Messina, alle volte uno si crede incompleto ed è soltanto giovane

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Pubblicato il 24 Luglio 2022 in Primo Piano

Tre difensori e un attaccante, tutti under. Ragazzi giovani, di quelli in cerca di un trampolino di lancio o di rilancio. Il Messina ufficializza i primi quattro arrivi – ritorno nel caso di Angileri – senza stupire o far sognare: tutto come previsto. Ed è giusto così.

STRATEGIA ANNUNCIATA – Gabriele Berto, Giuseppe Filì e Alessio Piazza, più Angileri e il quasi ingaggio – sempre in prestito – dell’attaccante Paolo Napoletano. Belle speranze e non solo, perché i primi arrivi in casa Messina hanno il filo comune di arrivare da settori di giovanili dove viene ricercata l’eccellenza. Atalanta, Empoli, Lecce, Parma: sono i club di provenienza, la garanzia che accompagna le scelte del ds Pitino. Non primissime scelte, è chiaro, perché le statistiche sono sotto gli occhi di tutti e parlano in maniera limpida. Che, però, siano profili di interessante prospettiva resta pacifico. Non si vive di soli giovani, ma che il Messina 2022/23 punterà su un minutaggio strutturato è palese. Per farlo, allora, diventa necessario mettere le basi del pacchetto under. Settore che non puoi improvvisare o nel quale non conviene pescare dal mazzo e pensare: “speriamo che mi vada bene”. No, un minutaggio programmato si costruisce in maniera ragionata e ponendo l’arrivo dei giovani in cima alla lista delle priorità. Nel giorno della presentazione di mister Auteri le parole dei protagonisti erano state chiare: “programma triennale” non era uno slogan, ma un messaggio chiaro che va – verbo coniugato al presente non a caso – recepito e compreso. Il Messina non farà sfracelli sul mercato, non cercherà nomi da copertina e punterà su un modello giovane da impreziosire con over di rendimento. Tutto chiaro, tutto limpido, tutto annunciato. Chi si stupisce o chi vorrebbe altro non gode – nella migliore delle ipotesi – di un buon udito. Una presa d’atto è necessaria, anche per non far diventare le critiche – che restano sempre necessarie – capziose e non costruttive. Il Messina riparte da una base di 15 calciatori da valutare, in larga parte da tagliare e dimenticare. Il campionato scorso è stato evidente dimostrazione per decidere chi meriti una seconda chance, chi debba trovare altri lidi e chi potrebbe diventare una buona plusvalenza (anche se resta difficile monetizzare in C). Nella vita, però, non sempre tutto va come si desidera e, allora, qualche sacrificio al contrario rischia di doverlo fare anche il Messina. Per esempio, mantenere in rosa calciatori ampiamente bocciati dal campo, ma in possesso di un contratto e nessuna offerta.

VALUTAZIONI NECESSARIE – Preso atto che la strategia parta dalla campagna under, resta curiosità per quali potrebbero essere i calciatori di esperienza da regalare a mister Auteri. Come detto, però, occorre prima prendere decisioni nette sui calciatori già in rosa. Nei giorni scorsi le parole di un sempre schietto Fazzi hanno fatto comprendere come il cantiere sia apertissimo: chi c’è oggi potrebbe non esserci domani. Dalla società non sono mai trapelati nomi, ma – come scritto appena sopra – il campo aveva già bocciato senza appelli calciatori come Lewandowski, Konate, Distefano e Balde. Altri non erano stati da meno, ma la “cura Raciti” ne aveva mascherato le insufficienze. Celic e Carillo hanno regalato alti e bassi e, oltre a costare uno sproposito rispetto al rendimento, andranno incasellati nella visione di calcio di Auteri. Non un estremista, non un tecnico che pretende una linea difensiva a 50 metri dalla porta, ma neanche allenatore che possa sviluppare il suo 3-4-3 sulla lentezza di esecuzione e movimento dei due centrali. Non tutto da buttare, sia chiaro, perché la curiosità di vedere Gonçalves e Catania nel frizzante gioco dell’ex tecnico del Pescara resta alta. Loro, come Fofana o Morelli. Nella speranza che questi non siano, però, i calciatori dalle richieste di mercato più allettanti. Sarebbe lecito, perché gli occhi per vedere – in una categoria con 60 squadre – sono tanti. Al momento, comunque, offerte poche e svogliate. Morelli e Carillo piacciono, Fazzi anche di più, ma l’affondo reale non c’è ancora stato. Capitolo riconferme, invece, che pare essersi arrestato. Anche in questo caso, però, il ds Pitino era stato cristallino nel giorno della presentazione, parlando di una valutazione legata al budget a disposizione. “Budget” che diventa parola chiave: col solo Sciotto ad aprire i cordoni della borsa, con nessuno sponsor capace di avvicinarsi e una campagna abbonamenti non ancora decollata. Anche in questo caso, però, non comprendere cosa accadrà dipenderà da un cattivo udito – sempre nella migliore delle ipotesi -, viste le due conferenze stampa infarcite di parole chiare. I nomi caldi – tornando al mercato – erano quelli di Rizzo e Piovaccari: quest’ultimo, ormai, ingaggiato dal Giugliano, mentre per l’autore del gol salvezza contro il Taranto resta viva la pista Catania. Se la questione Rizzo può far storcere qualche naso – anche se un suo “ritorno” non è ancora escluso -, stracciarsi le vesti per Piovaccari pare, quantomeno, eccessivo. Verissimo che l’ex Paganese è stato fondamentale in campo e nello spogliatoio per il raggiungimento della salvezza, ma altrettanto vero come non sia questa la versione del Messina che voglia – e possa – ripartire da un 38enne (il 1º settembre) al centro dell’attacco. Ed è giusto così.

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