Foggia-Juve Stabia, il trenta senza il trentuno

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Pubblicato il 12 gennaio 2016 in Tattica

Non era la gara più semplice che il calendario potesse regalare al Foggia di Roberto De Zerbi, ma certamente il pareggio interno contro la Juve Stabia non ha lasciato strascichi di gioia tra le fila dei pugliesi. Il tecnico rossonero è stato chiaro sin dall’estate, parlando apertamente di promozione diretta non lascia scampo alle critiche ogni qualvolta il suo Foggia ferma la sua marcia vincente. La Casertana non approfitta e impatta, sprecando, a Pagani. Non solo demerito del Foggia il pari interno, anzi, gran parte va alla Juve Stabia di un ordinato Zavettieri. Analizziamo tatticamente alcune azioni della sfida, ci concentreremo sull’atteggiamento offensivo del Foggia, qualche eccesso nel palleggio e la ragnatela offensiva.

CONQUISTA TERRITORIALE – Siamo nel secondo tempo. Nel primo il vantaggio della Juve Stabia con Nicastro (azione che analizzeremo successivamente), pareggio di Pietro Iemmello. Sul cronometro pochi minuti nella ripresa ma il Foggia ha già schiacciato la Juve Stabia, o peggio i campani hanno già scelto di arroccarsi in difesa. Siamo ampiamente nella metà campo difensiva della squadra di Zavettieri dove possiamo trovare raccolti tutti e venti i giocatori di movimento. Gigliotti in possesso palla aprirà il gioco sull’esterno, ma la cosa interessante è come pur mancando quasi tutto il tempo della ripresa, il Foggia abbia conquistato la metà campo avversaria portando, e rischiando, tutti i suoi effettivi nella tana del nemico. Azione che rappresenta chiaramente l’atteggiamento che mister De Zerbi sta trasmettendo ai suoi già dallo scorso anno.

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MEMORIA CORTA – Passiamo come detto al gol di Nicastro. Bravissimo l’attaccante stabiese a trovare un gran destro a giro che lascia sulle gambe l’ottimo Narciso. Prima della conclusione, però, arriva l’errore foggiano. Cerchio rosso, c’è Riverola in possesso palla. Lo spagnolo viene preferito a Gerbo, al quale lascerà il posto all’intervallo. Il centrocampista mette in atto i dettami tattici del suo tecnico, lo fa con eccessiva superficialità o sicurezza. Appoggio a memoria sbagliato e palla a Nicastro (evidenza gialla). In azzurro abbiamo segnato l’intero reparto difensivo del Foggia. Possiamo notare come il rischio sia corteggiato da De Zerbi. Con la linea azzurra vediamo la grande distanza che intercorre tra i due centrali, mentre nei due riquadri ci sono i due terzini, larghi e altissimi. Scelta chiara e convinta quella di De Zerbi, la variabile resta l’errore umano. Qui arriva in fase di palleggio, con la complicità della bravura di Nicastro nel chiudere l’azione.

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DUE TOCCHI E SI VA IN PORTA – Azione d’attacco del Foggia. Sotto da qualche minuto e voglioso di trovare il pari. Riverola prova a farsi perdonare diventando decisivo in avanti. In azzurro c’è Sarno, taglio profondo verso il centro dell’esterno destro di De Zerbi e palla giocata di prima verso l’inserimento di Riverola (cerchio rosso). In giallo abbiamo segnato la direzione del pallone e la corsa che Floriano (in basso) farà per ricevere l’assist proprio di Riverola. L’ex Barletta e Pisa sceglierà una conclusione dalla distanza senza fortuna. Poco importa, quello su cui ci concentriamo sono i movimenti. In alto vediamo come Angelo – che entra anche questa settimana nella nostra Top11 (link)  – stia attaccando la profondità diventando un’opzione. Iemmello si apre portandosi con sé uno dei due centrali e lasciando spazio interno. Floriano attacca tra il terzino e il centrale, ovvero dove fa più male ed è difficile leggere il movimento. Velocità e tecnica stanno alla base di questa interpretazione offensiva. Il calcio di De Zerbi li pretende, il Foggia ci riesce ancora non con la continuità sperata.

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