Troina-Fc Messina, tre lune nelle sue scarpe

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Pubblicato il 16 Novembre 2019 in Primo Piano

Gli indiani Sioux, popolazione delle pianure centrali degli Stati Uniti, amavano ripetere il proverbio: “Prima di giudicare una persona cammina tre lune nelle sue scarpe”, questo per far comprendere che prima di esprimere un giudizio occorresse un moto di empatia oltre a vivere esperienze simili.

LE SCORIE DELL’ADDIO – Le colpe scaricate su un singolo, come il calcio ha insegnato a fare e come non stupisce ormai più. Costantino lascia la panchina del Football Club Messina al suo vice, un percorso che cambia solo la guida ma non l’anima. Un cambio interno che chiarisce, però, come la distanza fosse personale. I risultati sono sentenze definitive in un mondo fatto di punti da sommare. Quelli del Fc Messina di Costantino si muovevano sull’altalena: vittorie poco, pareggi troppi e sconfitte nel momento sbagliato. Quanto basta per un addio, quanto basta per un’inversione di rotta che, in realtà, non sembra così netta. La scelta di Ernesto Gabriele, infatti, promuove il lavoro dello staff passando oltre i risultati, quasi che il vero nodo stesse nella visione del presidente Arena nei confronti del proprio tecnico. Lecito, anzi scontato, perché chi sta al comando di decisioni fondate sulla percezione superficiale ne ha prese a miliardi e l’esonero di Costantino resta nelle dinamiche accettabili. Resta comunque vivo il sentore che tanta della delusione sia figlia dell’illusione: obiettivi puntati troppo in alto, la caduta è stata assorbita rovinosamente anche per questo. Adesso la reazione tocca alla squadra: Giuffrida e compagni lavorano sui concetti già conosciuti, ma vivono nella strana condizione di aver inciso sul destino di un tecnico col quale avevano legato a doppio filo. Digerire e ripartire diventano verbi necessari nel vocabolario di una squadra rimasta sotto le aspettative.

IL VOLTO – Inutile stravolgere una squadra nata per un calcio offensivo e che lascia spazio a passaggi a vuoto. Il mercato potrà – se ritenuto necessario – dare opzioni diverse allo staff tecnico, al momento sarebbe difficile chiedere qualcosa di opposto a una rosa costruita per un preciso stile. Quello che Gabriele dovrà ricercare è una consistenza mentale tutta nuova, magari aiutato dalla presa di coscienza della squadra di aver decretato l’esonero di Costantino con i blackout diventati abituali. Il rientro definitivo in gruppo di Alessandro Marchetti regala nuova quantità e concretezza alla mediana, il centrocampista toscano offre atletismo e dinamismo diversi rispetto a compagni, a volte, troppo leziosi e alla continua ricerca di giocate. La ricerca di un calcio palleggiato, offensivo e basato sulla tecnica individuale non verrà modificata; dovrà cambiare la voglia di ottenere risultati concreti e non prestazioni isolate buone per qualche applauso ma inutili per un cammino lungo e accidentato come un campionato.

IL TROINA – Al Proto si rischia sempre. Lo sanno gli avversari della squadra di Boncore che in casa degli ennesi sono usciti con le ossa rotte. Sorpresa ma non troppo questo Troina, una stagione partita in sordina ma con una forza chiarita sin dall’esordio. La prima stagionale con il Messina fu un successo che stupì: il valore del Troina non era del tutto compreso, dal match che inaugura la stagione a oggi, però, i rossoblù hanno mostrato un calcio che mescola tecnica individuale a capacità atletiche sopra la media. Una squadra che non rinuncia mai a giocare, intensa e cattiva che nel fortino interno ha costruito un cammino da podio. A Licata è arrivato un brusco stop: una sconfitta accettabile nel punteggio (1-0) ma più netta per prestazioni e, soprattutto, rivelatrice di una certa difficoltà a diventare duttili nei momenti che lo richiedono. La squalifica di Daqoune complica i piani di Boncore che, comunque, gode di una rosa senza particolari problemi.

LE SCELTE – La squalifica di Carrozza (tre turni dopo l’evitabile espulsione contro il Castrovillari) incide poco sulle decisioni di Gabriele che sorride per il rientro di Carbonaro dopo lo stop imposto dal Giudice Sportivo. Torna Alessandro Marchetti che si candida per una maglia da titolare al posto di Bevis. In difesa Casella torna a destra per completare il quartetto degli under, ballottaggio in porta con Oliva che insidia Aiello. Per il Football Club Messina arriva un match difficile, una di quelle prove che chiariscono quanto alto sia il livello di competitività di una squadra. L’esonero di Costantino resta una macchia che il gruppo deve fare sua; le scorie, però, dovranno essere trasformate in stimolo per dimostrare quando davvero valga una rosa troppo lontana dal possibile obiettivo playoff.

TROINA (3-5-2) Compagno; Toure, Raia, Akrapovic; Fricano, Palermo, Saba, Masawoud, Indelicato; Camacho, Fernandez. All. Boncore

FC MESSINA (4-3-1-2) Oliva; Casella, Marchetti D., Fissore, Brunetti; Marchetti A., Giuffrida, Correnti; Coria; Dambros, Carbonaro. All. Gabriele

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