Messina, reazione vincente: Tedesco e Roseti piegano l’Acireale
Pubblicato il 25 Gennaio 2026 in Primo Piano
Con la testa. Nel senso più letterale della parola. Le reti di Tedesco e Roseti stendono l’Acireale – che aveva impattato con Di Mauro – e lanciano il Messina fuori dalla zona retrocessione. Terzultimo posto e zona playout agganciata, ora arrivano gli scontri diretti contro Paternò ed Enna.
GOL E DIFETTI – Piove, non solo sulle tamerici salmastre e arse, ma anche sul San Filippo. Terreno zuppo e scivoloso, come è sgusciante la sfida contro un Acireale avanti in classifica e nel mirino di un Messina che vuole lasciare prima il penultimo posto e poi la zona playout. E l’inizio va dalla parte della squadra di Parisi; a proposito, il tecnico cambia – come previsto – modulo passando a un rombo con Clemente centrale in coppia con Trasciani e Zerbo trequartista dietro il duo Tedesco-Roseti. Dicevamo, inizio positivo dei giallorossi che con appena un paio di minuti sul cronometro passano: corner dalla sinistra di Garufi, anticipo perentorio di Tedesco che di testa supera Negri. Partita inclinata, almeno in teoria. Perché l’Acireale non si fa travolgere dallo svantaggio e dalla perdita precoce di Falou – al suo posto Floridia. La squadra di Morelli prende campo e capisce che il nuovo modulo del Messina espone i giallorossi agli attacchi avversari. Saverino e Matese corrono più volentieri in avanti, quando la palla non è in possesso la compattezza manca e Garufi viene lasciato alla mercé delle imbucate avversarie. Non c’è più il terzetto centrale a coprire, insomma il Messina deve prendere le misure di questo nuovo sistema. Mentre i giallorossi studiano, l’Acireale impatta: cross dalla sinistra di Samuele Di Stefano, velo di Gagliardi che spiazza una difesa già distratta, irrompe Di Mauro che impatta di sinistro e trova l’angolino alla destra di Giardino. Pari che l’Acireale mostra di meritare, con un Messina in difficoltà – ancora una volta – a tenere le distanze corrette. La partita, però, diventa complicata da un campo scivoloso che spesso rallenta il gioco. Come quando Tedesco appoggia per Zerbo, ma il numero 20 affonda e cade per colpa di una pozzanghera. L’Acireale punge con Hebeck su servizio di Floridia, poi Tedesco risponde servito da Orlando. E si va avanti per botte e risposte: Rechichi per gli ospiti, Roseti per i giallorossi. Nulla di trascendentale. La partita perde intensità, il Messina ha alcuni problemi tattici che Parisi cerca di correggere catechizzando, tra gli altri, Maisano e Saverino; l’Acireale cerca il break giusto per ripartire. Il primo tempo è tutto qui. Riposo.
TESTATA – La ripresa parte senza sostituzioni, per Parisi non è quindi una questione di uomini ma di atteggiamento. Non cambia neanche quello, con l’Acireale che pare in controllo sia nella gestione della palla che nel contenere gli attacchi confusi dei giallorossi. Tatticamente il Messina è disordinato, fatica a innescare gli attaccanti che, comunque, non brillano per movimento. Zerbo sbaglia tutto, così tocca a Oliviero. Vero che l’Acireale non sembra voler provare qualcosa più di qualche contropiede, ma questo Messina non incute nemmeno il minimo timore. Saverino spara a salve un paio di volte e la sensazione resta quella di una squadra con pochissime idee. Non c’è molto da raccontare, con la partita che si ferma con la buona scusa del campo pesante e la paura della classifica. All’Acireale, infatti, il pari va più che bene; mentre il Messina inizia a tremare ascoltando le vittorie di Vigor Lamezia ed Enna. Galesio rilancia il Milazzo che riprende la Sancataldese e fa un piccolo favore ai giallorossi. Parisi attende, non si capisce bene cosa, e il tempo scorre via. L’ultimo quarto d’ora viene aperto da due ripartenze veloci dell’Acireale senza esito. Tre cambi pronti, ma prima c’è da battere una punizione dai venti metri spostata a destra: Garufi crossa forte in mezzo, Roseti ci mette la testa e supera Negri. Di nuovo da palla ferma, di nuovo con cattiveria dentro l’area. Due lampi, in mezzo a una partita difficilissima e a una prestazione – occorre essere onesti – non pienamente sufficiente. Si cambia lo stesso: fuori Matese – maluccio – e Tedesco – migliore in campo -, dentro Aprile e il rientrante Touré. Poco dopo esce anche Roseti, al suo posto Bosia per tornare a una serrata difesa a cinque. È tempo solo di resistere, l’Acireale si butta in avanti – piuttosto confusamente – e il Messina deve solo rispettare distanze e attenzione. Pallone alzato spesso e volentieri, contrasti duri e fischi che si susseguono. I minuti di recupero sono sette, e vengono riempiti dalle buone notizie in arrivo dagli altri campi: il Milazzo ribalta la Sancataldese, mentre il Savoia riprende l’Enna dopo il doppio svantaggio. Oliviero spreca un contropiede – non servendo Maisano – e la sofferenza si allunga. Ma è l’ultima nota da aggiungere, la partita è finita. Il Messina torna alla vittoria, successo che mancava dalla sfida contro l’Igea Virtus a metà dicembre. Penultimo posto lasciato al Castrumfavara, salvezza diretta a -4 anche se la Vigor Lamezia deve concludere la sua sfida sul campo dell’Enna dove è in vantaggio per 0-2. Quindi, valgono i 23 punti proprio degli ennesi. Un -5 con sullo sfondo la trasferta di Paternò e la sfida diretta al San Filippo contro lo stesso Enna.
MESSINA – ACIREALE 2-1
MARCATORI Tedesco (M) al 2′, Di Mauro (A) al 13′ p.t.; Roseti (M) al 31′ s.t.
MESSINA (4-3-1-2) Giardino; Maisano, Clemente, Trasciani, Orlando; Saverino, Garufi, Matese (dal 33′ s.t. Aprile); Zerbo (dal 14′ s.t. Oliviero); Tedesco (dal 33′ s.t. I. Toure), Roseti (dal 39′ s.t. Bosia). (Sorrentino, Pedicone, Kaprof, Papallo, Bonofiglio). All. Parisi
ACIREALE (3-5-2) Negri; Vitale, S. Toure, Algueche (dal 36′ s.t. Rapisarda); Rechichi, Di Mauro, D. Di Stefano, Gagliardi, S. Di Stefano (dal 14′ s.t. Galletta); Hebeck, Falou (dall’8′ p.t. Floridia e dal 24′ s.t. Di Pietro). (Di Franco, Semenzin, Gallo, Maimone, Genovese). All. Morelli
ARBITRO Piciucco di Campobasso
NOTE Spettatori 500. Ammoniti Gagliardi, D. Di Stefano e Garufi. Corner 6-2. Recupero 2′ e 7′.