Messina-Martina Franca, albero di Natale fuori stagione

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Pubblicato il 11 gennaio 2016 in Tattica

Torna il campionato e torna il Messina di inizio stagione. Squadra intensa, corta e aggressiva dal primo all’ultimo minuto. Il grande lavoro tanto desiderato da mister Arturo Di Napoli durante la sosta ha dato i suoi frutti. La benzina nelle gambe si è vista, il recupero fisico aiuta anche la testa e viceversa. Messina perfetto dal calcio di inizio al triplice fischio, mai domi e mai sazi. Gustavo e Tavares possono essere i “nuovi acquisti” di gennaio, valutarli asetticamente toccherà a staff medico e tecnico, inutile farsi travolgere dalla gioia per le prestazioni viste col Martina Franca. Tante le novità tattiche viste contro i pugliesi, su tutte quelle che riguardano i movimenti offensivi. Meno lanci lunghi sul centravanti, un attacco diverso delle seconde palle e un fraseggio corto tra i due esterni offensivi, trasformatisi quasi in due mezze punte centrali. Azzardiamo un albero di Natale come modulo, forse più figlio della lettura della partita in corsa ma sicuramente carico di doni.

FRASEGGIO TECNICO – Ci concentreremo su tre movimenti offensivi del Messina. Partiamo dall’azione che porta al raddoppio di Gustavo con un sinistro bomba dalla distanza. Gustavo taglia da destra verso il centro dove “incontra” il suo opposto Padulano (evidenza rossa), scambio tra i due che porterà alla conclusione vincente. In arancio segnaliamo Leonetti che tiene a bada tre difensori avversari impedendo l’uscita centrale per accorciare sui due trequartisti giallorossi. Ecco una novità, meno ampiezza richiesta ai due esterni, più liberi di venire dentro il campo e fraseggiare corto. Così si stringe la squadra avversaria lasciando spazio alle sovrapposizioni degli esterni bassi. Si capisce la scelta di Barilaro a destra, presente nell’azione (evidenza azzurra). Giocatore dotato di buona gamba e capacità offensive, in questa occasione vediamo come il tanto spazio lasciato dallo stringersi delle maglie pugliesi possa essere attaccato comodamente. Gustavo si metterà in proprio con grandi risultati.

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INCONTRI RAVVICINATI – Altro esempio della novità tattica riguardante i tre giocatori offensivi. Passiamo all’azione del gol di Diogo Tavares: in rosso abbiamo raccolto i le tre punte del Messina, c’è addirittura Padulano in posizione più avanzata. Facile capire come il giocatore non faccia assolutamente l’esterno ma giochi in posizione centrale. Bramati in possesso palla legge la dettatura del passaggio di Padulano (evidenza azzurra) e lancia in profondità. Tavares seguirà l’azione e irromperà con un destro bomba e farà il tris definitivo. La cosa più interessante è ancora la distanza ridotta rispetto alle uscite precedenti dei tre uomini davanti. Vicini e pronti a scambiarsi posizione e pallone, maggiore densità centrale e maggiore appoggio al centravanti non più lasciato solo.

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DIVERSITÀ – Particolarità del Messina è anche la capacità di non giocare sempre lo stesso calcio all’interno della gara. Abbiamo analizzato il nuovo modo di interpretare la partita da parte dei due esterni, trasformati in mezze punte in appoggio. Adesso vediamo un’azione più classica dell’interpretazione del tridente di mister Di Napoli. Partiamo da chi imposta, testa alta e palla in verticale sul centravanti che si abbassa. Questo è un movimento che Di Napoli chiede dall’estate, tanto da voler una prima punta strutturata in grado da oscillare tra attacco e centrocampo. Leonetti viene bassissimo, lontano dalla porta ma utile a ricevere e smistare per il movimento in taglio degli esterni sia alti che bassi. Palla giocata su di lui, Gustavo pronto ad attaccare il centro liberando la fascia alla sovrapposizione di Barilaro. La scelta di Di Napoli, sopratutto con Leonetti in campo, è quella di sfruttare la prima punta a servizio dei compagni più che mandarlo alla conclusione. In questo frame capiamo bene la diversità offensiva del Messina. Prima sono gli esterni a cercare il possesso e accentrarsi; adesso lo spazio centrale lo occupa la punta con la profondità libera di essere attaccata. Tante novità, qualche rivisitazione ma soprattutto la lucidità e la forza nelle gambe per metterle in atto. Riparte il Messina, adesso serve la continuità vista in autunno.

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