Messina-Roccella, la cattiva strada

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Pubblicato il 13 Dicembre 2018 in Primo Piano

Le due gare senza subire reti sono un placebo che non può curare questo Messina. Il pari contro il Roccella racconta, ancora, di una squadra che palesa tutti i suoi limiti nella fase di costruzione di gioco, con il calciomercato rivoluzionario come unica scusante buona per Oberdan Biagioni (voto 5,5). La vittoria di Nocera non aveva illuso, la boccata d’aria fresca è stata utile per dare una convinzione migliore a un gruppo in fase di formazione. Sono cambiati i protagonisti, non è ancora cambiato lo spartito. Non è possibile fare l’errore di pensare che a stonare fossero solo i musicisti, la scrittura della musica è fondamentale per mettere in scena una sonata che affascini. Il Messina di Biagioni cambierà ancora: i primi volti nuovi hanno mostrato qualcosa di diverso sul piano della personalità, con Lourencon e Zappalà a prendersi la copertina. Il gioco continua a latitare, anche se è adesso corretto lasciare a Biagioni la possibilità di modificare le sue idee in base agli arrivi previsti. La crescita di questo Messina passa attraverso la personalità, ma non si potrà prescindere da una filosofia di calcio da sposare in pieno. Un calcio ripetitivo quello visto: Genevier sventaglia, i due esterni devono creare ma nel cuore dell’area non c’è mai nessuno. Catalano ha mostrato tecnica, un copia e incolla di quanto fatto vedere da Petrilli, almeno dal punto di vista prettamente tattico. La differenza la dovrà fare la continuità. Per incidere, però, ci sarà bisogno di mostrare alternative di gioco reali: il Roccella ha sofferto le poche idee di Biagioni per una buona mezz’ora, poi sono sempre state lette le giocate tanto da lasciare spazio a Genevier occupandosi di più di chi avrebbe ricevuto i lanci del francese. Il nervosismo non ha aiutato Arcidiacono, ancora una volta ammonito in maniera evitabile. Il Messina soffre ancora in mezzo al campo: il centrocampo è discreto nella costruzione, il peccato è quello di non accompagnare mai e non diventare un’arma da sfruttare. Traditi è avulso, Janse risente delle partite ravvicinate e Biondi è stato traslocato sulla corsia in un momento di emergenza. In un 4-3-3 gli intermedi devono incidere in zona gol, impossibile che possa accadere il contrario. L’altra faccia della medaglia non è migliore: persa palla il Messina soffre sempre di poco filtro, il solo Genevier è capace di difendere già dal posizionamento, il resto è sempre in affanno. Troppi gli uno contro uno che vengono concessi, bravissimi Zappalà e Ba nel reggere con Barbera che cresce silenziosamente. Non un problema di soli singoli insomma, perché una volta bollati i buoni e i cattivi è tempo di comprendere come incidere con il gioco: Biagioni deve prendersi la responsabilità di trovare la via giusta, abbandonare questa cattiva e malmostosa strada che ha condotto il Messina verso un campionato di anonimato e imbarazzo.

Lourencon 7: personalità da vendere per il portiere brasiliano. Tanta voglia di partecipare al gioco anche con i piedi, ma la differenza la fa con le mani quando chiude alla disperata in un paio di circostanze.

Biondi 6: partita ordinata in un ruolo non suo. Attento in fase difensiva, potrebbe sganciarsi di più in avanti.

Zappalà 6,5: una cattiveria agonistica che può fare la differenza. Gioca una partita fisica e senza troppi fronzoli, si candida a leader.

Ba 6: un giovane troppo presto messo da parte. Buona fisicità e tanto coraggio, un costante impegno pieno di lotta agonistica.

Barbera 6: primo tempo attento e con un paio di anticipi decisivi. Nella ripresa soffre il dinamismo avversario ma riesce a cavarsela fino alla fine.

Janse 5,5: le sfide ravvicinate incidono su un calciatore ancora lontano dalla condizione migliore, il campo pessimo non lo aiuta.

Genevier 7: trascinatore in entrambe le fasi. Perfetto nello schermare davanti alla difesa, instancabile nel far nascere le azioni offensive.

Traditi 5,5: partita di quantità e fisico. Manca sempre in fase di costruzione e inserimento, un pecca che pesa in un momento di sterilità come quello attuale. (dal 15′ s.t. Cocimano 5,5: prima da interno poi da esterno offensivo, la buona volontà c’è ma non basta)

Arcidiacono 5: si innervosisce troppo presto. Fatica a saltare l’uomo, quando gli capita il match-ball lo fallisce clamorosamente.

Tedesco 5,5: tanto impegno, ma la sostanza è ancora troppo poca. (dal 36′ s.t. Bossa 6: ci mette impegno e visione di gioco per costruire qualcosa di pericoloso)

Catalano 6,5: tanta tecnica e velocità. Buona capacità nel saltare l’uomo, dai suoi piedi arrivano i pericoli maggiori per la retroguardia avversaria.

ROCCELLA Scuffia 6,5; Zukic 5,5, Cordova 5,5, Amelio 6, Strumbo 7; Ngom 5,5 (dal 11′ s.t. Osei 5,5), Diop 5,5, Asselti 6,5 (dal 39′ s.t. Tassone sv); Faella 6,5 (dal 39′ s.t. Filippone 6), Pizzutelli 6 (dal 43′ s.t. Vuletic sv), Kargbo 5,5. All. Passiatore 6,5

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