Messina, ultimo a chi? Sarao stende il Mazzarrone

Pubblicato il 1 Novembre 2026 in Primo Piano

Il ritorno al Celeste del Messina fa rima con vittoria. Decide Sarao nella ripresa, abile a sfruttare una giocata di Bonanno e abbattere il muro di un Mazzarrone serrato e in dieci già dal primo tempo. Match che mostra una squadra rabbiosa e col mirino ancora puntato sulla promozione. La penalizzazione non fa male. Zero sulla carta, 20 sul campo.

NON C’È SPAZIO – Meno venti sul groppone, decisione del TFN legata al caso Alaimo e ai tesseramenti non conformi al regolamento. Una storia, strascichi di gestioni che il limite del lecito l’avevano superato di un bel po’. Eredità che la gestione di Justin Davis non meritava, men che meno un gruppo in lotta per tornare immediatamente in Serie D. Ma le vie della promozione sono infinite, se ne riparlerà. Intanto, c’è il campo. C’è il Mazzarrone dell’ex ed eroe di due salvezze Ezio Raciti, una squadra solida e che non ha timore di sporcarsi le mani. E in un teatro che manca così tanto che un paio di generazioni non sanno neanche di cosa si parli: si gioca al Celeste. Una scelta logistica coerente, che magari solleticherà anche i nostalgici. Ma non è per questo che siamo qui. Si parte e ci si ferma subito, perché Blondett prende una botta al viso dopo una manciata di secondi e il gioco si ferma; alla fine tocca a Doni sostituirlo. Partita nervosa, fallosa, farcita di ripetute mini risse e promesse di fare i conti successivamente. Di calcio se ne vede pochino, anche perché il campo è corto e stretto, il Mazzarrone si arrocca e gli spazi non li troverebbe neanche Guardiola. Che non a caso voleva il Camp Nou con le dimensioni massime consentite ai tempi della Champions blaugrana, ma questo è un altro mondo. Si fa di necessità virtù, consapevoli che il terreno favorirà gli atteggiamenti di chiusura avversaria. Ci sono le palle inattive però, e il Messina punge con Doni servito da Sarao trovando Spadaro sulla linea. Poco dopo è il Mazzarrone a trovare un varco sulla dormita di Pellegrino e la corsa di Bamba: diagonale largo. Langone corre per tutti, Sarao fatica e Bonanno deve soffrire per trovare campo senza marcatura. La Spada a sinistra non entra nel contesto; così il Messina trova parecchi ostacoli verso il vantaggio. Ancora palla inattiva, stavolta un corner, con Kragl che pesca il solito Doni che mette alto di testa. Partita sempre più sporca, aspra e difficile. Il Mazzarrone specula dove può, i giallorossi brillano solo per temperamento e intenzioni. Pochi spazi e poca intraprendenza dove serve, pesa l’assenza di Palumbo: l’unico in grado di puntare e saltare l’uomo con continuità per creare vera superiorità. Sbavatura di Sbuttoni con Coco che deve mettere una pezza su Bamba. Un’altra sfilza di passaggi corti e sostanzialmente inutili. Prima dell’intervallo il favore al Messina arriva da Randis che colpisce Theodore a palla lontana: rosso. Non solo per il centravanti di Raciti, perché Burzio vede dalla panchina e reagisce: espulso anche lui. Un altro paio di mini risse e discussioni, proteste forti per un contatto tra Godino e Bonanno su cui Zaccheria fa giocare ma che profumava di penalty. Intervallo.

GUIZZO – Raciti ridisegna i suoi con un 4-4-1 ancora più abbottonato, Torrisi fa all-in con Varela per Langone e Bonanno a tutto campo per dare una mano a Tanasa. Il gioco si ferma ancora presto, perché Theodore cade male e si fa male alla spalla destra: dentro Konate con Doni che dirotta a destra. E crea subito dopo una discesa convinta, cross per Varela che apparecchia per la rovesciata di Bonanno che, però, finisce alta. Da Scordia, intanto, arriva la prima buona notizia di giornata, con i padroni di casa che stendono con un secco 4-1 l’Acireale. Perché le rimonte da qualche parte devono pur cominciare, ma prima servirebbe battere il Mazzarrone. Ci prova Sarao su servizio di Sbuttoni, ma D’Agata è attento. Il Messina è aggressivo ma resta frenato dai pochi spazi e da un avversario organizzato e messo benissimo in campo da Raciti, che per esperienza e cattiveria agonistica non è secondo ai giallorossi. Serve pescare dal fondo delle proprie qualità tecniche per aprire la cassaforte avversaria. La combinazione la trova Bonanno quando, finalmente senza pressione addosso, può giocare verticale per Sarao che ci mette la testa di istinto e spiazza D’Agata. Messina avanti, bravissimo Bonanno a intuire che servisse un pallone teso e violento per superare il muro e trovare Sarao oltre la siepe. Ottimo il tempismo della punta col 99. Fuori La Spada, dentro Sartore per un Torrisi che non vuole togliere il piede dall’acceleratore. Forcing del Messina quindi, con Bonanno assoluto leader nella fase più calda e complicata. Proprio lui scalda le mani di D’Agata con un sinistro a giro basso e velenoso. Giallorossi interessanti nella fase di costruzione, con un Tanasa maestro di letture e occupazione degli spazi e Sbuttoni bravo a scalare in avanti per uscire dal pressing, comunque blando, degli avversari. Nel finale fuori Zampa per Sarao per tornare a un assetto meno sbilanciato, ma non inizia una fase di gestione perché Torrisi vuole il raddoppio. Il Mazzarrone, come da copione, si butta in avanti per gli ultimi minuti. Un assedio nemmeno abbozzato, perché sulla resistenza del Messina parte un contropiede di Sartore che Spadaro ferma con un fallo che Zaccheria valuta da rosso. Mazzarrone in nove. Recupero, allora, che può essere davvero di sola gestione. Triplice fischio. Messina da zero punti sulla carta, 20 sul campo. Perché le rimonte hanno sempre un inizio.

MESSINA – MAZZARRONE 1-0

MARCATORE Sarao al 19′ s.t.

MESSINA (4-2-3-1) Coco; Theodore (dal 6′ s.t. Konate), Blondett (dal 6′ p.t. Doni), Sbuttoni, Pellegrino; Langone (dal 1′ s.t. Varela), Tanasa; Kragl, Bonanno, La Spada (dal 20′ s.t. Sartore); Sarao (dal 40′ s.t. Zampa). (Calabrese, Bontà, Bollino, Burzio). All. Torrisi

MAZZARRONE (4-3-3) D’Agata; Spadaro, Diop, Puglisi, Godino; Papaserio (dal 23′ s.t. Bellomo), Bucolo, Visintin; Bamba, Randis, Grasso. (Castrianni, Iuculano, Giuffrida, Veca, Sciuto, Modica, V. Ventura, D. Ventura). All. Raciti

ARBITRO Zaccheria di Legnano

NOTE Spettatori 2200. Espulsi al 41′ p.t. Randis per condotta violenta, Burzio (dalla panchina) per condotta antisportiva e al 43′ s.t. Spadaro per condotta violenta. Ammoniti Spadaro e Diop. Corner 7-0. Recupero 4′ e 6′.

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