Messina, Cruciani: scommessa sul futuro

Pubblicato il 5 agosto 2016 in Primavera

Il Messina ha scelto lui e lui ha scelto Messina. Alessandro Cruciani è la nuova scommessa della società per rilanciare il settore giovanile, nello specifico la categoria Allievi, l’anno scorso guidata da Peppe Spada (attualmente ai Giovanissimi). Un profilo interessante, proveniente direttamente dalla Capitale, lì dove si è svolta parte della sua formazione. E adesso l’occasione per rilanciarsi nel contesto di una squadra professionistica: “Emiliano Branca, agente FIFA, mi ha prospettato la possibilità di lavorare a Messina. Ho accettato perché si tratta di una grande piazza e di una bella città. Sono già qui e mi trovo bene, ho trovato cortesia e disponibilità, quindi l’impatto è molto positivo. Ringrazio il presidente e ogni componente per l’occasione che mi è stata data e spero di restare qui il più a lungo possibile perché, se sarà così, significa che si sta lavorando bene nel corso del tempo”.

ZEMAN – Nel passato di Cruciani, che alla soglia dei cinquant’anni ha conosciuto un’abbondante gavetta, c’è un importante trascorso professionale: quello che lo lega alla famiglia Zeman e, in particolar modo, al figlio d’arte Karel, oggi allenatore della Reggina: “Ho lavorato con lui per tre anni, è stata un’esperienza importante per la mia carriera. Per me è come un grande faro. I nostri rapporti si sono separati per delle incomprensioni ma nella vita c’è sempre occasione per recuperare. Credo che allenare sia un’arte: se ce l’hai bene, altrimenti meglio fare altro. Insieme agli insegnamenti che ricevi devi mettere farina del tuo sacco. Lui predilige il 4-3-3, ma nel settore giovanile devi adattarti agli elementi che ti ritrovi e fare di necessità virtù. Giusto avere l’idea di gioco, ma devi adattarla alla qualità della rosa”. E a proposito di rosa, Cruciani mette subito le cose in chiaro: “Arriveranno dei ragazzi da fuori, atleti di un certo livello abituati ai campionati d’Elite a Roma, ma punteremo anche sulla dimensione territoriale perché credo fortemente nel senso di appartenenza. Metteremo in piedi un gruppo omogeneo, in cui tutti avranno la possibilità di mettersi in mostra. Il settore giovanile è l’anima di una società”.

MOTIVATORE – La domanda è d’obbligo: che tipologia di allenatore sarà Alessandro Cruciani, in virtù di un contesto come quello del settore giovanile e considerando l’influenza dei trascorsi filo-zemaniani? “Nella scuola calcio devi essere un buon educatore, ma quando arrivi agli Allievi, categoria vicina alla prima squadra, devi essere un allenatore in grado di fornire nozioni tattiche. Devi abituare il calciatore a ragionare quando sta in campo. Il carico motorio si divide in due fasi: quella fisica e quella mentale. Certo bisogna anche essere un educatore perché servono delle regole e quelle non piacciono mai a nessuno”. Teoria, pratica e, soprattutto, le motivazioni: “Se chiedi ai ragazzi quale sia la differenza tra pressione e pressing, non ti sanno rispondere perché non gli è stato spiegato. Alla pratica bisogna affiancare il calcio teorico e spiegare come bisogna stare in campo, dare degli input, informare e riportare tutto sul terreno di gioco. E poi i concetti, che sono importanti. Oggi la motivazione è alla base di tutto”.

OBIETTIVI – Livello di ambizioni pari a quello dell’entusiasmo nell’affrontare questa nuova sfida: “L’obiettivo è quello di raggiungere le Final Eight e entrare tra i primi quattro, ma non ci poniamo limiti. E’ importante comunque fare un buon lavoro per gettare le basi in vista del futuro prossimo”.

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