Messina: Barisic, il tassello che mancava. Adesso è un tridente di stranieri

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Pubblicato il 18 febbraio 2016 in Primo Piano

“É la mia occasione”, aveva detto Maks Barisic ai tifosi del Messina. Si è presentato così: essenziale, pratico, determinato. Aveva anche aggiunto: “A Catania non ho avuto l’opportunità per mettermi in luce, qui posso riscattarmi”. Ha iniziato a tessere la tela della consacrazione, Barisic. Non a Cosenza, dove gioca mezzora in una partita che non ha più nulla da dire. Ma al San Filippo, al secondo gettone in giallorosso, contro la Paganese. Titolare nel tridente d’attacco, sulla corsia di sinistra. Lotta, ma fa un po’ fatica, complice una condizione fisica non ottimale: lo sloveno classe ’95 a Catania ha incamerato 53’ minuti nelle 4 presenze stagionali. Poco, pochissimo.

MESSINA: GOL E RILANCIO – A Messina inizia una nuova storia: stoccata vincente alla prima palla utile. Col destro, dai 20 metri. Primo acuto stagionale all’esordio al San Filippo. Niente male: “Un bellissimo esordio. Sono felice di far parte di un gruppo molto compatto. Qui ho trovato una squadra vera”. L’esclusione di Barraco dalla lista dei 24, e i guai fisici di Padulano, gli hanno spianato la strada, da subito. Il tridente con Gustavo e Tavares promette scintille: “Sono entrambi grandi calciatori. Uno molto tecnico, l’altro potente. Con loro spero di fare grandi cose”. Al duo brasiliano-portoghese si aggiunge adesso Maks, il tassello che mancava, l’esterno dotato di centimetri e propensione ad attaccare la profondità. Da questo momento, là davanti, reciterà un trio di stranieri.

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