Alessandro Parisi, il mancino che visse tre volte

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Pubblicato il 19 settembre 2015 in Storie

Venti maggio 2012, stadio Olimpico di Torino: il popolo granata è in festa dopo la vittoria per 2-0 sul Modena che vale la sesta promozione nella massima serie. A guidare il Torino, allora come oggi, Giampiero Ventura, profeta di un calcio veloce ed offensivo volto ad esaltare il gioco sulle corsie esterne. In campo per l’intera durata dell’incontro, Alessandro Parisi disputa l’ultima gara ufficiale prima della lunga squalifica per calcioscommesse legata alla sua precedente esperienza con la maglia del Bari.

PROFILO – Classe 1977, Parisi si rivela calciatore dall’enorme potenziale a 23 anni, protagonista dei successi della Triestina di Ezio Rossi: doppia scalata dalla C2 alla serie B e tanti attestati di stima raccolti durante la prima stagione in cadetteria con gli alabardati. Parisi arriva a Messina nel 2003 come fiore all’occhiello dell’ambiziosa campagna acquisti del ds Angelo Fabiani. Inizio in salita con Vincenzo Patania, poi il cambio in panchina con l’arrivo di Bortolo Mutti e l’ingaggio dello svincolato Arturo Di Napoli. I giallorossi scalano la classifica grazie alle prodezze del mancino palermitano, letale sui calci piazzati, perfetto nei cambi di gioco, devastante sulla fascia: arrivano la promozione nella massima serie e le prime offerte di rilievo per uno dei migliori giocatori di una serie B mai così competitiva.

SERIE A – Nessun contraccolpo con la nuova realtà: Parisi firma nello storico match Messina-Roma 4-3 il primo gol del Messina nella serie A 2004-05, serve Zampagna con un cross millimetrico in occasione della rete che consegna al Messina un’epica vittoria a San Siro contro il Milan e si segnala per un sinistro prodigioso nel successo interno contro il Siena. Mentre i giallorossi volano verso il settimo posto finale, il terzino palermitano riesce ad attirare l’attenzione della Juventus di Luciano Moggi; Marcello Lippi, nel frattempo, lo fa esordire in Nazionale al San Filippo contro la Finlandia e lo seleziona per una lista pre-mondiale. Al termine del campionato Parisi viene scelto per la tournée asiatica dei bianconeri: per il numero 19 del Messina la corsa verso l’Olimpo del calcio sembra essere finalmente giunta a compimento.

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ALTI E BASSI – Nelle amichevoli disputate con la maglia della Signora Parisi si rivela abulico e discontinuo: un fastidioso infortunio subito nel riscaldamento della gara tra il Messina e l’Udinese a poche giornate dalla conclusione del campionato ha lasciato degli strascichi pesanti proprio nel momento in cui si dimostra necessario incidere con la propria presenza; si accorda dunque con il Genoa neo promosso in Serie A: la valigetta del presidente Preziosi per accomodare la decisiva gara con il Venezia regala l’annullamento del contratto per Parisi e la retrocessione in C1 ai liguri. Per il mancino palermitano sfuma dunque l’atteso cambio di casacca: altre due stagioni con altrettante retrocessioni in giallorosso ed un anno in cadetteria con Di Costanzo prima della mancata iscrizione in serie B del club guidato da Pietro Franza. La rinascita avviene a Bari, prima con Antonio Conte, poi con Giampiero Ventura: un anno trionfale in serie B prima di regalarsi due stagioni da protagonista nella massima serie. Parisi diventa uno dei pupilli del tecnico ex Cagliari, che lo conduce all’ombra della Mole dopo il cambio di panchina. Il primo Torino di Ventura conquista dunque la promozione nel campionato cadetto 2011-12, l’ultimo disputato dal palermitano prima della squalifica.

IL RITORNO A MESSINA – Lo sconforto, la voglia di ricominciare dopo aver perso tutte le battaglie giudiziarie per riabilitare la propria posizione. Parisi torna ad allenarsi a Messina all’inizio della stagione 2014-15 partecipando con serietà e dedizione ad ogni seduta pur sapendo di dover ancora scontare un anno di squalifica. Nello spogliatoio dà consigli ai più giovani, aiuta prima Grassadonia e poi Di Costanzo a venire a capo di una situazione ogni giorno più preoccupante. Il prossimo 11 ottobre Parisi sarà finalmente un giocatore a disposizione del tecnico Arturo Di Napoli, ex compagno in un Messina che ha scritto la storia del calcio cittadino. Ad un gruppo che ha la necessità di amalgamarsi in fretta per superare le insidie della Lega Pro il difensore palermitano è pronto ad offrire esperienza e saggezza tattica: nessuna nostalgia, semplicemente una nuova occasione.

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