Pozzebon non basta, il Messina sfiora l’acuto a Taranto

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Pubblicato il 30 ottobre 2016 in Primo Piano

La fuga per la vittoria di Pozzebon come origine di tutti i rimpianti. Un avversario incupito, la consapevolezza di poter centrare l’impresa: il rigenerato Messina di Lucarelli paga il primo errore e lascia due punti ad un Taranto in partita con la sola forza dei nervi. Altra musica rispetto al recente passato, il pareggio può comunque essere letto come l’ennesimo segnale positivo dopo la rivoluzione tecnica delle scorse settimane.

LO SCATTO – Nella fiera dell’ex (Nigro, Stendardo e Altobello tra gli ionici, Mancini, Marseglia e Gaetano tra i siciliani) poche novità nelle formazioni titolari e grande cautela per una gara cruciale per gli equilibri di classifica. Lucarelli ripropone l’undici della fortunata sfida interna contro la Casertana con la sola esclusione di Madonia in favore del rientrante Pozzebon. Prosperi conferma il 3-4-3 ed offre una chance dal primo minuto a Pirrone, in crescita nelle ultime settimane; Nigro preferito a Stendardo al centro del pacchetto difensivo. Nessuno si aspetta una partita spettacolare: le premesse indicano cautela, gli effetti sul campo ne rappresentano l’esatta traduzione. Viola e Sampietro provano dalla lunga distanza a destare Berardi dal torpore, i tentativi sono tuttavia vani. Lucarelli chiede dunque maggior sacrificio alla mediana, il sogno è quello di replicare la ripartenza che ha spaccato in due la gara con la Casertana. Teorema perfettamente dimostrato alla mezz’ora, quando Pozzebon è il destinatario di un fortuito rimpallo dalla trequarti: fuga in solitaria per 50 metri, Maurantonio sfiora ma non può nulla sulla potente conclusione del 9 giallorosso. Un invito a nozze per il Messina, già asserragliato in trincea: il moto d’orgoglio dei padroni di casa non produce effetti fino all’intervallo.

L’INERZIA – Il Taranto si sbilancia, il Messina prova a chiuderla: prima Ferri, poi Musacci (traversa) sfiorano il raddoppio tra lo sgomento dei padroni di casa, impacciati, lenti, colpevolmente inconcludenti. Le leggi immutabili del calcio, tuttavia, attendono i giallorossi al varco: quando la vittoria sembra a portata di mano, una scorribanda di Bollino dalla destra consegna ad Elio Nigro un comodo pallone nel cuore dell’area; un gioco da ragazzi il colpo di testa che riporta in parità il punteggio. I venti spirano per gli ionici ancora per un quarto d’ora, prima della nuova spinta degli ospiti con il subentrato Madonia e con le incursioni del solito Foresta. L’inerzia è a favore dei giallorossi, ma non basta per avere la meglio su un avversario non irresistibile.

TARANTO   1

MESSINA    1

MARCATORI: Pozzebon (M) al 32′ p.t.; Nigro (T) al 15′ s.t.

TARANTO (3-4-3) Maurantonio; Altobello, Nigro, Pambianchi; De Giorgi, Pirrone (dal 9′ s.t. Lo Sicco), Sampietro (dal 14′ s.t. Paolucci), Garcia; Viola, Magnaghi, Bollino (dal 28′ s.t. Potenza). (Pizzaleo, Stendardo, Balistreri, Balzano, Albanese, Langellotti, Cedric, De Toni) All. Prosperi.

MESSINA (4-3-3) Berardi; Grifoni, Rea, Maccarrone, De Vito; Foresta, Musacci, Mancini (dal 31′ s.t. Capua); Ferri (dal 21′ s.t. Madonia), Pozzebon, Milinkovic. (Russo, Mileto, Marseglia, Bruno, Rafati, Ricozzi, Akrapovic, Gaetano, Saitta) All. Lucarelli.

ARBITRO Mantelli di Brescia

NOTE Spettatori 3000 circa. Ammoniti Ferri, Paolucci. Corner 4-4. Recupero 1′ e 5′.

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