Ischia-Messina, brividi estemporanei

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Pubblicato il 26 gennaio 2016 in Tattica

Non una partita che rimarrà negli annali del calcio quella del Mazzella tra l’Ischia di Nello Di Costanzo ed il Messina di Arturo Di Napoli. Come ampiamente previsto nel nostro pezzo prepartita i campani si affidano ad una squadra arroccata pronta a colpire in contropiede sfruttando la velocità di Kanoute. Messina che non tradisce le idee di tutta una stagione, tridente mobile e centravanti al servizio della squadra. Il Benevento aveva minato ambiente e certezze, ad Ischia non il Messina più bello di sempre ma una squadra tornata sui binari della normalità. Rino Iuliano è protagonista di un paio di interventi decisivi, non visti solo da Di Costanzo che parlerà di nessun rischio corso. Il Messina avrebbe potuto vincere, per paradosso però le occasioni migliori capitano all’Ischia fermato da un reattivo Addario e uno sciagurato Porcino, capace di fallire una facile occasione a pochi metri dalla porta. Focus tattico su alcuni gravissimi errori difensivi del Messina e sui movimenti del tridente della squadra di Arturo Di Napoli.

SBAGLIA TU CHE SBAGLIO ANCH’IO – Primo focus per una clamorosa occasione capitata sui piedi di Porcino. L’Ischia sfonda sulla sinistra difensiva del Messina, in rosso vediamo Martinelli in ritardo sull’inserimento. Burzigotti rimane in mezzo e decide di coprire il pallone e non l’uomo. In basso altra evidenza rossa, c’è Barilaro che viene attirato dall’uomo in mezzo perdendo completamente il taglio alle sue spalle di Porcino. Qui il Messina si muove in maniera errata in tutte le sue componenti. Filtrante in area senza opposizione, centrali non allineati e Barilaro costretto alla roulette. Coprire in mezzo o tenere l’uomo? Lucido il giocatore dell’Ischia nel cercare il palo lungo poi Porcino spreca in maniera incredibile.

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TROPPA PAURA – L’azione più pericolosa della gara dopo quella vista in precedenza. Moracci mette una bella palla con un sinistro teso (freccia gialla). In azzurro evidenziamo l’errore più grave. Tavares è il primo uomo a difendere, il portoghese è impaurito dalla strana traiettoria del pallone e non lo attacca per paura di sbagliare. Quando la palla batte diventa incontrollabile per Martinelli. In rosso Burzigotti perde la marcatura su Sirigu che attacca bene il secondo palo. La sua deviazione sarà scadente, Addario respinge con buona prontezza. Manca la cattiveria sulla palla inattiva. Tavares deve attaccare il pallone e non aspettarlo, questa mancanza mette in difficoltà tutto il resto della squadra nello sviluppo dell’azione.

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TRIO VICINO – Passiamo all’interpretazione offensiva del Messina. Siamo nel primo tempo, l’azione si concluderà con un sinistro dalla distanza di Gustavo con grande risposta di Rino Iuliano. In azzurro abbiamo segnato il tridente del Messina. Vediamo come lo sviluppo dell’azione porti i tre a giocare quasi sulla stessa linea in verticale. Tavares viene incontro per attirare i centrali, Gustavo attacca la spizzata e Leonetti detta il passaggio in profondità. Un modo particolare di interpretare il tridente sfruttando la seconda palla in verticale e non con l’inserimento delle mezze ali. Gustavo decide di tirare perché la posizione è ghiotta per un giocatore come lui, ma il passaggio per Leonetti poteva starci visto lo sviluppo. L’attaccante pugliese attacca coi tempi giusti e rimane a giocare l’uno contro uno con l’ultimo difensore campano. Non una novità tattica dato che questo tipo di movimento si era già visto contro il Martina. Chiaro che il rientro di Gustavo abbia dato nuova linfa alle idee di Arturo Di Napoli.

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