Messina-Licata, l’arte delle piccole cose

Pubblicato il 4 Febbraio 2021 in Primo Piano

Un Messina non sufficiente. Basterebbe questo. Perché la prestazione dei giallorossi è sottotono, distratta e svuotata della cattiveria agonistica vista nelle precedenti uscite. La stanchezza? Non convince, più una fisiologica pausa psicofisica. Questo, comunque, è un punto guadagnato.

SPENTI – Azzerare. Lo dicevamo dopo le 6 reti al Troina, da ripetere dopo un pari deludente ma dalle tante motivazioni. Non brilla il Messina di Raffaele Novelli (voto 5,5), vero, ma la prestazione del Licata è di quelle che farebbero faticare chiunque. Campanella cambia sistema e passa alla difesa a 3, quasi a 5, compatta la mediana e lascia al proprio destino Cannavò e Catalano. Un Licata ben messo in campo, però, non basta per giustificare un Messina spento e presuntuoso nelle giocate. Aliperta gioca la sua peggior partita in maglia giallorossa, condendola con una miriade di passaggi nel vuoto, errati per misura e per idea di base. In avanti poco cattivi, escluso Bollino che ci prova per una buona mezz’ora. Capita, perché un campionato non può essere fatto di sole goleade e gare del genere, spesso, si finisce col perderle. Il Licata, tutto sommato, rischia più del Messina di far gol: Civilleri e Catalano, ma anche Treppiedi, tiri che non devono essere parati da Lai ma che danno una percezione più concreta rispetto alle occasioni – o presunte tali – di marca giallorossa. Il Messina ci mette troppo del suo: troppi palloni persi, troppi ricami inutili e nessuna mossa dalla panchina. Mister Novelli intende il calcio in maniera chiara, difficilmente muove le pedine ma contro il Licata uno scossone andava dato. Il lungo riscaldamento di Addessi faceva pensare a una riflessione allungata, forse per un cambio di modulo che, alla fine, non c’è. Pensare, però, a un Bollino sulla trequarti continua a stuzzicare la curiosità su cosa sarebbe potuto accadere. Il cambio di sistema, nel finale, arriva ma gli interpreti non sono più quelli giusti.

PUNTO GUADAGNATO – Quella che va in scena è la classica partita che “sarebbe potuta durare tre giorni” e la rete del Messina non sarebbe, comunque, arrivata. Giornate che vanno messe in conto sin dall’inizio, gare nelle quali puoi fare la conta di una marea di piccoli e gravi errori. Così tanti, però, che devono far venire il dubbio di essere di fronte a un caso limite. Altre volte, infatti, il Messina aveva giocato male – Rende l’ultimo esempio -, ma mai come contro il Licata si è vista una squadra spenta. Novelli la consola a parole – non ci saremmo aspettati nulla di diverso -, il suo lavoro, rimproveri compresi, ripartirà velocemente in vista del weekend. Una fisiologica pausa che ci sta, e quando arriva lo stand-by si scade in tutti i vizi possibili. Aliperta vive di eccessi tecnici, tocchi in più, palloni persi. Idem Cristiani che perde il ritmo partita quasi subito, così come Arcidiacono che ha volontà ma non ne azzecca una, partendo dalla rete che spreca in apertura. Troppi indizi, allora, per comprendere che questa sia la vera “giornata no” del Messina di Novelli. Detto dell’impasse che il tecnico non smuove e delle prestazioni negative dei singoli, le cattive notizie finiscono. Perché l’Acireale cade a Trapani contro un Dattilo sempre più duro, il Football Club Messina acciuffa il Castrovillari ma non perde e non guadagna. In una giornata così, allora, il Messina non deve preoccuparsi di quello che sarebbe potuto essere più della concreta classifica cristallizzata e con una giornata in meno a disposizione di tutti. Ora, in arrivo, Marina di Ragusa e Città di Sant’Agata per un doppio turno impossibile da sbagliare e che potrebbe anticipare un nuovo stop. Campionato vicino alla pausa da dedicare ai recuperi: giallorossi – al momento – non interessati in prima persona, ma i primi a essere curiosi di conoscere la reale classifica dei propri avversari per iniziare un lungo sprint finale dove nessuno (si spera) potrà appigliarsi ad asterischi, “se” e “ma”.

Lai 6: ordinaria amministrazione, quando para davvero il fuorigioco cancella tutto.

Cascione 6: meno preciso del solito in fase difensiva, prova a spingere con la solita continuità ma i compagni non sfruttano il suo lavoro.

Boskovic 6,5: migliore in campo. Sempre preciso negli anticipi, grande senso della posizione e nessun rischio.

Sabatino 6: un po’ distratto, stranamente, tanto che la sufficienza la strappa grazie al mestiere.

Giofrè 5,5: leggero quando difende, impreciso quando prova ad accompagnare la manovra offensiva.

Cristiani 5,5: più disordinato del solito, perde spesso le misure.

Aliperta 5: svagato, impreciso e con qualche eccesso di presunzione nelle giocate. Anche nervoso, sostituito. (dal 30′ s.t. Vacca 5,5: poteva essere la buona occasione per incidere, difetta in cattiveria)

Cretella 5,5: anche per lui ci sono troppi errori di misura, meno brillante dell’ultima uscita. (dal 7′ s.t. Crisci 6: entra con buona personalità, prova a cambiare l’inerzia ma non è giornata)

Bollino 6: il meno peggio in avanti. Crea superiorità, preciso nei cambi di gioco, meno in area di rigore. Sostituito, forse troppo presto. (dal 8′ s.t. Addessi 5,5: quando dovrebbe tirare, passa, e viceversa. Prestazione confusa)

Foggia 5,5: un mezzo tiro sparato sopra la traversa, poi tanto lavoro per unire i reparti ma senza grossi risultati.

Arcidiacono 5,5: ci prova. Punta l’uomo, prova a creare per i compagni ma non c’è lo spazio che servirebbe. (dal 35′ s.t. Manfrellotti sv)

LICATA Moschella 6; Guarino 6, Maltese 6,5, Cappello 6,5; Como 5,5 (dal 45′ s.t. Greco sv), Treppiedi 6,5 (dal 35′ s.t. Baglione sv), Mazzamuto 6, Civilleri 6,5, Indelicato 6; Cannavò 5,5, Catalano 5. All. Campanella 6.

*fonte foto: Acr Messina – ph. Furrer

Commenta

navigationTop
>

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi