Messina-Catanzaro, compiti per le vacanze

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Pubblicato il 4 aprile 2016 in Primo Piano

Il lampo di Olivera a ridestare il Messina da un’apatia indotta da una classifica tranquilla, un avversario eccessivamente timoroso e motivazioni troppo flebili: la primavera, d’altronde, inizia a far intravedere il meritato riposo che pone fine a tutte le ostilità. Raffaele Di Napoli (voto 6) mette tutte le pedine al posto giusto con la consapevolezza di non dovere forzare negli esperimenti o nelle alchimie. Il pareggio finale (contro un Catanzaro da minimo sindacale) sposta ancor di più l’attenzione su tutte quelle vicende (rinnovi, cessioni, programmi per il futuro) che la quotidianità del rettangolo verde preferirebbe allontanare: ordinaria amministrazione, questo campionato ha probabilmente già esaurito tutte le risposte da dare.

Berardi 6: superato imparabilmente da Olivera in un pomeriggio di assoluta tranquillità.

Mileto 6: prestazione senza sbavature con pochi accenni di puro agonismo a sconsigliare potenziali malintenzionati.

Martinelli 6,5: tornano gli applausi a scena aperta per un paio di interventi degni del giocatore ammirato durante il girone d’andata. Ama rincorrere il brivido anche negli appoggi più banali.

De Vito 6: mette in campo il consueto agonismo in una prova senza sbavature. (dal 48′ s.t. Barilaro sv)

Zanini 6: cresce in coraggio con il passare dei minuti. Sempre sicuro sulle timide avanzate ospiti.

IMG_6830Giorgione 6,5: l’assist per Tavares come acuto di una prova contrassegnata dalla consueta saggezza tattica.

Baccolo 4: una protesta così plateale in occasione del ritorno in campo di Cocuzza vanifica quanto di buono espresso nei minuti spesi sul rettangolo verde. (dal 20′ s.t. Cocuzza 6: ritmi bassi, qualche accelerazione per trovare lo smalto dei giorni migliori)

Fornito 6: meno incisivo rispetto alle gare precedenti, perde spesso l’attimo giusto per concludere con profitto verso la porta difesa da Grandi.

Gustavo 6: dai suoi piedi passa gran parte della manovra offensiva del Messina. I calabresi provano costantementeIMG_6808 ad ingabbiarlo, il lavoro tra le linee paga solo in parte.

Scardina 5,5: impegno, generosità ed agonismo, ma il gol resta un miraggio. (dal 36′ s.t. Barisic sv)

Tavares 6,5: cinismo e cattiveria per rimettere in sesto la gara dopo l’immeritato svantaggio. Il suo gioco di sponda si rivela una delle migliori armi del Messina per creare superiorità numerica in contropiede.

* foto di Giuseppe Saya

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