Messina, foresta di ghiaccio

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Pubblicato il 6 gennaio 2017 in Primo Piano

Luci anabbaglianti, catene, raccomandata prudenza. Chi si aspettava una corsa sfrenata sui tornanti del calciomercato è rimasto per il momento deluso: il Messina è cauto, altre partite devono definirsi in maniera chiara e puntale prima dei duelli tra mail, cellulare e fax con direttori sportivi e procuratori. Un dato tuttavia è solare: una forbice compresa tra le dieci e le quindici operazioni dovrebbe animare il mercato in uscita, tra nomi noti della panchina (Fusca, Marseglia, Akrapovic, Rafati, Ricozzi, Saitta, Gaetano), riconfermati in declino (Mileto, Bramati, Ionut), carneadi (Lazar, Cristiano Ciccone) e delusioni estive (Russo, Maccarrone, forse Musacci). Alle cessioni fisiologiche si aggiungano gli imprevisti dettati da diverse e improvvise ambizioni (De Vito, Pozzebon) e il Messina torna ad assumere i contorni del cantiere aperto. In questa direzione sembrerebbe oramai scongiurato un matrimonio Milinkovic-Matera: le insidie restano comunque dietro l’angolo.

RAFFORZAMENTO – Nel breve volgere dei botti di Capodanno è tramontata la pista che avrebbe dovuto condurre in giallorosso l’esterno d’attacco Giammario Piscitella (classe ’93, scuola Roma), ingaggiato nelle scorse ore dal Prato. Il giocatore, ad un passo dalla firma con i giallorossi, avrebbe mostrato alcune perplessità proprio in dirittura d’arrivo. Se il responsabile dell’area tecnica Pasquale Leonardo sembra al momento orientato a valutare l’opzione scambio per tutti i prezzi pregiati, resterebbero ancora in piedi eventuali soluzioni con il Catania (Paolucci, Anastasi, Fornito) per la cessione di Demiro Pozzebon; medesimo discorso valido anche per Foggia e Piacenza, da tempo sulle tracce del Ivan Varone Fondicentravanti di Acilia. Per il centrocampo potrebbe essere spendibile il nome di Ivan Varone (’92, trequartista-mezzala) del Fondi, richiesto anche dal Latina in Serie B. Per Musacci il Taranto (che vorrebbe riabbracciare Marseglia) avrebbe proposto l’esperto mediano alcamese Giuseppe Pirrone (’86, ex di Manfredonia, Trapani, Ascoli e Pavia): in questo caso sono i dubbi a prevalere sulle impressioni positive. Come detto in apertura, sembrerebbe in bilico anche la posizione di Giordano Maccarrone, il Catanzaro attende fiducioso l’evolversi delle trattative. Nome notissimo per l’attacco è quello di Francesco Tavano (’79, seconda punta ex di Empoli, Livorno e Roma): l’operazione ricalcherebbe le dinamiche già emerse per Grifoni e Nardini, la possibile svolta solo nella volontà del tecnico Lucarelli. Evoluzioni societarie permettendo: fino all’inizio della prossima settimana tutto resterà subordinato alle decisioni prese in altri tavoli.

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