Messina, i primi della classe

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Pubblicato il 17 Agosto 2020 in Primo Piano

Tutto nuovo, tutto diverso. Il quarto Messina targato Sciotto sembra nascere secondo nuove strategie e, soprattutto, competenze. L’anima salernitana – arrivata lo scorso luglio – parla pochissimo, quasi nulla, ma pare evidente l’influenza nella costruzione della rosa.

BASSO PROFILO PER ALTI PROFILI – Nessun direttore sportivo designato, rarissime le parole del duo Del Regno-Bove, istituzionali quelle del dg Gianni. Tornato a parlare – Pietro Sciotto -, invece, si è lasciato scivolare nel solito patetismo, interrotto solo dall’indicazione nel non promettere risultati ma solo fatti. Parentesi che, probabilmente, difficilmente si ripeterà in stagione con le briglie societarie nelle mani dell’anima salernitana, con buona dose di guida del dg Andrea Gianni. La sua esperienza, recente, a Reggio Calabria – con vittoria della C – rappresenta il giusto biglietto da visita per ricoprire il ruolo di frontman per una società che deve ricostruire, in primis, la fiducia. Chiacchiera pochissimo questo Messina, difficile anche intercettare gli spifferi di mercato che, spesso, vengono immediatamente seguiti da annunci ufficiali. Calciomercato in crescendo, con l’allenatore Novelli che vede prendere forma a una rosa sempre più adatta alla sua idea di calcio. La spinta zemaniana in Novelli è cosa nota, per questo motivo diventa meno complicato andare a individuare le caratteristiche da ricercare. Più difficile – ecco la differenza tra una squadra e una squadra vincente – puntare sui profili giusti dal punto di vista della personalità e della capacità di reggere alle pressioni della piazza. Come sempre – come fanno tutte le società – si prova a gettare acqua sul fuoco, ma i primi innesti di mercato parlano di un Messina che faticherà a nascondersi nel gruppone di quelle che “vogliono far bene”. In giallorosso arrivano calciatori dal curriculum chiaro e che racconta di lunghe navigazioni in categoria e campionati vinti. Il Messina si candida alla pole position.

USATO GARANTITO – In attesa di capire quale sarà il destino dei contrattualizzati Arcidiacono, Cristiani e Sampietro, la rosa del Messina cresce in numero e in qualità. Difesa rimpolpata dall’arrivo dell’under (1999) Mancuso e, soprattutto, dalla coppia Manzo-Lomasto. Esperienza e differenze tecniche e fisiche per due calciatori che sembrano – sulla carta – potersi completare in un reparto che, probabilmente, sarà il più analizzato già dalle prime uscite viste le idee di gioco del tecnico. Discorso simile in mediana dove gli arrivi di Aliperta e Vacca rappresentano certezze inossidabili. Il campo, chiaramente, dirà la verità, ma lo storico dei due calciatori ex Turris parla per loro. Il primo potrebbe andare a ricoprire il ruolo di regista davanti alla difesa: calciatore di buonissima fisicità e piede educato, il mix giusto per dettare i tempi e dare protezione alla linea arretrata. Vacca, invece, è la classica mezzala capace di attaccare gli spazi e trovare la via della rete con continuità. In un gioco verticale e che cercherà di sfruttare le seconde palle, allora, la sua presenza potrebbe diventare tra quelle decisive. In avanti – ultimo blocco – ci sarà da comprendere il destino, dicevamo, di Arcidiacono. Nel frattempo è ufficiale l’arrivo di Ciro Foggia: l’ex Casarano arriva da un paio di stagioni dalle polveri bagnate, ma le sue caratteristiche tattiche regalano il profilo necessario per il calcio che Novelli sembra avere in mente. Nel 4-3-3, però, diventano fondamentali le reti in arrivo dagli esterni. Per questo motivo un profilo come Arcidiacono andrà valutato fino all’ultimo, a prescindere dall’attaccante catanese, però, resta necessario puntare su calciatori dai numeri pesanti in zona gol. Impossibile, infatti, pensare di ricercare risultati e vittorie basandosi solo sulle reti della prima punta.

IL PROBLEMA UNDER – Da tre anni a questa parte, con ripetitività noiosa, uno dei guai del Messina è nato da pacchetti di calciatori under non all’altezza del campionato di vertice pensato. Se il primo Modica riuscì a valorizzare calciatori come Lia, Mascari, Meo e Cozzolino; nei due successivi sono sporadiche le esibizioni degne di nota dei più giovani. Fiore all’occhiello – della passata stagione – è stato Michele Avella, portiere che punta a una maglia da titolare in C con la Casertana, mentre si è interrotta presto la crescita di Francesco Orlando. Smaltito il grave infortunio al ginocchio il giovane esterno d’attacco è finito al Lavello, altro lido anche per Francesco Saverino che ha preferito la corte di Boncore e del suo nuovo Licata. Anche lui è stato tra i meno peggio della passata annata, comunque non trascinante come altri giovani visti in altre formazioni. Brutto – e lo sarà sempre – mettere pressione a ragazzi alle loro prime esperienze, ma sono proprio gli under a fare la differenza. Così è stato due anni al Bari, come lo scorso anno al Palermo dove Doda, Kraja, Felici o Lucera hanno dato tantissimo per la costruzione del primo posto. Il pacchetto over di questo Messina sembra andare su una direzione chiara e rassicurante, senza un cammino simile nella costruzione del gruppo under, però, le difficoltà saranno dietro l’angolo.

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