Roccella-Messina, contenti tutti

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Pubblicato il 15 ottobre 2017 in Primo Piano

Giacomo Modica e Francesco Lamazza. Sono questi i nomi da cui riparte il Messina di Pietro Sciotto dopo una delle settimane più incredibili del calcio giallorosso. L’addio di Fabrizio Ferrigno era paventato sin dal suo arrivo, troppo distanti i mondi dell’ex ds e della proprietà per coesistere. Saluto fisiologico che lascia il rammarico di non aver sfruttato al meglio un professionista del settore, contento Pietro Sciotto che l’ingaggio di Ferrigno lo aveva sempre visto come una violenza economica e non. Lascia anche Antonio Venuto: l’ex Due Torri avrà anche sognato tutta la vita la panchina del Messina, peccato che di sogni ne abbiamo tutti tantissimi e che non sempre possiamo realizzarli o farlo come vorremmo. Il suo calcio non si è mai visto, il Messina raffazzonato capace di tirare fuori solo 2 punti da sei gare ufficiali ha avuto una vita fin troppo lunga. Particolare questo doppio addio: che tra Ferrigno e Venuto non corresse buon sangue era cosa nota. Non stupiscano le due teste rotolanti, in questo Messina l’unico a trovare soddisfazione deve essere Pietro Sciotto. Gli eredi avranno vita facile solo se piegheranno le loro volontà a quelle dell’inesperto presidente giallorosso, inutile far finta del contrario dato lo storico a cui l’imprenditore ci ha abituato fin qui. Insieme a Lecco nel lontano 2012: le strade di Modica e Lamazza si riuniscono nel complicato compito di rialzare una squadra abulica, mal gestita e senza un vero seguito. La scuola zemaniana garantisce una ricerca di bel gioco, metterlo in pratica sarà tutta un’altra cosa. Il lavoro di Lamazza è quello che incuriosisce di più: se il dissidio profondo tra Sciotto e Ferrigno era basato sulla mancanza di pieni poteri da parte del ds, è facile pensare che il modo migliore per garantirsi il quieto vivere per Lamazza sarà quello di non pretendere ed eseguire.

PRIMA – Esordio sulla panchina giallorossa per Giacomo Modica. Il suo legame professionale con Zdenek Zeman non ammette tradimenti al 4-3-3. Il sistema di gioco, visto anche con Antonio Venuto, sembra anche l’unico possibile per la rosa a disposizione del tecnico di Mazara del Vallo. Ancora squalificato Ragosta, finisce ai box il portiere Prisco che lascerà il posto al classe 2000 Meo, assenti anche Cassaro, Lia e Carini. In difesa i dubbi maggiori del nuovo tecnico: Colombini ha deluso sin dall’esordio di Mugnano, le caratteristiche del difensore toscano potrebbero non sposarsi con l’idea di calcio di mister Modica. Una sua bocciatura alla prima con il nuovo corso potrebbe risultare definitiva. In mediana il rientro di Maiorano sarà graduale, la conferma del trio visto contro l’Acireale sembra scontato anche se Bossa dovrà crescere in maniera veloce se vorrà mantenere il posto oltre l’obbligo degli under in campo. In avanti, con Rosafio e Dezai, toccherà a Bonadio completare il tridente, probabile panchina quindi per capitan Cocuzza. Questa la parte tecnica e tattica della sfida in Calabria, forse quella meno interessante visto il momento delicato del Messina. Gli undici in campo contano pochissimo quando è l’intero ambiente a non funzionare: una vittoria a Roccella non cancellerebbe mesi di pressappochismo e gestione confusa. Vincere, però, è la cosa più importante del calcio e trovare la prima gioia stagionale potrebbe rappresentare il primo passo verso una modifica dell’umore giallorosso. Nessuna partita si vince da sola, nessuna vittoria chiama un’altra vittoria senza la serenità dell’intero ambiente e senza il buon esempio di chi sta a capo della società.

ROCCELLA (3-5-2) Scuffia; Cordova, Posillipo, Chiochia; Tedesco, Filippone, Reka, Voltasio, Malerba; Yeboah, Faella. All. Giampà

MESSINA (4-3-3) Meo; Polito, Bruno, Tricamo, Cozzolino; Bossa, Migliorini, Lavrendi; Rosafio, Dezai, Bonadio. All. Modica

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