La prima casalinga dell’era Eccellenza consegna un pareggio che sa di occasione persa. Il Messina non gira, sbaglia tanto e va sotto per un errore grossolano; ci pensa Sarao, di testa, a rimettere in piedi una gara che la squadra di Torrisi avrebbe dovuto amministrare con ben altra autorità. Un 1-1 negativo più sul piano del gioco che su quello della classifica.
SLEGATI E LENTI – Al debutto casalingo – e per la prima volta al Franco Scoglio, casa scelta per necessità logistiche – Torrisi ritrova Sarao davanti e ridisegna il 4-2-3-1. Ma il Messina che si vede è tutto fuorché quello promesso alla vigilia. L’intenzione, in avvio, è quella giusta: il primo squillo è dei giallorossi, assist di Palumbo e Kragl a incrociare al volo, palla fuori. Dura poco. Il gioco si inceppa presto, e non solo per demeriti propri: la partita si ferma a lungo per lo scontro di testa tra Blondett e Sbuttoni, i due centrali che rientrano entrambi vistosamente fasciati. Un episodio che non è solo cronaca, perché toglie ordine a una difesa costretta a reggere su due uomini acciaccati e sembra spezzare quel poco di ritmo che il Messina aveva trovato. Da lì la squadra si smarrisce. Reparti troppo distanti, Bonanno pessimo nel raccordo tra centrocampo e attacco, i due mediani mai in partita: il Messina è slegato, lento, pieno di errori tecnici, incapace di dare due passaggi di fila. È il ritratto opposto della squadra dominante che Torrisi aveva promesso. Ne approfitta la Nebros, che si prende il campo con intensità e pressing e ci prova con il diagonale di Scolaro, a lato. I giallorossi si affidano ai singoli più che a un disegno: la giocata di Palumbo a sinistra e la rovesciata debole di Bonanno, un destro molle dello stesso Palumbo, la discesa di Kragl a destra con il cross su cui non arrivano Zampa e Palumbo. Troppo poco per chi si dice il più forte del torneo. Sei minuti di recupero, figli anche del lungo stop, e prima frazione a reti bianche.
CONFUSIONE E CARATTERE – La ripresa non cambia lo spartito. Palumbo mette al centro per il colpo di testa di Kragl, centrale. Ma il Messina resta lo stesso: reparti lontani, Bonanno che non lega, la mediana inesistente in entrambe le fasi. Torrisi prova a scuoterlo togliendo Palumbo e Bonanno per Burzio e Bollino, e per un attimo pare la mossa giusta: sponda di Burzio, assist di Sarao, Bollino calcia e Paterniti mette in corner. Illusione. Perché poco dopo arriva la doccia fredda, e arriva nel modo peggiore: errore in palleggio tra Sbuttoni e Tanasa, la Nebros recupera e verticalizza per Pontini che si invola e batte Coco, non irreprensibile nell’uscita. Sotto di un gol, Torrisi si aggrappa a un cambio che sa di scommessa disperata: fuori Zampa, dentro Varela, e un curioso 4-1-3-2 che di tattico ha poco e di casuale molto. È il momento più confuso di una squadra che tecnicamente annega tra gli errori e che deve solo ringraziare se la Nebros, invece di chiuderla, si scopre a sua volta sfinita e impaurita dal peso di quello che sta accadendo. E allora, come spesso capita, a decidere non è il disegno ma l’episodio: Guerriero trova il fondo a sinistra, cross e stacco imperioso di Sarao, palla in rete. Pareggio meritato dal carattere più che dal gioco. Il finale è un forcing confuso, una collezione di corner, una spizzata di Sarao e un destro debole di Varela. Finisce 1-1. Un punto che tiene a galla la prestazione peggiore di questo avvio, e che lascia più di una domanda sulla gestione e sui cambi di Torrisi, mai davvero capace di raddrizzare una squadra slegata dal primo minuto. Il Messina è il Messina, ripete il tecnico. Ma in campo, almeno quest’oggi, non si è visto.
MESSINA – NEBROS 1-1
MARCATORI Pontini (N) al 23’, Sarao (M) al 41’ s.t.
MESSINA (4-2-3-1) Coco; Doni (dal 34’ s.t. Theodore), Blondett, Sbuttoni, Pellegrino (dal 28’ s.t. Guerriero); Zampa (dal 24’ s.t. Varela), Tanasa; Kragl, Bonanno (dal 18’ s.t. Bollino), Palumbo (dal 18’ s.t. Burzio); Sarao. (Calabrese, Bontà, Langone, Passiatore). All. Torrisi
NEBROS (4-3-3) Paterniti; Noto, Saccà, Bontempo, Conti; Biondo, Barez, Scolaro (dal 15’ s.t. Traviglia); Lucarelli, Castrovinci (dal 15’ s.t. Dovico), Pontini (dal 42’ s.t. Scaffidi). (La Rosa, Ceraolo, Musarra, Ziino, Da Campo, Spinella). All. Palmeri
ARBITRO Mainini di Busto Arsizio
NOTE Spettatori 1200 circa. Ammoniti Blondett, Lucarelli, Palumbo e Sarao. Corner 5-1. Recupero 6’ e 5’.