A Monopoli un Messina imperfetto: la difesa balla, l’attacco cresce

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Pubblicato il 21 settembre 2015 in Tattica

Tatticamente il Messina visto a Monopoli è ancora lontano da quello che ha in mente Arturo Di Napoli. Qualcosa, però, si comincia a vedere soprattutto nella fase di possesso palla. Come notato, sin dalle amichevoli estive, diventa fondamentale il movimento incontro della punta centrale che apre spazi e diventa appoggio sicuro per lo sviluppo della manovra. Gli esterni tagliano e liberano spazi per terzini e mezze ali. In occasione della traversa di Giorgione ha funzionato, e vedremo come. Negativa, invece, la gestione delle ripartenze avversarie che hanno portato ai due cartellini gialli di Burzigotti. Colpevole ma neanche tanto. In ultima analisi il gol subito, l’attenzione sulle palle ferme è vitale; sul gol di Croce sbagliano tutti.

DOPPIO ERRORE, UN ROSSO –  La partita di Lorenzo Burzigotti inizia al 33’ del primo tempo quando, a causa dell’infortunio di Palumbo, mister Di Napoli lo getta nella mischia. Sarà il ritardo di condizione, sarà una fisicità difficile da portarsi dietro, fatto sta che la prestazione di Burzigotti è macchiata da un cartellino rosso, frutto di errori personali ma anche di disposizione tattica sulle ripartenze. Nel primo caso una verticalizzazione veloce del Monopoli trova impreparata la linea del Messina. Burzigotti è ultimo uomo, Croce scappa sul lato sinistro con Pinto in appoggio. Frabotta primo inseguitore con Martinelli e De Vito attardati. Burizigotti esce laterale, in ritardo e irruente, decide di entrare per paura che Croce lo lasci sul posto. La condizione precaria lo limita, non accompagna ma sceglie il fallo, plateale tra l’altro, giallo sacrosanto. Qui l’errore è di concetto: nessuno dei due esterni è rimasto in copertura, Martinelli è salito senza difesa dei mediani. Burzigotti rimane solo e deve decidere in una frazione di secondo. Sbaglia, giallo.

Nella seconda occasione è sempre una ripartenza del Monopoli a condannare Burzigotti: Messina ancora sbilanciato, Frabotta è alto sulla linea dei centrocampisti, Giorgione rincorre ma è Bramati ad essere assente. Barraco copre centralmente il buco e Burzigotti esce alto per chiudere l’avanzata di Croce. Il centrale scivola e rende il suo intervento plateale, il fallo c’è e il giallo ci sta tutto. Cartellino rosso sacrosanto, ma Burzigotti sbaglia i tempi ma non l’uscita. Martinelli e De Vito rimangono sul centro-sinistra preoccupati da Guglielmi; in ritardo ci sono Giorgione e Barraco ma gli assenti sono Fornito e soprattutto Bramati. Ancora una volta Burzigotti viene lasciato scoperto dal resto della squadra, mancanza che si aggiunge al ritardo di condizione che genera gli errori.

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BARRACO ONDEGGIA – Prendiamo in prestito un termine caro al basket, ovvero flottare, per descrivere la partita di Barraco. Con questo verbo dal suono orrendo, ma che rende l’idea, si intende quel movimento senza palla utile a ricevere liberamente per poi trovare uno scarico semplice. Barraco flotta, o ondeggia se preferite; taglia da sinistra verso il centro in maniera continua e richiesta. Si perché il fantasista crea per definizione, ma se indirizzato può diventare devastante. Di Napoli gli esterni li vuole a piede invertito, ovviamente per accentrarsi e tirare ma anche per accentrarsi e costruire. Prendiamo in considerazione l’azione che porta alla traversa di Giorgione, quello è il classico esempio di giocatore flottante e di attacco dello spazio dell’intermedio. Burzigotti imposta lungo, Tavares viene fuori e di fisico anticipa Esposito, la sponda trova Barraco in ricezione centrale. Controllo e imbucata, Padulano ha liberato la corsia con movimento a tagliare portandosi dietro Bei, Giorgione (partito da una posizione più arretrata rispetto alla spizzata di Tavares) è pronto a ricevere in area e concludere, inseguito vanamente da Tarantino. La traversa spegne la gioia, ma tatticamente la trama ordita da Di Napoli ha funzionato.

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PALLA FERMA, ATTENZIONE MASSIMA – Ultimo focus sul gol subito dal Messina. Azione da palla inattiva, in questo caso manovrata dato che il cross non è diretto. Nella circostanza il Messina sbaglia tutto lo sbagliabile: traversone da destra sul secondo palo, Esposito si stacca e lavora di sponda perso totalmente da Frabotta e Russo che si concentrano, esclusivamente, su Guglielmi. Sul palo lungo De Vito tiene la marcatura su Castaldo, mentre Croce è perso da Martinelli, non arriva il cambio da parte di De Vito, Berardi è inchiodato ed ecco che la frittata è servita. Marcature perse e poca duttilità nel cambiare uomo, probabilmente poca percezione del pericolo, o di quale fosse il pericolo maggiore. Nessun colpevole specifico, ma tutti colpevoli.

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