Messina, ecco chi sono i nuovi innesti. Li presenta il d.s. Argurio

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Pubblicato il 2 febbraio 2016 in Primo Piano

La finestra di mercato invernale è ormai alle spalle. A Messina arrivano quattro nuovi innesti. In uscita solo un’operazione, quella sfociata nella cessione di Leonetti al Rimini. Saltata l’idea di allineare entrate e uscite per non appesantire le casse societarie. Barraco, Biondo e Frabotta restano a Messina, almeno per il momento. Non è un mistero: il club avrebbe voluto cederli in blocco. Ma alla fine la volontà di non muoversi dei calciatori si è rivelata decisiva. Sul loro futuro ancora tante incognite e la certezza che la ricaduta di Palumbo abbia comunque liberato una casella nella lista definitiva dei 24, da inviare alla Lega entro la mezzanotte di domani. Adesso toccherà ai vertici societari trovare la soluzione migliore per gestire un sovrannumero che diventa, forse, l’unica nota dolente di una finestra di mercato dalla quale il Messina esce a testa alta. Per una serie di ragioni. Due su tutte: la prima è che adesso il club potrà attingere a piene mani dai contributi federali distribuiti sulla base del numero di under in rosa. La seconda, squisitamente tecnica, la lasciamo esprimere al direttore sportivo del Messina, Christian Argurio: “Abbiamo innestato quattro nuovi tasselli che ci permetteranno di alzare il livello medio della forza esplosiva e della struttura generale.  Aumentano le opzioni, cresce la concorrenza, che è sempre una cosa salutare”.

Per capire quanto i nuovi arrivi potranno incidere nel tessuto di una squadra con un telaio di base molto solido, dovremo aspettare qualche mese. Ma abbiamo una certezza: il Messina consegnato nella mani di Lello Di Napoli – domani la presentazione del neo tecnico – è una squadra più completa di quella vista fino a sabato scorso.

barisic BARISIC, AMORE A PRIMA VISTA – Aumentano i centimetri, la forza fisica, la possibilità di scelta. Un nome su tutti: Maks Barisic, esterno d’attacco classe ’95. Sloveno, cresciuto nel settore giovanile dell’F.c Koper, fino a qualche anno fa terzo anello dei satelliti esteri della “Galassia Pozzo”, patron dell’Udinese, proprietario del Malaga, in Spagna, e del Watford, in Inghilterra. Nella batteria di attaccanti esterni del Messina, è un pezzo unico per caratteristiche tecniche e fisiche. 188 centimetri, piedi educati, Argurio lo ha scoperto durante uno dei suoi viaggi nei Balcani, quando viveva in Croazia. Lo ha portato a Catania, da dove poi è partito alla volta di Milano, sponda rossonera. “Calciatore che mi ha impressionato subito. Da seconda punta, nel settore giovanile del Koper, è stato capocannoniere. La prima volta che lo vidi giocare aveva 17 anni. É un tassello che mancava al Messina, uno di quei calciatori che può spaccare le difese attaccando la profondità”. Grandi doti fisiche, ecco perché diventa un’opzione anche per lo slot di centravanti. Nelle giovanili del Catania ha realizzato 15 gol in 23 presenze. Con il Milan ha mantenuto l’asticella alta: 18 presenze, 7 reti. Nella stagione in rossonero ha collezionato anche 6 presenze in Youth League (la Champions dei settori giovanili), realizzando una rete.

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MILETO, IL DIFENSORE DUTTILE – Arriva un difensore centrale di belle speranze e di sicura duttilità: Francesco Mileto, classe ’95, nasce difensore centrale, ma può agire sulla corsia quando sarà necessario schierare un terzino che sappia, soprattutto, dare garanzie in copertura. In estate sulle tracce del difensore scuola Napoli c’era anche il Genoa. Alla fine si è trasferito alla Juve Stabia, dove ha faticato a farsi spazio in una difesa diretta da una coppia di centrali intoccabile: Migliorini (passato a gennaio all’Avellino) e Polak. “Un giocatore molto giovane – dice il d.s. – reduce da un’ottima esperienza  in serie D a Siena, dove si è ritagliato uno spazio importante nelle gerarchie di una squadra che ha vinto il campionato, giocando tanto. É un under, ha molto entusiasmo e voglia di dare un contributo alla nostra causa”.

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RUSSO, USATO SICURO – Il tassello per la linea mediana giallorossa è Giuseppe Russo, centrocampista navigato, che vanta 118 presenze in B e 98 in Lega Pro. Usato sicuro, ma qualcuno ha storto il naso, preoccupato per la sua integrità fisica. Argurio, invece, ha pochi dubbi: “Si tratta di uno di quei calciatori le cui condizioni fisiche sono sempre allineate a quelle mentali. É un atleta che ha bisogno di sentirsi al centro di un progetto, per accendere l’entusiasmo. Quando si tratta di questo tipo di calciatori, il problema non è mai fisico, è sempre psicofisico. Ha vinto 4 campionati di Lega Pro, due volte è arrivato in finale playoff. A Messina ha voglia di ritrovarsi, piazza in cui è cresciuto calcisticamente. Oggi, quando l’ho visto entrare al Celeste, era come se fosse tornato a casa sua. Ha scelto Messina, nonostante avesse molte offerte. Può interpretare indifferentemente tutti e tre i ruoli del centrocampo. É un jolly, puntiamo su di lui”.

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SCARDINA, IL VICE-TAVARES – Capitolo centravanti, il nodo più spinoso. Tavares è rimasto a Messina, e ha anche ripreso a segnare. Media gol sontuosa: al netto della condizione fisica, il centravanti titolare è lui, poche discussioni. Era necessario, però, trovare un’alternativa vera al portoghese. Argurio l’ha individuata in Filippo Scardina, di cui vi abbiamo raccontato parecchio qui (LINK). L’attaccante classe ’92 arriva in una piazza che ha una tradizione indiscutibile e in cui, inevitabilmente, dovrà fare i conti con una pressione generale che schizza verso l’alto. Dovrà abituarsi, se si pensa che fino alla scorsa settimana giocava nella Lupa Castelli (con rispetto, s’intende). Poco prolifico, si è detto in questi giorni. Il d.s. giallorosso attacca con una domanda: “Quanti attaccanti sono esplosi a 24, 25, 26 anni? Messina, per lui, potrebbe essere il posto giusto al momento giusto. Attaccante dotato fisicamente. Uno che corre, che si sacrifica, che non si tira mai indietro. Grande abnegazione, ma anche qualità generale. A 23 ha tutto il tempo per dimostrare il suo valore, potrebbe diventare il valore aggiunto della nostra squadra. Se dovesse fare bene in questi 5 mesi, il Messina potrebbe investire su di lui”.

GUSTAVO, L’IDOLO – Domandone finale. Gustavo è definitivamente esploso, ma il suo contratto scade a fine stagione. Come finirà questa storia? “Abbiamo rapporti molto solidi con il suo procuratore. Ci sono ottime condizioni per trovare un’intesa, anche perché, Gustavo, a Messina sta benissimo”.

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