’ultimo, presentato come CEO, è un imprenditore con oltre 25 anni di esperienza nel settore edilizio e dell’illuminazione in Australia. Nessun precedente calcistico documentato prima del Racing City Group. Pagniello è ex calciatore, passato dal Torino Under-19 al Savona, ritiratosi nel 2006. Oggi agente FIFA. Un curriculum che include anche la presidenza del Trento nel 2013 e partecipazioni in club minori come Racing Catania e Racing Capri in Eccellenza. Nel 2015 finì coinvolto nell’inchiesta calcio-scommesse “Dirty Soccer”, costituendosi alla polizia. Davis invece arriva dal mondo dell’edilizia e dell’industria. Direttore di un’azienda di piastrellistica in Australia, CEO di Kore Commercial per progetti di sviluppo industriale. Fondatore di Becklight, società di illuminazione. Ex dipendente del gruppo Icon, da cui si è dimesso l’anno scorso. Sul calcio, esperienza zero fino all’ingresso nel Racing City.

IL PRECEDENTE LUCCHESE – Racing City Group non è nuovo a operazioni di questo tipo. Tra gennaio e marzo 2025 ha corteggiato la Lucchese per tre mesi consecutivi. Comunicati stampa, foto sui social, dichiarazioni d’intenti. “È tempo di salvare Lucchese 1905”, scrisse Davis su Instagram. Poi, per tre volte, si sono ritirati adducendo “condizioni economiche eccessivamente onerose”. L’ultima volta con una nota ufficiale: “Le passate gestioni hanno portato le attuali passività che necessitano di una profonda ristrutturazione”. Tradotto: in Toscana c’era un monte debitorio insormontabile e l’investimento non sarebbe stato coerente con la progettualità di rilancio vista l’impossibilità di ricostruire. La differenza stavolta? Due: la cancellazione della mole debitoria legata all’azienda visto il fallimento e la Global Capital. Il fondo degli Emirati che dovrebbe garantire una rassicurante copertura finanziaria. Nei prossimi 15 giorni lo sapremo. Come già scritto in un altro momento: la verità ha la data di scadenza.

IL MODELLO RACING CITY – Il gruppo si presenta come “holding calcistica globale” con club e accademie tra Europa, Oceania e America. Dichiarano di controllare o collaborare con diverse realtà. Il modello: acquisire club in difficoltà, creare accademie giovanili, collegare i talenti con reti internazionali. Partnership con Torino FC per programmi di accademie negli USA, Canada e Australia. Collaborazioni dichiarate con ex calciatori come Zanetti, Materazzi, Totti. Consultare sito ufficiale e pagina Instagram per farsi un’idea. Un ecosistema che sulla carta funziona, ma che nei fatti non ha mai gestito un club di Serie D italiana con la storia e le aspettative del Messina. Alla Gazzetta del Sud e al collega Emanuele Rigano, Justin Davis ha rilasciato le prime dichiarazioni in esclusiva (che citiamo, per rispetto, solo in parte): «Messina ha un’identità incredibile, un nome che significa qualcosa nel calcio italiano. L’obiettivo è quello di costruire qualcosa che dura nel tempo». Parole generiche senza sbilanciarsi troppo, come copione suggerisce.

LA STRADA DAVANTI – Ora cominciano i 15 giorni decisivi. Racing City e Global Capital dovranno versare il saldo, coprire il debito sportivo, garantire i costi di gestione fino al 5 novembre. Poi ci sarà il passaggio federale per il riconoscimento del titolo sportivo. Solo allora il Messina avrà davvero nuovi proprietari, solo se tutto andrà per come legge prevede. Scadenze e soldi, nulla di più lineare. La curatrice Di Renzo ha fatto il suo lavoro: ha tenuto in vita la squadra, ha ottenuto sponsor concreti (e vedremo se vorranno dare continuità oppure ritengono superflua la loro presenza), ha organizzato un’asta trasparente. Ora tocca a chi ha fatto l’offerta finalizzare il tutto. Messina ha già dato. Otto anni di Sciotto, un anno di AAD, tre mesi di liquidazione giudiziale. Il Messina continuerà a giocare. I ragazzi continueranno ad allenarsi. La città continuerà a sperare. Ora ci sono due passaggi decisivi. Prima i soldi entro il 29 ottobre. Poi il riconoscimento del titolo sportivo dalla FIGC. Solo dopo il Messina avrà davvero un futuro.

GLI ASSENTI – Per anni il ritornello è stato lo stesso, e suonava come qualcosa di impossibile per la presenza di Sciotto e di bilanci con debiti difficili da affrontare. Voci dal mondo (città compresa) si rincorrevano per spiegare che per il Messina erano pronti solo di fronte alla chiarezza. Cordate, gruppi, soci, gessati, amici, compagni di liceo, c’erano tutti. Otto anni di chiacchiere mentre l’allora proprietario gestiva al ribasso per poi consegnare il tutto alla pistola fumante di AAD. Poi è arrivato il momento della verità. Sciotto fuori, AAD sparita, debiti quantificati e ridotti a 290.000 euro dopo l’escussione della fideiussione. Asta pubblica, trasparente, con base a 210.000 euro. Il Messina sul piatto, pulito dalla liquidazione giudiziale. L’occasione che tutti dicevano di aspettare. Risultato: zero offerte oltre quella del Racing City Group (sì certo, al netto dei prossimi dieci giorni in cui sarà possibile rilanciare. Ma sarebbe curioso farlo e ci si dovrebbe chiedere il motivo di questo ritrovato interesse solo nei giorni dell’appendice). Nessun imprenditore messinese, nessun gruppo locale, men che meno internazionale, nessuna cordata di appassionati con le tasche piene. Tutti spariti quando serviva mettere nero su bianco un’offerta vincolante. E sia chiaro, il tutto è lecito perché non si fanno i conti in tasca a nessuno; ma quantomeno ai (non) fatti non seguano parole vuote. Nuovamente. E forse la verità è semplice: parlare del Messina costa poco, comprarlo costa mezzo milione di euro più l’impegno a coprire perdite strutturali. E quando è il momento di passare dalla teoria alla pratica, restano solo quelli disposti davvero a rischiare. O quelli che non hanno niente da perdere. Il risultato è che una città che dice di amare il calcio, una piazza che riempiva Celeste prima e San Filippo poi, e che ha una storia da far rispettare, si ritrova con un’unica offerta. Da un gruppo italo-australiano con esperienza tutta da scrivere nel calcio, più un fondo arabo che non ha ancora palesato la propria esposizione. Non per colpa dell’ex proprietario stavolta. Non per mancanza di chiarezza. Semplicemente perché quando è il momento di tirare fuori i soldi veri, a Messina non c’è nessuno.

Commenta

navigationTop
>

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi