Matera, Auteri docet

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Pubblicato il 4 novembre 2016 in Tattica

Un discorso interrotto, una semifinale playoff che ha separato le strade di Gaetano Auteri ed il Matera. La toccata e fuga a Benevento: campionato vinto, Vigorito accontentato e rapporto che non dura più di una stagione. La storia tra il tecnico siciliano ed i lucani non poteva chiudersi definitivamente, un amore bruciante che si ritrova la scorsa estate. Filosoficamente sovrapponibili, un allenatore che vuol far spettacolo e una piazza che mette il divertimento davanti ai risultati. Se a Benevento la verve offensiva di Auteri aveva lasciato spazio al pragmatismo, con i sanniti diventati una perfetta macchina da massimo risultato col minimo sforzo nel finale di stagione, a Matera ecco tornare il sistema sfacciato già ammirato due stagioni fa. Il tridente imprendibile formato da Letizia, Madonia e Carretta (con Guerra fino a gennaio) aveva smesso di brillare dopo la sconfitta contro il Como nella semifinale che avrebbe aperto le porte all’ultimo gradino prima della Serie B. Sulla base di quel Matera nasce il nuovo, quello che nelle prime undici giornate di campionato è riuscito ad andare in gol per ben 26 volte. Con una pecca, o meglio con l’altra faccia della medaglia: sono 11 le reti subite, peggior difesa delle cinque contendenti per la vittoria finale. Lecce e Foggia giocano a carte scoperte dall’estate, il Matera è partito avvolto nel silenzio e nel lavoro sul campo ma che il ritorno di Auteri faccia rima con ambizione è una certezza. La conferma di Infantino, quella di capitan Iannini e gli arrivi di calciatori come Strambelli, Papini, Mattera e Negro rappresentano una prova di forza in sede di mercato pari a quelle di Lecce e Foggia appunto. Marchio di fabbrica è il 3-4-3, con qualche variante sopratutto quando tra i titolari c’è Nicola Strambelli. Calcio offensivo, iper offensivo, basato sul possesso veloce e le distanze brevi. Nessun punto di riferimento concesso, neanche quando il centravanti lo fa Saveriano Infantino. Il rischio è il mestiere del Matera: squadra incapace di difendersi e basta, anche in vantaggio i lucani spingono forte e concedono spazi allettanti agli avversari.

TRENTA METRI – Primo frame per conoscere al meglio le particolarità della squadra di Auteri. Siamo a Reggio Calabria: il Matera passerà con un tennistico 6-2 che però non racconta al meglio l’unicità della sfida. Cominciamo dallo schieramento: rettangolo nero per evidenziare lo spazio occupato dai lucani, non più di una trentina di metri per raccogliere tutti i dieci giocatori di movimento. Linea blu per il reparto difensivo, rossa per il centrocampo mentre in giallo vediamo il tridente. Accennavamo a Strambelli in precedenza, il numero 10 non gioca in linea con i due compagni di reparto agendo in realtà alle loro spalle. Questo uno dei punti di forza del Matera: rimanere corti e occupare al meglio lo spazio è essenziale, ovviamente quando il baricentro si alza a spostarsi è anche la linea difensiva che raccoglie la sfida e mette campo alle proprie spalle.

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INTERNI OFFENSIVI – Abbiamo detto del 3-4-3 che può tranquillamente trasformarsi per supportare il trequartista, però la cosa che non cambia mai è la predisposizione offensiva di Gaetano Iannini. Siamo alla sfida contro l’Akragas: pochi minuti sul cronometro, Matera subito in attacco. Sulla linea gialla vediamo Strambelli agire alle spalle del movimento a tagliare di Iannini (cerchio rosso) che aspetta lo scarico di Sartore. Il numero 10 agisce da trequartista, la sua posizione costringe difesa e centrocampo avversario a trovare le contromisure per limitarlo. Gli spazi che si aprono sono il paradiso terrestre di Iannini: il capitano lucano è l’arma segreta di Auteri, spesso l’uomo più avanzato del sistema offensivo e capace di finalizzare come pochissimi in categoria. Non il classico interno che attacca le seconde palle, neanche un giocatore da attacco degli spazi perché Iannini detta e cerca lo scambio e sa lavorare di sponda per i compagni essendo un eccellente colpitore di testa.

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SENZA RIFERIMENTI – Ancora sistema offensivo: una delle particolarità della squadra di Auteri sono i due esterni di centrocampo. A destra agisce, solitamente, Di Lorenzo mentre sulla sinistra c’è Casoli. Se il primo è il classico giocatore abile nella doppia fase, più terzino che ala, il suo opposto è invece un esterno offensivo prestato al gioco a tutta fascia. Come sempre la bilancia pende dalla parte offensiva, con la consapevolezza che i rischi saranno certi. Siamo ancora nella sfida contro l’Akragas di Lello Di Napoli, punteggio di 2-0 ma Matera che non smette di attaccare. Riquadro rosso per Negro: il numero 29 è una punta mobile capace di finalizzare ma ottimo in fase di fraseggio. L’ex Casertana ama venire fuori e giocare con la squadra, lo vediamo molto laterale dettare lo scambio proprio a Casoli (cerchio giallo). L’esterno sinistro va ad attaccare il fondo, anche con Negro fuori l’area verrà riempita dal solito Iannini e dal taglio di Di Lorenzo oltre che dagli altri due attaccanti.

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FOLLIA – Ultimo blocco per analizzare la fase difensiva del Matera, per farlo torniamo alla sfida di Reggio Calabria: attenzione al cronometro in alto a sinistra. 2-3 per i lucani e quasi cinquantotto minuti trascorsi, ingredienti perfetti per subire un contropiede. Linea nera per il trio difensivo, consapevoli già dall’estate che la loro stagione sarebbe stata costellata da uno contro uno o inferiorità numerica. Davanti a loro il nulla: in rosso evidenziamo i quattro reggini che attaccano con l’aggiunta di Coralli rimasto alto. Testa bassa per Armellino che cerca di tamponare, in blu vediamo un terzetto rimasto in posizione totalmente inutile. Occhio allo spazio libero sulla destra difensiva, tre x gialle per evidenziare come il Matera sia tutto sbilanciato sulla sinistra e sfilacciato. Questo il Matera, nel bene o nel male la squadra di Auteri gioca il proprio calcio. Nessun compromesso tattico, tanta offensività e voglia di far male all’avversario. I rischi sono calcolati e accettati, si gioca con coraggio e sfacciataggine e Auteri in questo campo rimane un maestro.

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