Juve Stabia-Messina, la necessità di sfidare i rischi

Pubblicato il 25 Ottobre 2021 in Primo Piano

“Un grandissimo Messina”, quello visto Capuano. Quello del campo, invece, è meno che sufficiente, con l’aggravante di aver perso partita e punti contro una Juve Stabia in evidente crisi. Con una reazione finale che mostra, poi, come i campani fossero attaccabili e terrorizzati dalla paura di perdere.

DIFENDERE LA SQUADRA – Le parole che il tecnico giallorosso sceglie per analizzare la sconfitta della sua squadra non sono casuali, nemmeno esagerate. Sono strategia precisa e mirata: non si strattona la rosa nel giorno della sconfitta, a maggior ragione se episodica e – tutto sommato – immeritata. Gara bruttissima, fatta di tanti piccoli errori e pochissima tecnica. La qualità latita, e le scelte di atteggiamento di Capuano (voto 5,5) non mutano le cose. La mossa a sorpresa c’è anche al Menti, con Catania schierato nel ruolo di mezzala per sfruttarne strappi e capacità offensive. Non funziona, perché il ragazzo non ha i tempi delle giocate interne, fatica a uscire in pressing e non può correre lunga la riga laterale, come ama fare. Il rischio poteva starci, anche perché le alternative aiutavano a pensarlo. Il primo tempo è legato, lentissimo, dove la fase di studio inganna, diventando più fase di errori che altro. La Juve Stabia pressa forte per non più di quattro minuti, poi capisce che le ferite che porta addosso sono troppo profonde. Sottili – all’esordio – fa il minimo indispensabile, si affida al suo modulo classico e pesca il jolly nella ripresa. La gara dei campani è tutta qui, quella del Messina è fatta di micro-settori pieni di interventi del suo tecnico. I giallorossi sono troppo bassi e mostrano una strana paura nella gestione palla. Un peccato vero, perché quando palleggiano con un minimo di pazienza mandando in porta Vukusic, col croato che difetta nella mira. Vero, che questo Messina è ancora lontano dalla guarigione – come ricordava Capuano nel post Vibonese -, ma ogni partita è un mondo a parte e quella con la Juve Stabia profumava di possibile colpo.

EQUILIBRIO NECESSARIO – A inizio ripresa sorprende il cambio tra Damian e Fofana. Che l’ex Ternana non avesse accusato un problema fisico era evidente, che Capuano non avesse gradito prestazioni e alcune giocate lo era ancora di più. L’ultima, quella con un rivedibile schema su punizione, come pietra tombale. La spiegazione tattica che Capuano offre è solida: la mancata guida del pressing in avanti da parte di Damian. Corretto, perché l’aggressività non rientra nel bagaglio del numero 10. Come, probabilmente, non rientra il ruolo di regista davanti alla difesa. Per tempi di gioco, per capacità di prendere per mano la squadra, di condurre, per tanti piccoli aspetti che suggeriscono che Damian sia un’importante mezzala, solo adattabile nel ruolo di regista. Capuano lo tira fuori senza avere alternative migliori di Fofana. Il numero 6 fa quello che può, che resta pochino, ma quando deve accorciare si sente a suo agio. Più naturale, ma il baricentro della squadra resta troppo basso. La rete della Juve Stabia, in questo bailamme, arriva come una forte casualità: una rimessa contestata – ma perdere tempo a protestare a che serve? Era già successo a Pagani -, poi tutti fermi a guardare Eusepi esibirsi nel mestiere di attaccante e Stoppa calciare senza pressione. Una parentesi, che costringe il Messina ad alzarsi e meravigliarsi nel notare la fragilità burrosa della difesa stabiese. Capuano le tenta tutte, mischia le carte, butta in campo ogni risorsa offensiva, ma manca il guizzo giusto e resta tradito. Adorante su tutti, che non va colpevolizzato, ma si divora un facile appoggio a porta vuota dopo il miracolo di Sarri su Mikulic. La ricerca del giusto equilibrio è la via impervia che il Messina sta percorrendo: dallo sbilanciamento eccessivo di Sullo, alle strategie articolate di Capuano e basate – come numeri impongono – sulla necessità di una nuova solidità difensiva. In mezzo sta la virtù, perché questa squadra deve ritrovare facilità offensiva e reti. Lo dice la classifica, che piazza il Messina in piena zona playout e con un solo punto di vantaggio sulla Vibonese ultima in classifica.

POST SCRIPTUM – A Castellammare il Messina scende in campo con una maglia bianca con numerazione rossa. Maglia bianca, non biancoscudata. Altra casacca da catalogo, come la gialla vista nelle partite scorse. La crescita di una società passa anche da questi aspetti, non secondari se si tratta della maglia. Nessuna accusa, ma solo una richiesta di chiarimenti per comprendere quali possano essere le difficoltà che hanno portato a un simile ritardo. Spiegare o chiarire non fa mai male, così da poter capire tutti perché il Messina – all’alba della dodicesima giornata – non giochi con le divise ufficiali 2021/22.

Lewandowski 6: una parata a inizio match su Scaccabarozzi, poi ordinaria amministrazione. Sulla rete di Stoppa non può nulla.

Fazzi 6,5: il migliore del Messina. Si cala nel ruolo, lo interpreta secondo le sue caratteristiche e non teme il duello spigoloso con Panico.

Carillo 5,5: meno bene rispetto al solito. Troppa fretta di spazzare via il pallone, in occasione del gol si fa ingannare dal movimento dell’esperto Eusepi.

Mikulic 5,5: tiene la posizione e resta ordinato fino a quando è troppo lento nell’accorciare su Stoppa in occasione della rete decisiva. Poi, sfiora la rete del pari con uno stacco imperioso.

Morelli 5,5: non si vede quasi mai in appoggio, in difesa è spesso in ritardo . (dal 22′ s.t. Gonçalves 6: buon ingresso con tanta tecnica al servizio della squadra)

Simonetti 5,5: se deve solo contenere serve a poco, spreca molte energie. (dal 22′ s.t. Balde 5,5: fumoso, come gli accade troppo spesso ultimamente)

Damian 5: davanti alla difesa, in una squadra così schiacciata, non potrà mai essere un fattore. Alcune scelte sono discutibili, viene sostituito all’intervallo. (dal 1′ s.t. Fofana 5,5: lavora bene in pressing, ma non è mai pulito in fase di possesso. Disordinato)

Catania 5: fuori ruolo e mai in partita. (dal 10′ s.t. Konate 5: entra e si becca un giallo immediato, dopo un paio di minuti prova a trasformarlo in un rosso)

Sarzi Puttini 5,5: ci mette tantissima buona volontà, ma la squadra è troppo bassa per permettergli di spingere. (dal 28′ s.t. Russo sv)

Adorante 5: si divora una rete clamorosa, troppo grande per non far crollare il giudizio sulla sua partita.

Vukusic 5,5: qualche spunto, qualche giocata, ma troppo poco.

JUVE STABIA Sarri 6,5; Donati 6,5, Tonucci 6, Cinaglia 5,5, Rizzo 6; Scaccabarozzi 6, Squizzato 5,5 (dal 36′ p.t. Davì 5,5), Altobelli 5,5 (dal 9′ s.t. Stoppa 6,5); Bentivegna 5,5 (dal 37′ s.t. Caldore sv), Panico 6; Eusepi 6 (dal 37′ s.t. Della Pietra sv). All. Sottili 6

*foto copertina: Acr Messina – Facebook ufficiale | ph. Saya

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