Messina-Akragas, viaggio nel nulla cosmico

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Pubblicato il 14 dicembre 2015 in Tattica

Quello che non mancherà mai nelle partite del Messina guidato da Arturo Di Napoli sarà l’impegno e la voglia di lottare su ogni palla. L’unica occasione in cui è accaduto, Catanzaro, è servita al tecnico per chiarire con la squadra cosa non deve mai succedere. Mancano i risultati al Messina, senza vittorie dal 7 ottobre quando dominò la sfida di Melfi. Da quel momento nessuna vittoria e, fino al mancino morbido di Fornito, neanche un gol. Al “San Filippo” la gioia per una rete mancava da un’altra sfida in notturna, quella contro la Lupa Castelli decisa da Salvemini. Proprio il giovane pugliese è l’unico attaccante del roster di Arturo Di Napoli a non essere sceso in campo contro l’Akragas. Cambiando gli ordini degli addendi il risultato non cambia. Cocuzza o Tavares, Barraco e Leonetti, il gol su azione non arriva e non sembra neanche vicino. Il gol subito è la classica papera di reparto, inutile crocifiggere l’ultimo a sbagliare quando è tutto il movimento ad essere errato. Le assenze fanno la formazione, Di Napoli è costretto a mettere in cantina il suo 4-3-3, sceglie un 4-4-2 piatto e incolore. Avevamo azzardato altro nel pre partita, mai per presunzione. Martinelli terzino è rivedibile, a Caserta sarà squalificato e si apre un ballottaggio tra messi da parte. Il resto paga condizione e scarico mentale, l’assenza di Giorgione si è fatta sentire per ambedue i motivi.

CATENA DI ERRORI – Collage per analizzare l’azione che porta al vantaggio agrigentino firmato da Cristaldi. Parte alta: in giallo Burzigotti esce alto per contrastare Vito Leonetti ma sbaglia i tempi ed il pallone passa. In rosso vediamo che la distanza tra Martinelli e Parisi è giusta ed entrambi hanno contezza del pericolo Cristaldi. Passiamo in basso: in azzurro evidenziamo l’errore che porta al gol. Già detto dei tempi di uscita sbagliati di Burzigotti, adesso sono Parisi e Martinelli a sbagliare. Entrambi vanno sul pallone, impasse fatale che fa perdere inerzia all’azione. Il capitano giallorosso decide per l’appoggio a Berardi, sbuccia di testa e il passaggio è cortissimo. Il portiere del Messina non può nulla, bravo Cristaldi a “sperare” nell’errore. Non sbaglia solo Parisi, qui c’è una papera di reparto dove tutti i protagonisti sono colpevoli.

collage

MOVIMENTI OPPOSTI – Passiamo alla fase offensiva del Messina. Nel dettaglio prendiamo in analisi l’azione più pericolosa dell’intera sfida, peccato però che sia casuale. Quello che non è casuale è il movimento offensivo. In azzurro evidenziamo Leonetti, nel ruolo di centravanti con Cocuzza seconda punta, il giovane pugliese fa quello che Di Napoli vorrebbe sempre vedere. Viene fuori dalla linea difensiva avversaria, gioca lontano dalla porta per lasciare lo spazio a Cocuzza per attaccare la profondità. In rosso c’è proprio Cocuzza che attacca l’area di rigore. Leonetti peccherà di presunzione perché calcia in porta, un rimpallo lancia Cocuzza verso la porta, l’imprecisione lo tradisce. Mettiamo da parte i fatti, prendiamo in considerazione solo il movimento. Una punta viene in contro e l’altra attacca la profondità. Questo il movimento tattico più bello della partita del Messina. Non basta.

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NON SI GIOCA DA SOLI – Fornito mette un bellissimo sinistro sotto l’incrocio è impatta una sfida divenuta complicata. Soluzione importante quella singola da palla inattiva, l’abuso è un errore. Punizione interessante per il Messina, sul pallone ci va Martinelli, questo è già il primo difetto. In azzurro evidenziamo l’uomo contro uomo all’altezza del dischetto dell’area di rigore. In rosso una marcatura a uomo su Leonetti. In giallo la traiettoria che sceglie Martinelli, un destro senza convinzione che si infrange sul primo difensore. Soluzione estemporanea e completamente errata. Quando le cose vanno male tutti vorrebbero risolvere i problemi, spesso si sbaglia. Martinelli è un ottimo saltatore, la palla ferma andava affidata ad altri. Un cross ben tagliato e un blocco per liberare Burzigotti, o lo stesso Martinelli, sarebbe stata una soluzione più intrigante.

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FUORI AREA – Piccolo caso da moviola, più che altro un chiarimento sull’atterramento di Leonetti da parte di Savanarola. Isolato ed evidenziato il momento del contatto tra i due giocatori, chiaro che il fatto avvenga fuori area e che il signor Paolini di Ascoli Piceno veda bene nella circostanza. Dopo le tante polemiche di Lecce che seguivano quelle della sfida contro la Juve Stabia, l’arbitraggio visto contro l’Akragas torna sui canoni della normalità.

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