Lucarelli: “Non parliamo di playoff”

Pubblicato il 4 aprile 2017 in Primo Piano

“Conoscono tutto di noi, sono al corrente di ogni situazione: l’avversario peggiore possibile”. Non sono concesse distrazioni per Cristiano Lucarelli in vista della sfida di mercoledì sera contro l’Akragas al Franco Scoglio. L’arrivo dell’ex tecnico Lello Di Napoli preoccupa l’ambiente giallorosso: “Ci saranno tanti ex che complicheranno ancora di più una partita già difficilissima. Sono una delle squadre più in forma del momento, un gruppo formato da tanti giovani che ha già superato mille difficoltà”. Il piano mentale al centro della preparazione di una sfida che non ammette risultati diversi dalla vittoria, l’arrivo della penalizzazione non permette di guardare la classifica con serenità: “Non faremo calcoli, non ci interessa cosa succederà sugli altri campi. Potremmo proseguire sulla strada del 3-5-2, quando affronto esterni rapidi preferisco una copertura del campo maggiore. Playoff? Non parliamone nemmeno, per abitudine mi sono sempre guardato dietro e so bene che le tranvate sui denti possono arrivare in qualsiasi momento. Sono convinto che la forbice tra zona playoff e playout si accorcerà sensibilmente, tante squadre che hanno avuto un exploit all’inizio adesso si sono livellate e viceversa. In un mondo normale il Messina avrebbe dieci punti in più”.

DUALISMO – Contro gli agrigentini mancherà per squalifica uno tra gli elementi più in forma dell’intera rosa, il centrocampista Manuel Mancini: “Il dualismo con Musacci è stato inventato dai giornalisti, parliamo di due calciatori con caratteristiche completamente differenti”. Un cenno anche sulla rivelazione Gladestony da Silva: “Nel preparare le partite capita spesso di notare alcuni calciatori in particolare. Osservando la sfida tra Catania e Lecce, abbiamo subito intravisto in da Silva doti interessanti. Tutti i calciatori hanno bisogno dell’ambiente giusto per rendere al meglio, probabilmente a Messina il brasiliano ha trovato gli stimoli necessari per esaltarsi. Sorpreso? Non dalle prestazioni, ma dalla rapidità di adattamento”.

MILINKOVIC – Una delle fotografie della vittoria al Degli Ulivi è la corsa a perdifiato del match-winner Milinkovic verso il tecnico livornese: “Più che emozionarmi, mi sono spaventato, poiché ero voltato di spalle (sorride, ndr). È un giocatore diverso dagli altri, da bastone e carota: sono contento che lui abbia capito quanto ci tenevo ad inserirlo in un contesto di squadra. Proviene da una scuola tecnica differente rispetto a quella italiana, certi gesti in campo sono fisiologici. Devo ringraziare anche l’intero gruppo per aver compreso il compagno senza confondere le sue giocate con atteggiamenti da fenomeno”.

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