Gelbison-Messina, 1X2

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Pubblicato il 29 Marzo 2021 in Primo Piano

Tre scontri diretti consecutivi, di quelli che avrebbero potuto riscrivere la classifica. Il Messina che impatta sul campo della Gelbison, invece, ne esce fuori con 7 punti che significano primato mantenuto e spalle sempre più larghe.

SAPER SOFFRIRE – Dalla partenza all’arrivo le sensazioni non cambiano. Alla vigilia la gara era di quelle da tripla, al fischio finale resta la convinzione – da ambo le parti – di aver sfiorato la vittoria. Pareggio, alla fine, di quelli che soddisfano lo spettatore per quanto mostrato dalle due squadre. Buono anche per la classifica, perché perdere non fa mai bene. Il Messina resta in testa, la Gelbison a mettergli il sale sulla coda e accorcia il Football Club. Partita coraggiosa, con la Gelbison che piace tantissimo per atteggiamento e voglia di non sprecare la chance di trovare il primato. La squadra di Ferazzoli – sul lungo periodo – si fa preferire per produzione generale, quella di Raffaele Novelli (voto 6) è brava – ancora una volta – a vestire l’abito della fatica. Campani ben messi in campo, con lo sguardo sempre in verticale e vogliosi di costruire. Non mancano gli errori, comunque, quelli che il Messina prova a trasformare in occasioni. Ne viene fuori un primo tempo a più velocità: quella altissima dell’inizio, per poi planare fino all’intervallo con equilibri mossi a tratti alternati. Non è un Messina che può dominare o imporre, è un Messina che deve soffrire e lottare. Il centrocampo over paga, perché Vacca e Cristiani collezionano la solita prestazione oscura che supplisce al poco aiuto del trio offensivo e agli eccessi di Aliperta. Il capitano di giornata non è brillante: sempre tagliato fuori quando deve filtrare di posizione, più bravo nel recupero puro ma di una presunzione esorbitante quando parte palla al piede. Puntualmente persa, con Vacca e Cristiani che rincorrono qualsiasi cosa si muova dalle loro parti. Il Messina si difende, anche discretamente, contro una Gelbison che resta in bozza e impegna Caruso solo con qualche cross tagliato. Il Messina attacca, e lo fa grazie a un Addessi capace di far comprendere – sin dall’inizio – che sarebbe stata la sua partita.

SAPER REAGIRE – Quando la Gelbison alza il ritmo il Messina balla. Un sintomo? Un segnale di stanchezza? Chissà, forse più caratteristiche fisiche che necessitano che il ritmo lo dettino i giallorossi. A inizio ripresa la Gelbison lo aumenta parecchio e alla fine passa. Il primo squillo – con la difesa di Novelli scucita – arriva da Sparacello con Caruso che risponde presente e conferma di essere valore aggiunto che a questo Messina era mancato. I campani passano con Gagliardi, bravissimo a chiudere una bellissima azione sull’asse De Foglio-Graziani ma che palesa un’altra gentile concessione della difesa giallorossa. Sulla sinistra le sofferenze maggiori: con Giofrè e Sabatino che faticano a prendere le misure agli avversari, la rete è la conseguenza più automatica. Dopo il vantaggio il ritmo si abbassa e così, pian piano, il Messina torna a prendere campo: Novelli fa all-in con quattro punte e Bollino alle spalle di Foggia. Il numero 10 sale in cattedra: subito attivo tra le linee, subito in partita. La Gelbison ha il tempo per un’altra occasione – ancora bravo Caruso -, poi Cretella vede un varco e cambia la sfida. Il suo affondo è fatto di classe e cattiveria, il resto è gioco di squadra: Foggia appoggia per Bollino, delicato sinistro per Addessi e pari servito. Finita? No, perché in una gara fatta di break tutto può accadere. Piace ancora l’atteggiamento della Gelbison, capace di non subire il contraccolpo e insistere. Il Messina, però, è squadra solida e recrimina quando D’Agostino si allunga sul sinistro piazzato di Bollino. Finita? No, perché Uliano fa partire un terra-aria che si infrange sulla traversa a Caruso battuto. Tra racconto e analisi, allora, il quadro sembra chiaro: partita da tripla era, partita da tripla è stata.

Caruso 7: sempre attento e decisivo. Bravissimo su Sparacello, reattivo su De Foglio. Quando non ci arriva c’è la traversa a dargli una mano.

Cascione 6: prestazione senza errori e precisa in fase difensiva. In appoggio potrebbe anche osare di più.

Lomasto 6: parte benissimo, poi l’assenza di un filtro davanti alla difesa lo mette in difficoltà.

Sabatino 5,5: meno brillante del solito sia in costruzione che in marcatura. Dalla sua parte nasce l’azione del vantaggio campano.

Giofrè 5,5: la rete della Gelbison è favorita dalla leggerezza con cui si difende sul centrosinistra. Lui e Sabatino, come detto, non trovano le misure. La sua partita, poi, è poco brillante.

Cristiani 6,5: il toscano c’è sempre. Palloni recuperati, azioni offensive rilanciate ed errori ridotti al minimo. Il lavoro sporco è il suo pane.

Aliperta 5,5: presunzione a fiumi in fase di possesso. Come nella precedente uscita decide di intestardirsi in azioni personali, palla persa e contropiede avversario. Maluccio la fase di filtro lasciando la difesa troppo scoperta, molto più utile quando va a contrasto diretto.

Vacca 6: quando c’è da correre e sacrificarsi non si tira mai indietro, lavora sempre per la squadra. (dal 24′ s.t. Bollino 6,5: grandissimo il suo impatto. Serve l’assist del pari e sfiora la rete del vantaggio)

Addessi 7: il più vivace sin dall’inizio. Ci prova tante volte in solitaria, ci riesce alla fine di una bella azione corale.

Foggia 5,5: un solo spunto nel primo tempo, poi tanta fatica contro una difesa rocciosa come quella campana.

Cretella 6,5: a sprazzi, ma sempre di qualità. Dalla sua caparbietà nasce la rete del pareggio. (dal 39′ s.t. Crisci sv)

GELBISON D’Agostino 7; Romano 5,5, Mautone 6,5, D’Orsi 6 (dal 41′ s.t. Bruno sv); De Foglio 6 (dal 38′ s.t. Pipolo sv), Graziani 6,5, Maiorano 6, Uliano 7, Onda 5,5 (dal 34′ s.t. Ziroli sv); Sparacello 5,5 (dal 37′ s.t. Mesina), Gagliardi 7. All. Ferazzoli 6,5.

fonte foto: Acr Messina

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