Gela-Messina, le acciughe fanno il pallone

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Pubblicato il 2 Marzo 2019 in Primo Piano

Le gioie della Coppa Italia che seguono la buona striscia in campionato, il Messina che si prepara alla trasferta di Gela (sul neutro di San Cataldo) vive un momento di armonia sportiva mai vista in stagione. Un attimo da cogliere, non mollare e far diventare una tremenda abitudine.

DISEQUILIBRIO – Solo il doversi arrendere all’evidenza ha regalato a mister Biagioni il suo nuovo Messina: impossibile trovare un equilibrio tattico che porti risultati. Il 3-5-2 castra il reparto offensivo, il 4-3-3 rischia di non far esprimere tutto il potenziale offensivo lasciando, comunque, scoperta la zona difensiva. Trazione anteriore massima allora, bandite le vie di mezzo grazie anche alla crescita di Cocimano nel doppio ruolo di supporto all’attacco e aiuto al centrocampo. Il Messina che chiuderà la stagione, probabilmente, lo farà con la leggerezza di una forza offensiva utile come prima arma di difesa. Troppa confusione e lentezza hanno distrutto la stagione, con l’amara constatazione che il gruppo formato tra dicembre e gennaio avrebbe potuto scrivere una classifica molto diversa.

IL CAMPIONATO – Scadente questo Girone I di una Serie D sempre più povera, anche di talento. Il vero peccato sarà una graduatoria finale ben diversa rispetto all’andamento irrefrenabile che ebbero le prime cinque dello scorso anno. Torneo che il solo Bari sembra affrontare con un vero obiettivo, il resto vivacchia nell’attesa che maggio li accolga per il meritato riposo. Il Messina ha camminato a rallentatore per due terzi di stagione, diventa difficile pensare che una squadra capace di ottenere 28 punti in 25 partite possa strapparne 27 in 9; questo aumenterà i rimpianti nell’analisi a freddo nonostante la consapevolezza che i veri demeriti non arrivino dal campo. Nel giorno della conferma, anche da parte del sindaco De Luca, dei passi avanti nell’interesse dell’imprenditore catanese Leonardi si riaccende la speranza di un futuro diverso rispetto alla reggenza attuale. Dopo la gita calabrese organizzata alle prime luci dell’alba, anche San Cataldo vedrà la squadra impegnata in una toccata e fuga utile al rispetto del fair play finanziario proclamato dal giovane Sciotto. Parole gratis, almeno quelle, che strappano sorrisi ma che dovrebbero far riflettere: il FFP imposto dalla UEFA non è uno scherzo, richiede il rispetto di paletti finanziari sotto il controllo della stessa. Quello del Messina, invece, è solo l’osservanza dei limiti minimi e massimi del budget messo a disposizione dalla stessa società; scelta lecita e insindacabile (per via del vecchio adagio che ognuno i propri soldi li gestisce come meglio crede) ma non si usino parole utili solo a riempirsi la bocca.

CAMPO – Smaltita l’influenza, Marzullo si candida per una maglia da titolare anche se l’ottima prova di Lourencon a Giulianova apre lo scenario a nuovi incastri under. La regola dei giovani obbligatori (altro simbolo della decadenza del calcio italiano) mischia, nuovamente le carte per un Biagioni che dovrà scegliere se affidarsi a Meo tra i pali, confermando quanto visto contro il Locri, oppure ripuntare su Lourencon mandando in ballottaggio Amadio e Tedesco per la maglia da quarto under. Col primo si tornerebbe al centrocampo a tre con Cocimano falso nove. Si va a San Cataldo dove il Gela ha trovato una nuova casa: la squadra di Brucculeri è in piena zona playoff ma convive con una miriade di difficoltà. Dal punto di vista puramente tecnico le assenze riducono all’osso la rosa, recupero dell’ultima ora quello dell’ex Ragosta. Nove vittorie nelle ultime nove? Utopia, ma anche quella va costruita passo dopo passo; come una salvezza diretta che sarebbe umiliante definire “obiettivo”.

GELA (4-4-2) Vella; Brugaletta, Sicignano, Mileto, Polito; Mengoli, Mannoni, Schisciano, Ragosta; Dieme, Retucci. All. Brucculeri

MESSINA (4-3-3) Lourencon; Biondi, Zappalà, Ferrante, Barbera; Traditi, Bossa, Amadio; Catalano, Cocimano, Arcidiacono. All. Biagioni

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